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30 giugno, al Wigwam di Arzerello a Piove di Sacco (Pd), il corso di formazione giornalisti Odg Veneto in collaborazione con Argav “A sessant’anni dalla tragedia del Vajont. una catastrofe annunciata. Una memoria necessaria”. Incontro aperto anche al pubblico

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Il 30 giugno ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd) si svolgerà dalle ore 18.30 alle ore 20.30 presso il Circolo di Campagna Wigwam (Via Porto, 8) un corso di formazione per giornalisti accreditato dall’Ordine e promosso da Argav, dal titolo “A Sessant’anni dalla tragedia del Vajont. Una catastrofe annunciata. Una memoria necessaria”. Alle 22.39 del 9 ottobre 1963 un’enorme frana di più di due chilometri fece crollare nel lago del Vajont una massa di circa 300 milioni di metri cubi di roccia e terra che sollevò una colossale ondata di 48 milioni di metri cubi d’acqua causando morte e distruzione. Una tra le più grandi catastrofi della storia causate dall’uomo.

L’incontro, valido per l’acquisizione dei crediti formativi professionali dei giornalisti (iscrizione sulla piattaforma dell’Ordine), ma aperto anche al pubblico previa iscrizione via mail (argav@fastwebnet.it), sarà l’occasione per rievocare la tragedia sotto il profilo tecnico e scientifico, storico, giuridico e sociale oltre che considerare il ruolo e l’operato dell’informazione giornalistica dell’epoca anche in rapporto a quella attuale. Relatori: Alessio Bonetto, geologo, sul tema “A 60 anni dal Vajont: quale lezione nel rilevamento geologico”; Giovanni Danielis e Umberto Casal, soci Pro Loco di Longarone e membri del “Gruppo Informatori della Memoria” su “Il dovere di ricordare. La storia di un disastro epocale e le conseguenze patite negli anni dalla cittadinanza”; Fabrizio Stelluto, giornalista, presidente Argav e vice presidente Unarga ed Edoardo Pittalis, giornalista su “L’informazione giornalistica come servizio tra diritti e doveri. Nel ricordo di Tina Merlin celebriamo l’importanza della stampa libera e autorevole”. Coordina il giornalista Gian Omar Bison, membro del direttivo Argav e consigliere Unarga.

A seguire una chiacchierata con il cantautore, già Premio Tenco, Gualtiero Bertelli e un momento di presentazioni di alcune aziende agroalimentari bellunesi che hanno voluto contribuire alla riuscita della serata con le loro produzioni: i vini delle aziende vitivinicole De Bacco dei fratelli Marco e Valentina e La Maddalena di Marco Levis e Maddalena de Mola e i formaggi di Lattebusche.

Lunedì 19 giugno 2023 alla Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza la presentazione del volume “Raccontare il Trentino del vino”

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Lunedì 19 giugno alle ore 17.00 si terrà alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza l’incontro “L’arte di raccontare un territorio attraverso i suoi vini“. Il vino, infatti, può diventare il simbolo distintivo di un determinato luogo, rappresentandone le peculiarità e le caratteristiche.

Il vino non è solo un prodotto da consumare, ma è anche un patrimonio culturale e storico che racchiude in sé l’identità del territorio in cui è prodotto. In questo senso, la promozione del vino può diventare un’opportunità per far conoscere il territorio, la sua cultura, la sua storia, la sua tradizione e la sua gastronomia, contribuendo così allo sviluppo dell’economia locale attraverso il commercio e il turismo. Da questa idea nasce il libro “Raccontare il Trentino del vino”, opera di tre autori che hanno cercato di affrontare la tematica da tre punti di vista differenti: il professore Attilio Scienza, il giornalista, Nereo Pederzolli e l’archeologa Rosa Roncador (nella foto in alto, credits Provincia di Trento).

L’obiettivo del progetto è di “aprire” le aziende vitivinicole del territorio trentino al turista affinché possa conoscere l’enorme potenziale della zona e vivere un’esperienza unica, utilizzando un approccio multi e interdisciplinare che possa far dialogare contenuti di carattere storico, archeologico ed etnografico con quelli più tecnici, riferiti alla geologia dei terreni, al clima e ai vitigni. Il tutto fatto in modo divulgativo e con un linguaggio piacevole e accattivante nella consapevolezza di quanto sia importante valorizzare il rapporto fra il turismo e i prodotti locali di eccellenza, come il vino. L’enoturismo, del resto, è un settore in forte crescita e bisogna saper cogliere le opportunità offerte dal mercato, coinvolgendo tutti gli operatori che lavorano sul territorio. Alla conclusione della conferenza verrà offerto ai partecipanti un assaggio dei vini e dei prodotti tipici trentini.

Interventi. Danilo Gasparini, presidente del Consiglio scientifico della Bibl. Int. “La Vigna”, Attilio Scienza, Università di Milano – Consigliere scientifico della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, Rosa Roncador, archeologa. Partecipazione in presenza, gradita conferma info@lavigna.it oppure tel. 0444 543000. L’appuntamento, che fa parte del ciclo Liber&Lectio della Biblioteca “La Vigna”, viene proposto come Living Lab del progetto europeo “Cities 2030” – Co-creating resilient and susTaInable food systEms towards FOOD2030”, a valere sul bando “FOOD 2030 – Potenziare le città come agenti di trasformazione del sistema alimentare”, nell’ambito del Programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020. Il progetto, incentrato sui temi dell’economia circolare e della creazione di laboratori sull’urban food, si concluderà nel 2024. Coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, “Cities 2030” vede tra i partner il Comune di Vicenza e tra i partner associati la Biblioteca “La Vigna”.

Fonte: Biblioteca Int.le La Vigna

17 giugno 2023, soci Argav in visita alle malghe del Grappa e alla loro produzione casearia. E da oggi sino al 18 giugno, c’è il festival Cansiglio InVita

Cansiglio in vita

Sabato 10 giugno p.v., grazie all’interessamento del vice presidente Renzo Michieletto, i soci Argav visiteranno alcune malghe del Grappa per approfondire la conoscenza della loro produzione casearia nonché dello stato dell’arte del riconoscimento della Riserva della Biosfera Montegrappa Unesco e dei futuri progetti del MAB Unesco.

Programma. Ore 9.00 ritrovo presso malga Gasparini a Solagna (VI), dove il malghese Ivan Andreatta mostrerà la produzione del formaggio Morlacco e della Puina (ricotta); ore 10,40 trasferimento a malga Val dee Foie dove, alle 11.00, Annalisa Rampin,  presidente IPA Terre di Asolo e Montegrappa (ente coordinatore della Riserva della Biosfera Monte Grappa) illustrerà il percorso per il riconoscimento, nonchè i programmi  e progetti futuri del MAB Unesco; ore 12,30-14,00 pranzo in malga; ore 14,00 il malghese Giovanni Raccanello racconterà la vita in malga; ore 15,00 lo storico Loris Giuriati parlerà della storia locale nella 1^ Guerra Mondiale; ore 16,00 conclusione di Flavio Dell’Agnol, sindaco di Borso del Grappa.

15-18 giugno, c’è anche il festival Cansiglio InVita. Il  socio onorario e Premio Argav Toio de Savorgnani ci segnala la bella e interessante manifestazione organizzata dall’Università degli Studi di Padova (TESAF – Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali e DPG -Dipartimento di Psicologia Generale), Veneto Agricoltura, Società Selvatica, di cui potete scaricare l’articolato calendario a questo link 

Presentati a Pontelongo (PD) la 2^ edizione del Premio Wigwam Stampa Italiana – Giovani comunicatori per Comunità Resilienti e il “Sugar Fest” (23-25 giugno 2023)

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Lo scorso 8 giugno è stato presentata nel municipio di Pontelongo (PD) la 2^ edizione del Premio Wigwam Stampa Italiana – Giovani comunicatori per Comunità Resilienti 2023. Nell’occasione, è stato presentato anche il “Sugar Contest”, sezione del premio che sta vedendo in gara molte scuole primarie e secondarie del territorio padovano, veneto e nazionale e dedicata agli elaborati prodotti da giovani under 25 con tema lo zucchero in tutte le sue declinazioni. La presentazione è stata organizzata dal comune di Pontelongo insieme a Italia Zuccheri, proprietaria dello zuccherificio di Pontelongo, e alla Comunità Locale Wigwam della Saccisica, quest’ultima con lo scopo di invitare alla partecipazione i giovani del territorio e all’adesione degli enti locali e degli istituti scolastici, in specie nella prospettiva dell’inserimento del progetto nei piani formativi nel prossimo anno scolastico 2023-2024.

E’ stato presentato, inoltre, il “Sugar Fest”, che avrà luogo il 23-24-25 giugno prossimi a Pontelongo e che, insieme a momenti di intrattenimento, vedrà due convegni: “Lo sviluppo della bieticoltura in Veneto” (23 giugno) e “Tutte le declinazioni dello zucchero” (24 giugno), con la consegna dei riconoscimenti del Premio Wigwam Stampa “Sugar contest”. Il Premio, che punta alla ricostruzione del dialogo intergenerazionale e alla riscoperta e alla valorizzazione delle peculiarità e identità locali, come è appunto lo zuccherificio di Pontelongo e la sua storia ultracentenaria, ha per capofila Rete Wigwam, una tra le più antiche organizzazioni per lo sviluppo sostenibile tra quelle con riconoscimento ministeriale ed è supportato dal partenariato di tutto il mondo del giornalismo organizzato italiano – dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dal Sindacato Giornalisti del Veneto, all’Ordine dei Giornalisti e dall’UNARGA, l’Unione dei giornalisti agro alimentari e ambientali all’Argav, fino all’UCSI, l’Unione Cattolica della Stampa Italiana. Gode anche del patrocinio dell’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa e di ANCI, nonché di una vasta platea di supporti da parte di Province, Enti Parco, Comuni, associazioni e scuole.

L’edizione 2023 del Premio. “Senza il valore della memoria non si dà futuro alle generazioni…”. E’ sufficiente una citazione di Ulderico Bernardi, validissimo sociologo e appassionato cultore della storia e delle tradizioni venete, per sottolineare la validità dell’iniziativa “Premio Wigwam Stampa Italiana – Giovani Comunicatori 2023”. Lo scopo del premio è di “stimolare attività di comunicazione e informazione, realizzata da gruppi aggregati di giovani” in Cantieri Partecipativi. Il raggruppamento può avvenire grazie alla collaborazione con le scuole di qualsiasi ordine e grado, con associazioni, parrocchie o qualsiasi ente il cui scopo sia quello di offrire opportunità di aggregazione. L’importante è che sia la condivisione l’obiettivo principale che rappresenta l’occasione più valida per la trasmissione fra diverse generazioni di testimonianze di vita vissuta. Avviato lo scorso anno, grazie anche ai fondi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che hanno cofinanziato il progetto regionale dei CEP (Cantieri Esperienza Partecipativa), ha visto l’adesione, fa le altre, di 14 associazioni in qualità di partner, 29 Comuni di tutte le provincie e la stessa ANCI del Veneto, il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e il Parco Reginale della Lessinia, l’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa, tutte le associazioni della stampa del Veneto.

Il risultato di questa prima esperienza di tutela della memoria collettiva e della sua trasmissione è stato molto incoraggiante sia per la numerosa partecipazione, ma soprattutto per i contenuti per i quali ogni testo o intervista ha garantito la salvaguardia. Il progetto del Premio, nella sua valenza più generale, si pone, nella prospettiva dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4 dell’Agenda ONU 2030: “Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente per tutti”. Si propone, fra l’altro, di sostenere l’educazione allo sviluppo sostenibile, alla pace, ai diritti umani, e di operare particolarmente per lo sviluppo e il rafforzamento del rapporto intergenerazionale finalizzato alla trasmissione relazionale dei saperi. Il Premio, di cui Wigwam Clubs Italia APS è capofila si articola nel coinvolgimento dei giovani under 25, guidati da anziani o comunque da adulti portatori di esperienza e storicità, nella riscoperta e nella documentazione del patrimonio di cultura, ambiente e di produzione tipiche e di enogastronomia locale. Ciò avverrà ripartendo dal dialogo, promovendo interazione, e integrazione all’interno delle comunità e tra le diverse comunità.

Rendere resilienti le comunità significa supportarne e valorizzarne le iniziative, di alto valore coesivo, promuoverle e comunicarle affinché si determini integrazione, fiducia ed emulazione.“Resilienti” è un termine che prima della comparsa del Covid era usato relativamente poco. Durante i tre anni di pandemia è diventato simbolo di impegno verso una rinascita sociale e umana messe in ginocchio dal virus che aveva rubato tempo, amicizie, affetti, esperienze. I progetti che permettono, almeno in parte, di recuperare ciò che ci è stato tolto sono proprio quelli che riavvicinando le persone grazie al dialogo e alla scrittura permettono che il nostro passato non venga smarrito. Per questo devono essere supportati e sostenuti. Ricordava l’attore Marco Paolini, durante l’orazione funebre per Luigi Meneghello, che “quando muore una parola non va smarrito solo un termine, ma anche l’oggetto che con esso era identificato”. E se è importante che non siano perse le parole, a maggior ragione è essenziale che non vengano disperse vicende di una quotidianità che ha creato il nostro mondo.

Fonte: Servizio stampa Rete Wigwam

Giovani di Confagricoltura Veneto e Brescia , viveri e attrezzature da lavoro agli agricoltori dell’Emilia-Romagna colpiti dall’alluvione

un'azienda danneggiata dall'alluvione Continua a leggere

10 giugno 2023, soci Argav nell’ alto vicentino, tra ciliegie e tradizioni contadine

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I soci Argav sabato 10 giugno p.v. saranno nell’Alto Vicentino per scoprire, oltre alle bellezze artistico-culturali del centro storico di Marostica, un prodotto agricolo importante per il territorio, le ciliegie di Marostica Igp, insieme a una realtà museale che documenta una lavorazione molto importante per la vita di un tempo, quando plastica e materiali sintetici non esistevano, l’Ecomuseo della Paglia,  a Crosara di Marostica.

Programma. Ore 14.45: ritrovo in piazza Castello a Marostica, davanti al Castello Inferiore. Insieme alla guida Ornella Minuzzo (Associazione culturale Terra e Vita), visiteremo il centro storico della città. Ore 17.00: arrivo all’Ecomuseo della Paglia ed incontro con Giuseppe Zuech, presidente Consorzio di Tutela Ciliegia di Marostica Igp, che ci parlerà della produzione 2023. Ore 17.30: visita guidata all’Ecomuseo della Paglia (nella foto in alto di Museialtovicentino.it una sala) guidati da Enzina Pizzato, con dimostrazione della lavorazione della treccia, a cura di una maestra intrecciatrice della paglia.

“I miei migliori ristoranti”, storie di cuochi nel nuovo libro del consigliere Argav Maurizio Drago

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Si va spesso nel ristorante o nella trattoria e non si conosce la storia del cuoco. Il consigliere Argav Maurizio Drago, giornalista ed enogastroturista, ha rimediato a questa mancanza raccontando nel suo libro “I miei migliori ristoranti” (260 pp riccamente illustrate, editore Il Fontego delle Farine, euro 18.70) la storia di chi ogni giorno prepara i piatti quando andiamo nel loro locale.

Sapori, storie e ricette delle trattorie e dei ristoranti del Triveneto. “Il libro, non vuole essere una guida, bensì uno strumento che solletica la curiosità del lettore verso le storie di vita del cuoco o del titolare del locale”, racconta Drago. Che per la scelta dei locali si è basato sulle esperienze delle precedenti pubblicazioni scritte con Arrigo Cipriani, il più famoso ristoratore italiano nel mondo, proprietario dell’Harry’s Bar a Venezia, e con l’editorialista e già vicedirettore de Il Gazzettino Edoardo Pittalis. Scrive quindi di trattorie, di ristoranti e di stellati valorizzando il territorio e raccontando dell’accoglienza, del servizio, della buona e genuina cucina, del gusto dei cibi, dell’emozione sensoriale.

Non solo storie. All’interno del libro si parla anche di sostenibilità: ad esempio, viene suggerito di chiedere la “doggy bag” se si avanza del cibo al ristorante. I ristoratori ne saranno ben felici. Non mancano le ricette che ogni cuoco ha proposto, con il relativo abbinamento al vino. Ultteriori informazioni: info@fontegodellefarine.it

Anbi Veneto: mese di maggio in surplus pluviometrico, il rischio ora è dimenticare i due anni di siccità

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Non occorre attendere il dato complessivo del mese, per capire che maggio 2023 è stato per il Veneto un mese particolarmente piovoso: a fronte di una media nei trenta giorni stimata in 115 mm, nei primi 15 giorni si sono registrati 130 mm, un surplus pluviometrico che in ragione di successivi episodi temporaleschi è destinato ad accrescere in maniera significativa.Purtroppo, con il ritorno delle piogge intense, tornano anche gli episodi di allagamenti che fortunatamente si sono verificati in aree molto ristrette e con danni contenuti che non sono neanche vagamente paragonabili alla tragedia dell’Emilia-Romagna.

La principale ondata di maltempo si è verificata a cavallo tra il 10 e l’11 maggio e ha colpito tutto il territorio regionale comportando allagamenti e disagi nell’area tra il Polesine, la Bassa Veronese, la Bassa Padovana: le precipitazioni più intense si sono registrate a Trecenta (Ro) con 250 mm, mentre a Cinto Euganeo (Pd) si sono registrati 246 mm. Un tratto del canale Ceresolo è esondato allagando una porzione contenuta della campagna di Rovigo, mentre allagamenti si sono verificati nella Bassa Veronese tra Castagnaro e Villa Bartolomea e nel Padovano, tra Megliadino San Vitale e Monselice. Come purtroppo accade sempre più spesso a causa dei cambiamenti climatici, questi allagamenti sono dovuti a straordinarie quantità di pioggia che si abbattano in poche ore. Nelle aree sopraccitate, per esempio, si sono riversati in 36 ore quantitativi che mediamente cadono in due mesi.

Disagi a parte, le piogge hanno portato ristoro alle campagne, rimpinguato i bacini montani e sostenuto le portate dei fiumi che in molti casi, soprattutto i bacini meridionali, sono superiori alla media del periodo. Benefici sono attesi anche nelle falde acquifere, gravemente colpite dalla siccità, i cui tempi di rimpinguamento sono comunque molto lenti.

Al netto delle logiche considerazioni sull’importanza di un’efficiente rete di scolo, non va dimenticato che fino a poche settimane fa il Veneto – come gran parte del Paese – versava in una condizione di grave siccità che durava da quasi due anni. L’errore principale è dunque quello di dimenticare la situazione in cui corpi idrici e le campagne versavano: una situazione che purtroppo è destinata a riproporsi. Dal 2000 ad oggi sono stati ben sette gli anni caratterizzati da crisi idrica: come dire un anno ogni tre. Con un susseguirsi di record di anni caldi e secchi.

Qualcosa, a dire il vero si muove: l’avvio di una cabina di regia sull’emergenza idrica, la nomina di un Commissario esperto come Nicola dall’Acqua, le risorse stanziate (ultime annunciate, gli oltre 100 milioni stanziati dalla Cabina di regia per 5 regioni, 22 dei quali arriveranno in Veneto a integrare i costi per la realizzazione della nuova barriera anti sale sull’Adige), sono tutti segnali concreti che dimostrano come la crisi climatica sia ormai un tema ben presente nell’agenda politica.

L’alluvione in Emilia-Romagna. Con 350 mm di pioggia caduti in poche ore in un’area pedemontana attraversata da decine di fiumi a carattere torrentizio, la Romagna è stata colpita da una catastrofe naturale che ha tempi di ritorno plurisecolari. Una tempesta perfetta nella quale ha inciso anche un altro fattore: la stessa area, infatti, pochi giorni prima, era stata colpita da altri episodi temporaleschi significativi che avevano saturato il terreno riducendone la capacità di assorbimento. Ogni considerazione riguardante il consumo del suolo eccessivo e il fatto che la pianura Padana ha una natura pluviale, frutto di sedimenti trasportati nei millenni, e pertanto soggetta a questi fenomeni, è più che legittima; è comunque altresì evidente che questi eventi estremi, a conclusione di lunghi periodi siccitosi, sono effetto di cambiamenti climatici che sempre più condizionano e condizioneranno le nostre vite ed è pertanto fondamentale e non più rinviabile un ripensamento generale dei territorio. “Sarebbe miope tacere che quanto accaduto in Emilia-Romagna ha colpito una delle regioni più attente alla sicurezza idrogeologica, evidenziando l’impotente esposizione del nostro Paese alle violente conseguenze della crisi climatica – aggiunge Massimo Gargano, direttore generale di Anbi, – ma l’attenzione, in realtà, dovrebbe concentrarsi sulle troppe emergenze idrogeologiche, evitate per semplice casualità nelle scorse settimane, pur in quadro complessivo di siccità. E’ necessaria una nuova cultura del territorio, perché l’estremizzazione degli eventi atmosferici non è più un’eccezione, ma un ricorrente pericolo, che grava sulla vita delle nostre comunità.” Impressionante è osservare l’evoluzione delle piene in decine di torrenti concentrati in una zona piuttosto limitata dell’Emilia-Romagna e constatare che molti dei torrenti ora esondati segnalavano insufficienza idrica fino a qualche settimana fa; infatti, il bollettino di Arpae (Agenzia Prevenzione Ambiente Energia Emilia Romagna) ricorda che aprile era stato fortemente carente di piogge con un deficit pluviometrico, che a livello regionale aveva toccato il 66,2%! Gli aumenti repentini dei livelli registrati da fiumi e torrenti, evidenziano come siano in grado in poche ore di sprigionare una potenza distruttiva, che rende inadeguata l’attuale rete idraulica ed obbliga ad una riflessione anche sui criteri di manutenzione.

Fonte: ANBI Veneto

Domenica 4 giugno apertura straordinaria al pubblico di Villa Mocenigo Biaggini Ivancich di San Michele al Tagliamento (VE), con visita gratuita al parco, concentrato di secoli e di storie

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Il complesso architettonico di Villa Mocenigo Biaggini Ivancich a San Michele al Tagliamento (VE) partecipa all’edizione 2023 di “Appuntamento in Giardino” proponendo nella giornata di domenica 4 giugno una visita straordinaria con la guida Mariangela Flaborea (TVO srl).

Una festa del giardino. “Appuntamento in Giardino” è un’iniziativa promossa dall’Api, Associazione Parchi e Giardini d’Italia con il patrocinio del Ministero della Cultura e di ANCI. Pensata come un’autentica “festa del giardino”, la manifestazione ha l’obiettivo di invitare il grande pubblico a scoprire la sorprendente ricchezza storica, artistica, botanica e paesaggistica dei giardini italiani. Un’occasione per far conoscere giardini normalmente chiusi e per arricchire le possibilità di fruizione dei giardini regolarmente aperti con eventi e attività.

La visita, a cui sarà possibile prendere parte gratuitamente previa prenotazione obbligatoria, avrà luogo a partire dalle ore 10:30, con una durata di 60 minuti circa. La richiesta di prenotazione può essere inoltrata via mail contattando l’Ufficio IAT di Bibione iat@comunesanmichele.it o l’Ufficio Turismo del Comune turismo@comunesanmichele.it.

Fonte: Ufficio Turismo/Comunicazione di San Michele al Tagliamento

Inaugurato a Schiavon (VI) l’impianto di biometano più grande d’Europa

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“Oggi, grazie all’agricoltura, creiamo un valore aggiunto di 485 miliardi di euro ed oltre quattro milioni di occupati e siamo il primo settore, per importanza, per il prodotto interno lordo. Il settore primario, quindi, non conta il 2-3 per cento del Pil o degli occupati, come per decenni ci è stato raccontato. Ma è vero esattamente l’opposto, in quanto si deve considerare ciò che muove l’agricoltura, in termini di artigianato, di piccola impresa e di energia. E proprio in questo senso, l’impianto di oggi rappresenta un’eccellenza, un modello da replicare”. Con queste parole il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, è intervenuto lo scorso 26 maggio a Schiavon (VI) in occasione del Festival del biometano e, in particolare, dell’inaugurazione dell’impianto più grande d’Europa, che trasforma i reflui zootecnici in energia rinnovabile e fertilizzante naturale, alla presenza dei vertici territoriali di Coldiretti, di Vicenza e di tutto il Veneto, nonché di un ampio parterre di autorità.

L’impianto, promosso da Iniziative Biometano (Gruppo FemoGas), è gestito da due società operative, Motta Energia ed EBS, di cui sono socie 117 aziende agricole attive nel territorio del Brenta, principalmente nei comuni di Schiavon, Pozzoleone, Bressanvido, Sandrigo e sono proprio questi allevatori che “alimentano” l’impianto stesso e gli permettono di produrre sostenibilità. A confrontarsi sul tema “Biometano, un circolo… virtuoso” sono stati, oltre al presidente nazionale di Coldiretti Prandini, Piero Gattoni (presidente del CIB-Consorzio italiano biogas), Stefano Ciafani (presidente nazionale di Legambiente), il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, Roberto Marcato (assessore allo Sviluppo economico e all’Energia della Regione Veneto), Luca De Carlo (presidente della IX commissione – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), Angelo Baronchelli (presidente del Gruppo AB), Stefano Bozzetto (amministratore delegato di FemoGas). “Ogni anno l’impianto di Schiavon produce settemila tonnellate di biometano – ha spiegato Stefano Svegliado, amministratore delegato di Motta Energia e EBS – una quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno annuale di duecento mezzi pesanti, che percorrono centomila chilometri ciascuno. Se il metano diventa biometano liquido, la componente gassosa, cioè l’anidride carbonica, sarà presto recuperata e ceduta alle industrie che se ne servono: il settore alimentare, per esempio, la impiega nelle bibite gassate”.

Oltre al biometano, l’impianto produce il digestato. Questo compost è utilizzato, nella sua frazione liquida azotata, per concimare i campi delle stesse aziende socie, e nella frazione solida per la concimazione di precisione in viticoltura, in floricoltura ed in orticoltura. Il digestato viene dunque restituito alla campagna, in alternativa ai concimi chimici, contrastando la desertificazione dei suoli e contribuendo a preservare la purezza della falda acquifera. Da Schiavon ne escono 250 mila tonnellate l’anno ed a beneficiarne sono circa 10 mila ettari di campagna. Per realizzare tutto ciò occorre riconsiderare il valore dell’Agricoltura. “Bisogna sburocratizzare. Nei territori, occorre rendere più celeri le procedure che consentono di realizzare questi impianti. L’Italia è il paese più sostenibile a livello globale – ha aggiunto il presidente Prandini – ed il dato degli allevamenti, che oggi in termini di emissioni rappresentano il 5,5 per cento, può essere ulteriormente migliorato. E, grazie all’evoluzione di impianti come quello presentato oggi, si potrà trattenere ulteriormente l’ammoniaca, creando i principi per i quali andremo a fissare il carbonio nel suolo. Con questo intento Coldiretti vuole, nei prossimi cinque anni, arrivare ad un impatto zero, diventando un paese sostenibile per quanto riguarda le filiere zootecniche”. 

Per farcela, l’Europa deve sostenere queste iniziative virtuose. “Ci aspettiamo un atteggiamento di un’Europa che favorisca ed accompagni gli agricoltori in questo percorso – sottolinea il presidente Prandini – dando certezze ai cittadini e consumatori che il mondo agricolo può produrre ancora di più e meglio rispetto ai bisogni della collettività, senza dover ricorrere ai cibi di laboratorio”. 

L’agricoltura ed il territorio hanno bisogno di tempestività. “Lo dimostra ciò che sta vivendo l’Emilia Romagna – conclude il presidente Prandini – rendendo evidente che la manutenzione del letto dei fiumi va fatta, per evitare che si replichino analoghe situazioni. Anche al tema della fauna selvatica e delle nutrie, di conseguenza, va data una pronta risposta, altrimenti la caduta degli argini e l’abbandono delle aree interne, saranno all’ordine del giorno, mentre devono essere limitati il più possibile. Dobbiamo pensare, infine, alle prospettive che avranno i nostri giovani. Dobbiamo pensare alla redditività dei nostri allevamenti, perché se non abbiamo un giusto reddito economico, l’agricoltura rischierà di essere ad appannaggio di pochi. Per questo, l’iniziativa di oggi, attraverso l’attività tradizionale, consentirà di garantire un maggior valore al lavoro agricolo”. Concetti sostenuti in toto dal ministro Lollobrigida, in videocollegamento, che ha precisato come “Il sostegno del governo per il settore primario è assicurato, così come occorre adoperarsi per sfruttare al meglio le fondamentali risorse messe a disposizione del Pnrr per lo sviluppo delle attività e, di conseguenza, del paese”. Al termine della mattinata, con il taglio del nastro, gli agrichef di Campagna Amica hanno realizzato con i prodotti tipici locali un buffet per tradurre in concreto i concetti espressi nel corso delle due tavole rotonde, esaltando i valori della terra e le sue produzioni, oltre al saper fare dei cuochi contadini.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto