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Cuneo salino, l’esperienza del Delta del Po in soccorso del Tevere

Le peculiarità geografiche e idrauliche del Delta del Po spingono il Consorzio di bonifica Delta del Po (sede a Taglio di Po, Rovigo) ad approcci, studi e soluzioni innovative la cui rilevanza travalica i confini regionali. A tal proposito, con riferimento particolare al contrasto alla desertificazione e alla risalita del cuneo salino, il Consorzio è stato invitato a intervenire al convegno che si ètenuto a Roma nei giorni scorsi nella sede della Regione Lazio, promosso dal Consorzio di bonifica Litorale Nord di Roma e dalla stessa Regione, dal titolo “L’intrusione del cuneo salino sulle colture del litorale romano: stato dell’arte e prospettive”.

Fari puntati sul fiume Tevere

Nel contesto generale del cambiamento climatico caratterizzato da periodi siccitosi sempre più lunghi, il Tevere sta riscontrando un aggravamento del fenomeno. Nel 2022, anno della grande siccità, l’acqua del mare è risalita fino a 40 chilometri nell’entroterra. Record a parte, la risalita del cuneo salino rappresenta ormai una costante per il territorio, con gravi danni all’agricoltura. “Così come le bonifiche venete hanno ispirato, negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, la bonifica dell’Agro Pontino, oggi le sperimentazioni e le azioni per il contrasto al cuneo salino intraprese nel nostro Delta ispirano i territori in prossimità della foce del Tevere alle prese con un aggravamento dello stesso problema”, spiega Virginia Taschini, presidente del Consorzio di bonifica Delta del Po.

Barriere antisale

Le misure adottate dal Consorzio per fronteggiare i cambiamenti climatici, sono state oggetto dell’intervento del direttore Rodolfo Laurenti, che si è soffermato sulle barriere antisale che verranno realizzate sull’Adige e sul Po di Pila. La prima inserita nel piano del Commissario Straordinario Nazionale all’Emergenza Idrica Nicola dell’Acqua è già stata finanziata con 42 milioni di euro ed è dunque in procinto di essere realizzata. La nuova infrastruttura sul Po di Pila sopperirà le attuali barriere sul Po di Tolle e sul Po della Donzella, sempre meno efficaci nel fronteggiare la spinta del mare. Inserita nel Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico (PNIISSI) costerà 90 milioni di euro, ancora da stanziare.

Intelligenza artificiale

Nel corso della mattinata, grande risalto è stato dato all’intervento del professor Paolo Tarolli, ordinario di idraulica agraria dell’Università degli Studi di Padova, che ha illustrato la sperimentazione che il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-forestali (TESAF) dell’ateneo patavino sta svolgendo con il consorzio di bonifica. Uno studio innovativo basato sull’Intelligenza Artificiale, quale strumento in grado di prevedere la progressione della salinizzazione del suolo attorno alla Sacca di Scardovari, analizzando in tempo reale l’enorme mole di dati provenienti da satelliti, sonde nel terreno, misuratori di salinità nei rami del fiume Po.

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto

Riso, previsioni di semina +3,3%. Ma il nemico è la pioggia

Buone prospettive per le semine 2025 di riso in Veneto. Secondo il sondaggio dell’Ente nazionale risi si prevede + 1,46% per la varietà Vialone Nano, prediletta dalle province di Verona e Vicenza (Grumolo delle Abbadesse) e +2,75% per il Carnaroli, coltivato nel Delta del Po ma anche nel Veronese. Ancora più ottimistiche le previsioni per altre due varietà di riso che, oltre al Carnaroli, fanno parte del Delta del Po igp: 61,20% per il Baldo e +14,81% per l’Arborio.

Semine previste dal 15 aprile al 15 maggio

“Gli agricoltori sono invogliati a seminare perché le quotazioni del riso sono molto alte – spiega Filippo Sussi, presidente dei risicoltori di Confagricoltura Veneto -. Questo perché lo scorso anno la produzione è stata bassa a causa del meteo: troppe piogge in primavera in fase di semina e in autunno in fase di raccolta, oltre all’eccesso di caldo durante la fioritura. Anche quest’anno partiamo con parecchia acqua dal cielo, che in questi mesi ha reso impossibile entrare nei campi per la lavorazione del terreno. Ma ci auguriamo che, in prossimità delle semine, che andranno dal 15 aprile al 15 maggio, il tempo volga al bello e si riesca a eseguire l’operazione. Altrimenti si rischia un’altra annata con le rese basse. E sarebbe il quarto anno consecutivo condizionato da problematiche diverse. L’anno scorso dalle piogge, il 2022 e il 2023 dalla siccità”.

Nel Delta rimasti in pochi a coltivare riso

Per Marco Uccellatori, presidente della sezione riso di Confagricoltura Rovigo, la pioggia finora è stata benefica per il Delta del Po. “Con tutta l’acqua caduta non dovremmo avere problemi, quando arriverà il caldo estivo, di risalita del cuneo salino, che è letale per le coltivazioni di riso – sottolinea -. La stagione si prospetta dunque buona, anche se adesso ci auguriamo che il tempo migliori per riuscire a entrare nelle risaie, dove non abbiamo più fatto nulla da quando abbiamo trebbiato. Per quanto riguarda l’aumento di superfici, ce lo aspettavamo perché i prezzi sono molto elevati per le varietà del Delta. Basti pensare che il Carnaroli è arrivato a 100 euro al quintale, ma se si seminerà di più mi aspetto che torni a un livello più basso, attorno a 70 euro. Nel Delta siamo rimasti in pochi a coltivare riso, ma è una coltura in cui continuiamo a credere perché i prezzi sono sempre migliori di tutte le altre”. Secondo i dati di Veneto Agricoltura la superficie coltivata a riso nel 2023 è stata in lieve crescita (+0,8%), attestandosi a 3.050 ettari. Il 90% degli investimenti si concentra nelle province di Verona (2.180 ettari circa, +3,9%) e Rovigo (550, -8,3%).

Fonte: servizio stampa Confagricoltura Veneto

L’Istituto per l’agricoltura e l’ambiente “M.T. Bellini” di Trecenta (Rovigo)si arricchisce di una nuova proposta formativa rivolta allo studio del tartufo

(di Antonio Verni, giornalista socio Argav) Scuola, come momento di apprendimento e formazione, per il lavoro, per la vita. Per una valorizzazione dell’ambiente, asse portante della realizzazione stessa dell’uomo. In questo contesto, ben si inserisce l’incontro organizzato il 28 marzo scorso dall’Istituto professionale di Stato per l’agricoltura e l’ambiente ‘M. T. Bellini’ di Trecenta, in provincia di Rovigo, in collaborazione con l’Associazione micologica Bresadola, gruppo di Rovigo, e con l’Associazione Amici del tartufo polesano, pure di Rovigo. ‘Esplorazioni agrarie’, il titolo del meeting, meglio una giornata formativa avente per focus il tema ‘Tartufi e funghi’, poiché il tartufo non è altro che un fungo ipogeo (nella foto i due relatori, Giorgio Pavan e Valerio Pelucchi).

Scopo dell’incontro, annunciare ai ragazzi e alle autorità presenti la volontà di introdurre l’attività formativa dello studio dei tartufi, con tanto di laboratorio e serra per la micorizzazione delle piante, mirata alla produzione e all’utilizzo dei tartufi. Lo ha detto chiaramente la dirigente scolastica dell’Istituto ‘Bruno Munari’, prof. Angela Belfiore, cui il plesso Bellini fa riferimento, a cospetto delle autorità scolastiche locali, prof. Maria Miletta, referente per il Bellini, prof. Giuseppina Bozzolan, referente dell’Istituto ‘Enzo Bari’ e la coordinatrice dell’Istituto ‘Bruno Munari’, prof. Anna Martini. Oltre al rappresentante dell’Associazione micologica Bresadola, Valerio Pelucchi, di Pontelagoscuro di Ferrara, che era stato incaricato dal presidente Alessio Nalin, e ai rappresentanti degli Amici del tartufo polesano, Antonio Baccini, di Fiesso Umbertiano (Rovigo), presidente, e Giorgio Pavan, di Castelguglielmo (Rovigo),componente del direttivo Argav, erano presenti anche il dottor Alessandro Ballasso, di Veneto Agricoltura, il sen. Mario Dalla Tor, il comandante della stazione carabinieri di Trecenta, mar. Alessandro Di Manna, altri docenti e fautori dell’iniziativa.

La giornata è iniziata con un intervento dell’assessore regionale veneto, Cristiano Corazzari, che ha portato i saluti della Regione e del Presidente Luca Zaia, e dell’assessore provinciale, Fabio Benetti, che ha porto quelli della Provincia e del Presidente della Provincia di Rovigo, Enrico Ferrarese. Entrambi hanno sottolineato l’importanza dell’iniziativa e ribadito come il Polesine potrebbe maggiormente valorizzare questa vocazione, caratterizzandosi per la produzione di tartufi. Da parte loro, i professori Alberto Calesella, Giuseppe Ribaudo e Claudio Previatello, rispettivamente coordinatore referente del convitto della scuola Bellini, referente per il progetto e referente per la serra, hanno riaffermato come l’Ipsaa ‘Bellini’ potrebbe diventare un polo dedicato all’analisi e alla micorizzazione di varietà arboree autoctone, atte alla produzione di tartufi.

A sua volta il dottor Ballasso ha ricordato come in Polesine crescano tutte le nove specie di tartufi commestibili e commerciabili previsti dalla normativa quadro in materia di raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo, legge 752 del 16 dicembre 1985 e legge regionale 30 del 28 giugno 1988, concernente la disciplina della raccolta, coltivazione e commercializzazione dei tartufi, e modifiche: Bur n. 122 del 13 settembre 2024.

Ed ecco i magnifici nove: Tuber magnatum Pico, volgarmente detto tartufo bianco, che si raccoglie dal 1° ottobre al 31 dicembre; Tuber melanosporum Vittadini, ovvero il tartufo nero pregiato, la cui cerca va dal 15 novembre al 15 marzo; Tuber brumale varietà moschatum, ossia il tartufo moscato, pure dal 15 novembre al 15 marzo; Tuber aestivum Vittadini, o tartufo di estate o scorzone, dal 1° giugno al 30 novembre; Tuber aestivum varietà uncinatum, o tartufo uncinato, dal 15 settembre al 31 gennaio; Tuber brumale Vittadini, o tartufo nero d’inverno o trifola nera, dal 1° gennaio al 15 marzo; Tuber borchii Vittadini, o bianchetto o marzuolo, dal 15 gennaio al 15 aprile; Tuber macrosporum Vittadini, o tartufo nero liscio, dal 1° settembre al 31 dicembre; Tuber mesentericum Vittadini, o tartufo nero ordinario, dal 1° settembre al 31 gennaio. Questo il consueto calendario di raccolta, tuttavia la legge regionale ribadisce che “in relazione alle particolarità climatiche e ambientali, la Giunta regionale può variare il calendario di raccolta, sentito il parere della commissione” apposita.

In Veneto si raccolgono soprattutto il tartufo bianco pregiato che, secondo alcuni, per proprietà organolettiche non ha nulla da invidiare a quello di Alba; il tartufo bianchetto o marzuolo e lo scorzone o tartufo nero estivo. Il bianco pregiato ha dimensioni medie che variano dai 2 agli 8 centimetri, tuttavia può raggiungere anche i 15 centimetri. E’ caratteristico delle province di Rovigo e Padova, talora lo si trova anche in provincia di Vicenza. Nelle zone di pianura solitamente è in simbiosi con farnia, tiglio e nocciolo. Il bianchetto o marzuolo ha dimensioni medie di 2 – 4 centimetri. Può arrivare ai 7. Secondo gli esperti spesso lo si trova nelle zone dove cresce il bianco pregiato. Solitamente è in simbiosi con il pino domestico, ma può esserlo anche con rovere, roverella e cerro. Lo si raccoglie soprattutto nelle province di Rovigo e Venezia, nelle pinete litoranee. Il tartufo nero estivo o scorzone ha dimensioni fino a circa 10 centimetri. Solitamente è in simbiosi con la farnia, la rovere, il faggio, il carpino bianco, il nocciolo. E’ più tipico delle province di Vicenza, Verona e Belluno che non di Rovigo.

Per praticare la raccolta dei tartufi, la legge regionale prescrive che i raccoglitori debbano “essere muniti di apposito tesserino di idoneità che li autorizza alla ricerca e alla raccolta… il rilascio del tesserino è subordinato all’esito favorevole di apposito esame per l’accertamento della idoneità degli interessati”. La legge regionale stabilisce anche che “gli istituti universitari, gli enti culturali o di ricerca a fini didattici e scientifici, possono procedere in qualunque momento, previo rilascio di specifica autorizzazione da parte della Giunta regionale, alla raccolta di tartufi…”. “La ricerca e la raccolta dei tartufi – si legge ancora – è libera nei boschi e nei terreni non coltivati… Hanno diritto di proprietà sui tartufi prodotti nelle tartufaie coltivate o controllate riconosciute tutti coloro che le conducano, purché vengano apposte apposite tabelle delimitanti le tartufaie stesse”.

I due relatori, Giorgio Pavan e Valerio Pelucchi, hanno affrontato le tematiche relative alla produzione e alla raccolta dei tartufi. Più tecnicamente, si sono soffermati su: “Sistema riproduttivo di funghi e tartufi, sistemi di propagazione naturale e indotta, la corretta determinazione delle specie tramite interpretazione di aspetto, colore e dimensione delle spore, oltre a normative, tesserini di autorizzazione regionale”. La ricerca dei tartufi può essere effettuata con l’ausilio di uno o due cani. Per lo scavo si utilizza un apposito vanghetto o vanghella. I due relatori ne hanno mostrati di diverso tipo. Hanno sottolineato come le buche aperte per l’estrazione dei tartufi debbano essere di nuovo riempite con la terra rimossa e livellate. Giorgio Pavan ha reso noto come dal 1° gennaio 2025 sia stata introdotta una tassa di concessione di 100 euro per la raccolta dei tartufi.

La giornata di formazione si è conclusa con una prova di abilità nella cerca del tartufo da parte del cane Billo, condotto da Lorenzo Cavallari, nell’azienda agricola ‘La Marzanata’, annessa all’Istituto Bellini. Si trova nei pressi del Gorgo della sposa, in quel di Trecenta. Il cane Billo è un bell’esemplare di lagotto romagnolo, a detta di molti, una razza dotata di buon olfatto, particolarmente atta alla ricerca dei tartufi. Un tempo il lagotto era un cane da riporto d’acqua. La selezione ha favorito la specializzazione nella cerca del tartufo.

12-26 aprile, nella Valle dei Laghi (Trento) c’è DiVinNosiola

Tutto pronto per DiVinNosiola, l’evento che dal 12 al 26 aprile celebra la Valle dei Laghi attraverso la sua storia, i suoi sapori e il suo fiore all’occhiello: la Nosiola, unico vitigno autoctono del Trentino a bacca bianca. Ad attendere i visitatori un ricco programma tra cultura, degustazioni guidate, trekking nella natura e, per la prima volta, un inedito tour in trenino tra le cantine per scoprire l’unicità del Vino Santo Trentino DOC, presidio Slow Food e del Vino Nosiola.

La Valle dei Laghi

Incantevole territorio adagiato tra il Lago di Garda e Trento, a nord della zona di Sarche, antico alveo del fiume Adige e oggi oasi naturale dove il turchese dei laghi abbraccia il verde dei rigogliosi frutteti e vigneti, la Valle dei Laghi fa da suggestivo sfondo a un evento dedicato alla sua identità così intimamente legata alla produzione di due tipologie di vinificazione della Nosiola, unico vitigno storico-autoctono del Trentino a frutto bianco. Si tratta del fresco e delicato Vino Nosiola, con un aroma elegantemente fruttato che ricorda le nocciole appena colte, e del pregiato Vino Santo Trentino DOC, presidio Slow Food, che si distingue per eleganza e complessità aromatica con le sue raffinate dolci note di miele, albicocca e spezie. Autentico vino da meditazione, quest’ultimo è conosciuto anche come il “passito dei passiti”, grazie al suo lungo e meticoloso processo di produzione. Le uve Nosiola vengono lasciate ad appassire naturalmente per mesi sui graticci, chiamati aréle in dialetto locale, accarezzate dal costante soffio del vento che scende dalle Dolomiti del Brenta e dall’“Ora del Garda”, la brezza gentile che dal Lago di Garda attraversa la Valle dei Laghi. A renderlo unico è lo sviluppo all’interno dei grappoli di muffe nobili, che favoriscono una straordinaria concentrazione zuccherina, donando al vino un sapore inconfondibile.

Si inizio con il rito della spremitura

Questo patrimonio culturale è mantenuto vivo con determinazione dall’Associazione Vignaioli del Vino Santo Trentino DOC che riunisce sei aziende agricole, ognuna delle quali lo interpreta con uno stile unico ed inconfondibile. Tanti gli appuntamenti per riscoprirlo, a cominciare dall’imperdibile Rito della spremitura, previsto per sabato 12 aprile, un evento collettivo che da tempo immemore riunisce la comunità durante la Settimana Santa per il simbolico passaggio dall’appassimento alla vinificazione. E ancora, per conoscere a fondo il Vino Santo ed il Vino Nosiola, imperdibili le degustazioni guidate come “Gustodivino” e la masterclass “Passione Passito”, entrambe con la partecipazione del celebre sommelier Giuseppe Carrus di Gambero Rosso. Il ricco programma prevede inoltre: un nuovo itinerario in carrozza a bordo del Nosiola Express, il Trenino del Vino Santo con inedite visite alle cantine in compagnia dei vignaioli, impreziosite dalle prelibatezze preparate dagli chef dell’Alleanza Slow Food; momenti dedicati ad arte, spettacolo e musica, e piacevoli escursioni enoturistiche, tra cui esclusivo trekking dedicato alla biodiversità con attività di foraging, per scoprire gli angoli più suggestivi del territorio tra castelli, laghi, prati e vigneti. Ulteriori informazioni: email: info@vinosantotrentino.it
Web: http://www.vinosantotrentino.it, Tel: 349-3365446.

Fonte: servizio stampa DiVinNosiola

Dal territorio alla tavola: l’Asiago Dop celebra la filiera corta a Formaggio in Villa (11-14 aprile, Cittadella, Padova)

Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, impegnato a favorire scelte a basso impatto ambientale per contribuire a un futuro più equo, sceglie Formaggio in Villa, evento dedicato all’eccellenza del mondo caseario in programma a Cittadella (Padova) dall’11 al 14 aprile, per promuovere il valore del formaggio Asiago, simbolo di artigianalità e tradizione, capace di valorizzare il territorio e sostenere l’economia locale.

Latterie sociali, caseifici cooperativi, malghe e aziende familiari porteranno a Cittadella la loro esperienza.

Nel cuore della sua area di produzione, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago – main sponsor della manifestazione – racconterà l’unicità del formaggio Asiago. Un prodotto vivo, frutto di una lavorazione che combina manualità e tecnica. Ogni litro di latte trasformato in formaggio diventa alimento sano, che genera un impatto positivo sulla salute e sul territorio grazie a una filiera certificata, non delocalizzabile e rispettosa della biodiversità. Affermando la forza di un legame profondo con la tradizione e il luogo d’origine, Latteria Sociale di Castelnovo, Latteria Sociale Villa, Latterie Vicentine, Malga Marcai, Casearia Monti Trentini, Caseificio San Rocco e Caseificio Pennar saranno i testimoni di una storia ricca di sfumature invitando i visitatori a scegliere un prodotto sostenibile, certificato in ogni fase della sua produzione e attento all’ambiente.

Due le masterclass in programma per i cheese lovers

Sabato 12  aprile alle ore 17:00, Asiago DOP, vini macerati e in anfora. Un viaggio sensoriale tra aromi profondi e affinità inaspettate, dove naturalità e artigianalità si incontrano in una degustazione guidata. Domenica 13 aprile alle ore 17:00, Asiago DOP, Gin & Tonic un felice percorso che, partendo dai 40 giorni di maturazione fino ai 2 anni di stagionatura, si avvia con le prime sensazioni lattiche, passando attraverso aromi floreali e fruttati per arrivare a note speziate e tostate del formaggio, per scorrere poi verso sentori erbacei e agrumati del gin. Un matrimonio perfetto da degustare e sorseggiare, ideale per un aperitivo o serate con amici.

Fonte: servizio stampa Consorzio tutela Asiago DOP

11-14 aprile, Formaggio in Villa 2025: a Cittadella (Padova) in arrivo caci e altre bontà da tutta Italia

Tra le mura medievali di Cittadella (Padova), dall’11 al 14 aprile prossimi si svolgerà la 13ª edizione di Formaggio in Villa, l’appuntamento per gli appassionati del formaggio artigianale italiano. Quattro giorni per immergersi in un universo di sapori dove oltre 170 espositori da tutta Italia presenteranno le loro eccellenze, dai grandi classici Dop alle più innovative creazioni casearie. L’ingresso alla manifestazione è gratuito. Il programma completo su http://www.formaggioinvilla.it

Masterclass per conoscere i formaggi

Un viaggio sensoriale tra le eccellenze italiane e internazionali, dalla Grecia alla Svizzera, passando per i formaggi trappisti del Belgio.Approfondimenti, degustazioni guidate tra abbinamenti inediti, come Asiago Dop, vini maceratie in anfora (sabato 12 aprile ) o Asiago Dop e Gin&Tonic(domenica 13 aprile). Formaggi premiati abbinati a diverse tipologie di sidro, a vini e a birre artigianali.
Le Masterclass si terranno nei locali della Torre di Malta, vicino all’ingresso di Porta Padova, e avranno una durata di 60 minuti.
 
Italian Cheese Awards 2025: il pubblico decide!

Torna anche quest’anno Italian Cheese Awards, giunto alla semifinale, che celebra i migliori formaggi d’Italia. Durante l’evento, il pubblico potrà partecipare alle degustazioni libere dei 100 formaggi pronti per essere assaggiati e votati! Un’occasione per diventare giudici e scoprire i futuri campioni del panorama caseario.
 
La mostra mercato tra le vie del centro

Oltre 170 espositori da ogni regione, centinaia di formaggi in degustazione e una selezione dei migliori prodotti premiati al concorso nazionale Italian Cheese Awards.Tra questi, spiccano il pluripremiato Maimone del Caseificio Erkiles della Sardegna, il Tomone d’Alpeggio del Piemonte, il Morlacco del Grappa del Caseificio Montegrappa, il Caciocavallo de “Il Parco delle Bontà” Caggiano Summo della Basilicata, lo Squacquerone di Romagna DOP della Latteria Sociale di Cesena, la Mozzarella di Bufala Campana DOP del Caseificio Il Casolare, la Burrata del Caseificio Artigiana di Puglia, l’Asiago DOP Stravecchio del Caseificio Pennar di Asiago, il Fiore Sardo DOP di Salvatore Bussu, l’Asiago DOP fresco e lo Stracchino del Caseificio San Rocco, il MonteLupo del Caseificio La Casara di Roncolato, il Branzi e lo Stracchino all’antica di Latteria Branzi, il Brenta Selezione Oro di Latterie Vicentine, lo Stagionato oltre 24 mesi de I Sapori delle Vacche Rosse, il Parmigiano Reggiano DOP di Brugnoli F.lli, l’Annutolo de La Tenuta Bianca, il Caciocavallo Silano del Caseificio Posticchia Sabelli e il Gregoriano dell’Azienda Agricola Gregorio Rotolo. Questi e tanti altri formaggi che hanno scritto la storia dell’eccellenza casearia italiana.
 
Le novità 2025: Show Lab e non solo

Quest’anno l’evento si arricchisce con gli Show Lab, dove i migliori produttori si trasformano in chef per creare piatti gourmet dal vivo, dimostrando come la tradizione possa incontrare la creatività (in via Indipendenza, fronte Palazzo del Municipio, vi aspetta l’appuntamento giornaliero con l’aperitivo musicale per brindare e finire in bellezza le giornate gustose di Formaggio in Villa!).
 
Un mondo di sapori oltre il formaggio

“Formaggio in Villa 2025” non è solo formaggi. L’evento offre anche un viaggio tra salumi d’eccellenza, birre artigianali, vini pregiati e specialità regionali. Da non perdere l’area dedicata all’Abruzzo, con le sue prelibatezze culinarie e i vini presentati presso l’Enoteca Regionale.
 
Momenti di ristoro e relax per i visitatori

Per i visitatori che desiderano concedersi una pausa golosa, “Formaggio in Villa” propone un’ampia selezione di piatti e specialità regionali. Tra le proposte, spiccano i primi piatti gustosi del pastificio Bragagnolo, gli arrosticini abruzzesi, la crescia marchigiana, il risotto con i formaggi, i tortellini di Valeggio, il caciocavallo impiccato e tante altre delizie che celebrano la tradizione culinaria italiana.

Fonte: servizio stampa Formaggi in Villa

14 aprile, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova), corso di formazione giornalisti Org Veneto e Argav dedicato a Bepo Maffioli, primo storico della cucina veneta

Lunedì 14 aprile p.v., dalle 18.30 alle 20.30, si svolgerà nel circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Padova) l’incontro di formazione giornalisti organizzato dall’ORG Veneto in collaborazione con Argav e dedicato a “Bepo Maffioli tra genio creativo e spirito eclettico” (2 crediti formativi, iscrizione piattaforma formazione giornalisti).

Argomento trattato

Giuseppe Maffioli, detto “Bepo” nasceva cento anni fa. Attore, insegnante e giornalista, fu anche il primo storico della cucina veneta. Quando morì a Treviso 40 anni fa, gli è stato intitolato l’Istituto alberghiero di Castefranco Veneto. La sua opera è un’eredità da riscoprire e valorizzare. Lo faremo con i relatori del corso che tratteranno la figura di Bepo Maffioli da diversi punti di visita (Giornalista e maestro elementare attento agli emarginati; lo storico della cucina; attore ed autore televisivo: un eclettico genio dimenticato; una figura della cultura veneta da riscoprire).

A moderare l’incontro sarà il presidente Argav Fabrizio Stelluto; seguiranno gli interventi di Renato Malaman, giornalista, socio Argav; Celeste Tonon, ristoratore; Angelo Squizzato, giornalista; Annibale Toffolo, editore.

7-9 aprile, Chioggia (Venezia) sceglie il suo miglior “cicchetto 2025”

Chioggia, in provincia di Venezia, si prepara ad accogliere la quarta edizione di “Cicchettando per Ciosa”, il concorso gastronomico che celebra l’arte del cicchetto, tipico stuzzichino della tradizione veneta (nella foto il momento della presentazione alla stampa).

L’evento, che negli anni ha riscosso un crescente successo, è mirato a promuovere la cultura gastronomica di Chioggia, rafforzando il legame tra ristorazione e prodotti locali e a far conoscere l’eccellenza della cucina chioggiotta a un pubblico sempre più ampio. Dal 7 al 9 aprile, quindi, la giuria lavorerà per nominare il cicchetto più buono del 2025, coinvolgendo una ventina di ristoranti e bàcari chioggiotti. All’apertura della stagione turistica si potranno degustare i cicchetti proposti, tra cui naturalmente quello vincitore. La serata finale, in cui verrà decretato il vincitore, si terrà mercoledì 9 aprile alle ore 20.00 all’Enaip Veneto di Chioggia. Quale sarà il locale che conquisterà il titolo di miglior cicchetto dell’edizione 2025? Non resta che attendere la serata conclusiva per scoprirlo!

Il format del concorso

Durante le tre giornate dell’evento, una giuria di esperti visiterà i locali partecipanti per degustare e valutare i cicchetti in gara. Ogni proposta sarà giudicata in base a un regolamento che premia l’utilizzo di prodotti ittici e ortofrutticoli del territorio. Tra gli ingredienti protagonisti figurano alici, fasolari, radicchio di Chioggia, moleche e altre specialità locali, per un totale di circa quaranta prodotti tipici.

La giuria

La giuria sarà composta da otto membri, selezionati tra esperti del settore gastronomico e rappresentanti istituzionali: presidente di giuria; direttore Enaip Veneto Chioggia; uno studente di Enaip Veneto Chioggia; un giornalista specializzato in enogastronomia; un rappresentante di Assocuochi Serenissima; un rappresentante dell’Associazione Italiana Sommelier; un rappresentante dell’Associazione Riva Vena; un rappresentante del Consorzio di Promozione Turistica Lidi di Chioggia. I giurati valuteranno i cicchetti secondo precisi criteri, assegnando un punteggio sulla base della qualità degli ingredienti, dell’originalità della ricetta e della presentazione del piatto.

Le dichiarazioni

Luigi Ranzato, vice presidente dell’Associazione Riva Vena:”Riva Vena era il cuore pulsante delle attività commerciali, una zona ‘viva’. Poi c’è stato il lento degrado e il successivo abbandono da parte dei commercianti. Abbiamo voluto ridare un grande slancio in questi ultimi quattro anni: sono stati aperti molti bàcari e ristorantini e altre attività commerciali. Ora è uno spettacolo, Riva Vena è diventata come i Navigli di Milano, un brulicare di gente a passeggio a degustare i cicchetti.”

Stefano Cicigoi, direttore di Enaip Veneto Chioggia:”La scuola che dirigo è orgogliosa di essere tra i promotori dell’evento sin dall’origine. La partecipazione in ‘Cicchettando per Ciosa’ permette alla Scuola di Formazione Professionale, specializzata nel settore ristorativo, di radicarsi ancor di più nel tessuto imprenditoriale e nella tradizione culinaria chioggiotta. Inoltre, valorizza la nostra vocazione nel far crescere gli studenti che si inseriranno professionalmente nel settore nei prossimi mesi, ricordando che saranno direttamente coinvolti sia nelle verifiche presso i partecipanti che nell’evento finale di proclamazione, che si svolgerà nella sede di Enaip.”

Felice Tiozzo, presidente della giuria:”In quattro anni abbiamo fatto passi da gigante come giuria, puntando sempre più a selezionare i migliori cicchetti che, seguendo il regolamento, rappresentino i prodotti e la qualità del territorio. Dobbiamo continuare su questa strada, essere sempre più originali e portare avanti il progetto puntando sulla cordialità e sul giusto prezzo, così da lasciare un segno indelebile a chi visita Chioggia e farlo ritornare con entusiasmo.”

Giuliano Boscolo Cegio, presidente di Associazione Federalberghi C.D.S.: “Sin da subito ci siamo impegnati con determinazione per supportare lo sviluppo economico di Riva Vena, un’area che rappresenta un punto nevralgico per la crescita turistica e commerciale di Chioggia. Grazie alla creazione di protocolli di collaborazione tra i gestori dei bacari e gli albergatori, siamo riusciti a unire le forze per sviluppare un’offerta turistica che promuove la gastronomia locale e le tradizioni tipiche chioggiotte. L’obiettivo è quello di attrarre un turismo sempre più variegato, sia nazionale che internazionale, facendo leva su ciò che rende unica questa zona. Lo sviluppo di Riva Vena sta avendo un impatto positivo sull’economia locale, con un ritorno tangibile non solo in termini di presenze turistiche, ma anche di nuove opportunità per gli imprenditori e i residenti. Sempre più turisti da ogni parte del mondo sono attratti dalla bellezza e dalle tradizioni di Chioggia, e la sua Riva Vena è ormai diventata un punto di riferimento per chi cerca autenticità, storia e buona cucina. Questo è solo l’inizio, e siamo convinti che, con il continuo impegno di tutti, Chioggia avrà ancora molto da offrire al turismo globale”.

Elena Boscolo Nata, presidente del Consorzio di Promozione Turistica Lidi Di Chioggia: “Negli anni è sempre stato difficile eleggere il vincitore, in quanto il grado di qualità gastronomica presentata è aumentata a dismisura. La promozione del territorio, infatti, avviene anche attraverso il “ricordo” di un’esperienza vissuta, in questo caso quella gastronomica. Il passaparola dell’aver trascorso una vacanza piacevole è l’elemento fondamentale e la migliore forma di pubblicità di una località.”

Fonte: servizio stampa “Cicchettando per Cosa”

6 aprile, soci Argav in Polesine per ammirare i “tulipani di Anna”

Grazie all’interessamento di Giorgio Pavan, componente del direttivo Argav, domenica 6 aprile i soci Argav visiteranno la piantagione di tulipani dell’azienda agricola di Anna Maria Mantovani a Fiesso Umbertiano (Rovigo). Si tratta di uno spettacolo unico, grazie alla piantumazione di 13.000 bulbi di 23 varietà floricole.

Il programma

Ore 9.45 Appuntamento davanti al municipio di Fiesso Umbertiano, rore 10.00 arrivo in azienda e visita guidata a “I tulipani di Anna”, ore 12.00 ca. Pranzo al sacco (in loco sarà presente un furgone per lo ”street food”). Nel pomeriggio saremo accompagnati dal prof. Alberto Bononi in visita ai luoghi più significativi di Fiesso Umbertiano, tra cui la sede municipale, Villa Morosini Vendramin Calergi, che conserva degli affreschi del pittore rodigino Mattia Bortoloni (1696-1750). Ulteriori informazioni itulipanidianna.tilda.ws

Tanti verdi appuntamenti al Giardino vegetazionale di Astego (Treviso) e all’Orto botanico di Padova

Con l’arrivo della bella stagione, il Giardino vegetazionale Astego, che i soci Argav hanno visitato nei mesi scorsi (vedi articolo a fondo pagina), apre ufficialmente al pubblico con l’organizzazione tutte le domeniche di aprile, alle ore 10:30, di una serie di visite guidate in cui le guide di Salvatica, l’associazione che gestisce il verde sito di Veneto Agricoltura, dialogano con un ospite. Gli eventi sono a partecipazione libera inclusi nel costo del biglietto d’ingresso.

Domenica 6 aprile ore 10:30: visita guidata al giardino con Erica Boschiero, cantautrice

Domenica 13 aprile ore 10:30: visita guidata al giardino con Davide Pettenella, docente di politica ed economia forestale, dipartimento Tesaf, Università di Padova

Lunedì 21 aprile ore 10:30: visita guidata al giardino con Miro Graziotin, tipografo narrabondo

Domenica 27 aprile ore 10:30: visita guidata al giardino con Cesare Lasen, biologo esperto in flora, fitogeografia e fitosociologia

Domenica 4 maggio ore 10:30: visita guidata al giardino con Andrea Morello, presidente Sea Shepherd Italia

Fino a metà aprile, visite guidate anche all’Orto botanico di Padova

Con l’arrivo della primavera, anche l’Orto botanico ha inaugurato il ciclo di visite guidate stagionali, un’opportunità per osservare da vicino il risveglio della natura e i primi cambiamenti che accompagnano il mutare delle stagioni. I visitatori sono guidati alla scoperta delle collezioni botaniche, esplorando i colori e le fioriture che caratterizzano questo periodo dell’anno. Un’occasione per approfondire il legame tra piante, ambiente e cambiamenti stagionali, valorizzando la biodiversità. Le visite si svolgono ogni fine settimana fino a metà aprile. Per ulteriori informazioni sulle modalità di partecipazione e calendario completo, si può visitare la pagina web dedicata all’iniziativa: https://ortobotanico1545.it/visite-guidate-stagionali/

Fonte: Selvatica/Orto botanico di Padova

Giardino Vegetazionale Astego: un luogo didattico di immersione nella natura. Giovedì 27 giugno, Veneto Agricoltura ne festeggia l’anniversario con una visita guidata in gruppo