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Bilancio, la Regione Veneto semplifica gestione impianti a fune e dà nuovi fondi ad agricoltura e pesca

“A quasi 20 anni dalla legge 21/2008, finalmente consentiamo agli operatori degli impianti a fune di sostituire le fideiussioni dovute alle Province con un versamento più sostenibile e proporzionato, liberando liquidità da reinvestire nello sviluppo, nella sicurezza e nell’innovazione degli impianti”. L’assessore alla montagna Dario Bond annuncia un’importante decisione, inserita nel Bilancio regionale appena approvato, che riguarda l’impiantistica a fune e per l’innevamento. Di fatto, sarà Veneto Innovazione a gestire il Fondo di rotazione in cui i gestori degli impianti verseranno le fideiussioni a garanzia del ripristino dei luoghi in caso di dismissione delle infrastrutture, liberando così risorse per gli investimenti.

“Con questo intervento rendiamo finalmente più efficiente e moderno il sistema di garanzie legato agli impianti di risalita e di innevamento. Fino ad oggi, infatti – ha spiegato Bond -, gli impiantisti erano tenuti a sottoscrivere fideiussioni anche di importi molto elevati – in alcuni casi pari a diversi milioni di euro – per garantire il ripristino dei luoghi in caso di dismissione degli impianti. Risorse importanti che rimanevano bloccate presso le Province, e quindi non disponibili per nuovi investimenti. Ora, con la semplificazione e il rafforzamento del Fondo in capo a Veneto Innovazione, gli impiantisti verseranno le quote fideiussorie direttamente a questo strumento, liberando risorse utili a nuovi investimenti”.

Per quanto riguarda l’agricoltura, il Bilancio regionale finanzia importanti interventi: oltre al nuovo Fondo per la montagna da 1 milione di euro e ai 30 per i LEA nelle terre alte, sono previsti 3.900.000 euro a favore dei Consorzi di bonifica per il ristoro dei danni e gli aumentati costi dei carburanti; 2.555.000 euro per la pesca e l’acquacoltura (vivificazione delle lagune e dei corsi d’acqua interni, di cui 185.000 per il Cogevo e 100.000 per la problematica del siluro nel Garda); 1.200.000 euro per il miglioramento genetico delle razze animali; 600.000 euro per la problematica dello zuccherificio di Pontelongo e i coltivatori di bietola; 1.115.000 euro per i ristori dei danni da fauna selvatica; 410.000 euro per i CRAS; 500.000 euro per l’eradicazione della nutria; 880.000 euro per la lotta alle fitopatie; 1.300.000 euro per gli interventi nell’ambito del Tavolo avversità pesca ed acquacoltura.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto/assessorato all’Agricoltura

17 aprile, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) il corso di formazione giornalisti Org Veneto in collaborazione con Argav “Lo storytelling del territorio: come raccontare una comunità in cambiamento”

Venerdì 17 aprile, al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Padova), si svolgerà l’incontro di formazione giornalisti “Lo storytelling del territorio: come raccontare una comunità in cambiamento”, organizzato da ORG Veneto in collaborazione con Argav. Il corso avrà inizio alle 18:30 fino alle 20:30 (2 crediti, iscrizione piattaforma formazione giornalisti).

Programma. Questi gli argomenti trattati: come è cambiato il modo di raccontare il territorio e i suoi abitanti, ma soprattutto come vanno narrati oggi? Come utilizzare giornalisticamente i nuovi media? Sarà illustrato l’esempio del blog “Driocasa”, esperienza di citizen’s journalism per la “biblioteca del ricordo”, che racconta una comunità in trasformazione e un territorio che si esprime anche con il cibo locale e tradizionale. Coordina Fabrizio Stelluto, giornalista, presidente Argav; relatori Tiziano Graziottin, giornalista direttore della Scuola “D. Buzzati”; Stefano Pittarello, giornalista; Renzo Michieletto, giornalista vicepresidente Argav.

Vinitaly 2026: Coldiretti, liberare vino da catene burocrazia e dazi vale 1,6 mld

Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle etichette allarmistiche farebbe recuperare 1,6 miliardi di euro alle aziende vitivinicole italiane, liberando risorse per continuare a investire sulla qualità, sull’innovazione, sull’enoturismo e sulla promozione nei mercati internazionali. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti diffusa in occasione dell’inaugurazione del Vinitaly 2026, dove la principale organizzazione agricola d’Italia e d’Europa porta un messaggio chiaro di rappresentanza sindacale insieme ad un ricco programma di eventi, approfondimenti e degustazioni.

Simbolo dell’edizione 2026 del Salone è la grande bottiglia di vino avvolta da catene spezzate che campeggia all’ingresso di Casa Coldiretti e rappresenta la condizione del settore italiano che va liberato dal peso di burocrazia, dazi, aumento dei costi e narrazioni fuorvianti che ne limitano la crescita e ostacolano il lavoro quotidiano delle imprese. “Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle distorsioni che oggi penalizzano il settore non è uno slogan ma una necessità economica concreta. Parliamo di 1,6 miliardi di euro che possono tornare direttamente nelle tasche delle imprese vitivinicole italiane. Il nostro è un messaggio positivo e responsabile: possiamo semplificare concretamente. Per questo oggi più che mai serve fare sindacato per una filiera centrale del Made in Italy. E siamo qui per ribadire come il vino sia parte di quella Dieta mediterranea sinonimo di salute, contro cibi ultraprocessati e bevande energetiche che stanno mettendo a rischio la salute dei nostri giovani. Serve accendere la luce su questo problema che medici e scienziati stanno sollevando in tutto il mondo”, sottolinea il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo.

“Il vino italiano con un valore complessivo di 14 miliardi di euro resta una delle principali bandiere anche del nostro export agroalimentare, avendo sfiorato nel 2025 gli 8 miliardi di euro, nonostante la difficile situazione internazionale. Le grandi incertezze generate dai dazi di Trump hanno complicato il mercato negli Stati Uniti che sono il primo sbocco di riferimento. È un mercato che non si può perdere e proprio per questo come Coldiretti saremo a New York a giugno per la promozione anche del vino. Oggi il settore sta affrontando una fase di forte pressione, ma emergono anche segnali di recupero e, soprattutto, un potenziale enorme su cui costruire la ripartenza. La strada è chiara: innovazione, qualità e capacità di creare valore. In questi anni abbiamo già dimostrato che si può crescere aumentando il valore medio del vino italiano, salito del 39% nell’ultimo decennio, puntando su identità e distintività. Con il piano straordinario di promozione e il lavoro delle imprese, il vino italiano ha tutte le carte per recuperare terreno e continuare ad essere protagonista sui mercati globali”, afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Il settore rappresenta uno dei pilastri dell’economia agroalimentare nazionale, con un fatturato di circa 14 miliardi di euro, 241.000 imprese viticole attive su 681.000 ettari e una forte vocazione alla qualità, con il 78% della superficie dedicata alle Indicazioni Geografiche. Un primato che si accompagna a una biodiversità unica al mondo, con centinaia di varietà autoctone. Sul fronte internazionale, gli Stati Uniti – che rappresentano circa il 23% dell’export vinicolo italiano – hanno penalizzato le nostre aziende con dazi e condizioni di mercato sfavorevoli. Il 2025 si è chiuso con un calo del 9% in valore, mentre il 2026 si è aperto con flessioni del 35% a gennaio e del 21% a febbraio, con segnali di parziale recupero a marzo.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto

Al via Vinitaly 2026: viaggio nelle degustazioni della 58^ edizione tra territori, vitigni, denominazioni e grandi annate 

Vinitaly 2026 apre oggi, domenica 12 aprile a Veronafiere con un ricco calendario di degustazioni in programma fino al 15 aprile. Un palinsesto di quasi 80 eventi che attraversa territori, vitigni e denominazioni per un racconto corale del vino tra identità produttive e stili contemporanei, a cui si aggiungono le centinaia di tasting realizzati direttamente negli stand delle 4mila aziende espositrici. Di seguito ne trovate elencati alcuni tra i più interessanti.

Ad aprire il trittico dei Grand tasting sarà il MW Gabriele Gorelli alla conduzione di “The Reason WHYTE”, dedicato ai bianchi italiani che si guadagnano un posto in tavola facendo ciò che nessun altro vino sa fare (13 aprile ore 11, Sala Tulipano -Palaexpo, piano -1). “Dal Pinot Nero alla Monica, dal Bellone al Cabernet Sauvignon, dal Barolo all’Amarone, passando per la Germania e la Cina” è il tema del master tasting guidato da Ian D’Agata e Andrea Gualdoni (14 aprile ore 11, Sala Argento – Palaexpo piano -1), mentre “Eccellenze d’Italia: Viaggio nelle Grandi Annate delle Cantine Storiche” by Riccardo Cotarella e Luciano Ferraro chiuderà il ciclo delle top experience nei calici. Domenica 12 aprile, spetterà a DoctorWine e al Gambero Rosso a dare il primo assaggio del programma generale delle degustazioni di Vinitaly. La Guida enologica di Daniele Cernilli sarà protagonista di The DoctorWine Selection (Pad. 10 stand A2-B2), un menu di degustazioni in programma da domenica 12 a martedì 14 aprile. Quattro gli appuntamenti in apertura: “Langhe e non solo” (10.00-11.00); “Supertuscan & Co” (12:00-13:00); “Rossi mediterranei, rossi senza tempo” (14:30-15:30) e “I vini bianchi italiani fra modernità e recupero della tradizione” (16:30-17:30). Mentre il Gambero Rosso presenta il walk around tasting dei suoi Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia 2026 (11.30-16.30 in Sala Argento, Palaexpo piano -1). Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera e autore con James Suckling de “I migliori 100 vini e vignaioli d’Italia”, punterà i riflettori sulle “Cantine top e i vini dell’enoturismo” (ore 16.30, Sala Iris – Palaexpo piano -1). Wine Spectator inaugurerà il proprio carnet di degustazioni a Vinitaly con “Barolo, then and now” guidato da Bruce Sanderson (Sala Tulipano ore 15.30 – Palaexpo piano -1). Anche la Francia avrà il suo palcoscenico con due slot su “Vins de Bordeaux, the unexpected reds of Bordeaux” (rispettivamente ore 10.30 e 14.30, Sala Orchidea Palaexpo piano -1), seguito da “Les grands chais de France: sorprendente Loira” (ore 12.30 – Sala Orchidea). L’International Wine and Spirit Competition apre con “Barolo vs Barbaresco: power and precision” by Marisol de la Fuente, seguito da Decanter con “Rooted in Italy: Native varieties at the pinnacle of DWWA scoring” (entrambe in sala A, 1° piano Pad. 10 rispettivamente alle 11 e alle 15), seguito da Vinum che firmerà la degustazione “Top of Toscana 2026: nel regno della regione regina della viticoltura italiana” (ore 15, Sala B 1° piano Pad. 10). Ritorna anche Young to Young, il format giunto alla 9^edizione ideato dagli autori di Golosaria, Paolo Massobrio e Marco Gatti, con tre appuntamenti nel corso della manifestazione per valorizzare i giovani produttori vinicoli e i content creator (12, 13 e 14 aprile ore 11.00, Sala B 1° piano Pad. 10). MicroMega Wines di Ian D’Agata inizia il proprio cartellone di masterclass con “Odissea Autoctona: dalle bollicine ai vini dolci, orange, convenzionale e ibridi: Sylvaner, Ribolla, Timorasso, Malvasia istriana, Johanniter e altro ancora” (Area C ore 13.30).

Anche il Consorzio Tutela Formaggio Asiago promuove a Vinitaly 2026 il confronto tra territori, culture culinarie e linguaggi gastronomici contemporanei. Nel corso di tutta la manifestazione sarà presente nei convegni e degustazioni del Consorzio Tutela Prosecco DOC, al Padiglione 4 Stand B4 e nella Lounge AIS (Associazione Italiana Sommelier) Nazionale, punto di riferimento per i professionisti del settore. Tra gli appuntamenti più attesi, il 13 aprile alle ore 11.45, col Consorzio di tutela vini DOC Sicilia, al Padiglione 2 Stand G76, la masterclass “Sicilia DOC & Asiago DOP: Dialogo tra Territori e Culture del Gusto”, dedicata agli abbinamenti tra diverse stagionature di Asiago DOP e una selezione di vini siciliani condotta da Andrea Amadei, volto della trasmissione televisiva “E’ sempre mezzogiorno!” e conduttore di Decanter. Il percorso sensoriale evidenzia l’ampiezza espressiva del formaggio veneto-trentino: la dolcezza del Fresco 20 giorni e del Riserva 40 giorni, con gli inconfondibili sentori di latte fresco, yogurt e burro, incontra la solarità del Grillo e del Lucido. Si prosegue in un crescendo di aromi con il Mezzano 6 mesi in abbinamento al Nerello Mascalese, fino all’intensità del Vecchio 12 mesi, perfetto nel matrimonio col Nero d’Avola, Un viaggio che racconta la capacità dell’Asiago DOP di valorizzare l’incontro tra identità regionali differenti. Nell’area esterna del Padiglione D, col progetto “Street Food d’Autore” in collaborazione con il partner JRE-Italia, selezionate stagionature di Asiago DOP saranno interpreti di esclusive ricette rappresentate in chiave contemporanea. A completare il percorso, lo show cooking del 12 aprile, presso l’area esterna dello spazio istituzionale MASAF Palaexpo (ore 12:00-14:00), realizzato dall’Istituto IPSAR “Luigi Carnacina” di Bardolino, con un risotto al Bardolino e radicchio rosso di Verona e Asiago DOP, sottolinea il legame con i prodotti locali e l’impegno nella trasmissione della cultura gastronomica.

A Vinitaly 2026 sarà protagonista anche la Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza sarà protagonista , ospite presso lo spazio istituzionale della Regione del Veneto (Pad. 4 – posizione D4/E4) per un evento in programma lunedì 13 aprile alle ore 13.30 che unisce storia e degustazione: “Degusta, Ascolta, Scopri – Un viaggio nel Recioto della Valpolicella con le Donne del Vino attraverso il docufilm della Biblioteca Internazionale La Vigna”. Per partecipare, sarà necessaria la registrazione presso lo Stand Regione del Veneto la mattina stessa dell’evento. Sarà un’occasione speciale per riscoprire il “re” dei vini passiti attraverso una straordinaria degustazione verticale guidata da Corinna Gianesini, sommelier professionista e delegata delle Donne del Vino del Veneto. Saranno proposte in degustazione cinque espressioni di Recioto DOCG, in un arco temporale che va dal 2022 fino alla storica annata 2000. L’esperienza sarà arricchita dalla proiezione del trailer del docufilm “La Vigna di Demetrio Zaccaria”, un’opera emozionante che ripercorre la visione del nostro fondatore e l’anima di una delle biblioteche enologiche più importanti al mondo.

Fonte: servizio stampa Vinitaly/Veronafiere/Consorzio tutela formaggio Asiago/Biblioteca La Vigna

Crespano di Pieve del Grappa (Treviso). Al Giardino vegetazionale Astego è tutto pronto per la nuova stagione di eventi

Il Giardino vegetazionale di Astego a Crespando di Pieve del Grappa (TV), che fa parte delle aree naturalistiche di Veneto Agricoltura, ha riaperto ufficialmente a Pasquetta, dando il via a un lungo periodo di intrattenimento e divulgazione all’interno dei suoi spazi incontaminati.

Ad inaugurare le attività del 2026 sono i “Dialoghi al giardino”, un format studiato per far apprezzare il parco in maniera coinvolgente e interattiva. Una guida di Salvatica, associazione che gestisce il giardino, affiancata ogni volta da un ospite diverso, guiderà i visitatori attraverso i terrazzamenti dell’area verde, che racchiude la vegetazione tipica degli ecosistemi più rappresentativi del Veneto, dal Monte Grappa alla pianura. Ecco i prossimi appuntamenti (eventi a partecipazione libera inclusi nel costo del biglietto d’ingresso): domenica 12 aprile ore 10:30, visita guidata al giardino con Mauro Varotto, geografo e docente dell’Università di Padova; domenica 19 aprile ore 10:30, visita guidata al giardino con Daniela Perco, antropologa, già direttrice del Museo Etnografico Dolomiti; domenica 26 aprile ore 10:30, visita guidata al giardino con Maurizio Dissegna, dottore forestale, già dirigente del Servizio Pianificazione e Ricerca Forestale della Regione Veneto; domenica 10 maggio ore 10:30, visita guidata al giardino con Francesco Visentin, geografo e docente dell’Università di Udine.

Da qui le attività proseguiranno, tra laboratori botanici, workshop, esperienze immersive, concerti e letture guidate per i più piccoli, fino all’8 novembre. Le visite guidate sono ad accesso libero, gli eventi sono ad iscrizione obbligatoria.

Piante alimurgiche, venerdì 17 aprile ore 20:30: serata su riconoscimento, raccolta e ricette con erbe spontanee eduli. Domenica 19 aprile ore 14:30: conosciamo le erbe spontanee eduli con visita al giardino ed escursione. Ad ogni fiore il suo insetto, domenica 10 maggio ore 15:00. Laboratorio per bambini di osservazione e gioco tra forme dei fiori e insetti impollinatori (6 anni e oltre), evento gratuito con iscrizione obbligatoria. Botanica creativa, sabato 23 maggio ore 15:00, incontro alla scoperta dei vegetali e prime rappresentazioni (6+). Domenica 24 maggio ore 10:00, giornata immersiva di conoscenza botanico/erboristica e rappresentazione con tecnica ad acquerello, acrilico, chine e collage (14+). Terre Graffiate, domenica 7 giugno, jazz al giardino con Terre Graffiate – evento musicale ospitato. Piante Carnivore, domenica 14 giugno ore 15:00, incontro con l’esperto e laboratorio creativo, evento gratuito con iscrizione obbligatoria. Tecniche floreali con piante di campo, domenica 21 giugno ore 16:00, laboratorio di composizione di mazzi e centritavola. Meditazione, movimento e respiro, domenica 21 giugno ore 18:00, sessione di respiro circolare e yoga integrale. Oli Essenziali, venerdì 26 giugno ore 20:30, serata su gli oli essenziali e distillazione, tipi, uso, autoproduzione. Domenica 28 giugno ore 10:00, giornata immersiva di raccolta e distillazione di olio essenziale.

Il Giardino Vegetazionale di Astego è però visitabile anche nelle giornate in cui non è calendarizzato alcun evento. Ulteriori informazioni orari di apertura e prezzi d’ingresso: Associazione Salvatica, www.salvatica.it, email: info@salvatica.it, Telefono: 339 4038337

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura/Salvatica

11-19 aprile, a”Padova climate action week” si discutono le azioni concrete a favore della sostenibilità e transizione ecologica. Tra i vari incontri a ingresso libero, due sono moderati da giornalisti Argav, il presidente Fabrizio Stelluto e la consigliera scientifica Sara Zanferrari

“Padova climate action week” (11-19 aprile) è un evento ispirato alla “London Climate Action Week”, punto di riferimento internazionale, che riunisce organizzazioni, istituzioni, imprese e cittadini per promuovere azioni concrete a favore della sostenibilità e della transizione ecologica. L’evento mira a dimostrare che la transizione climatica richiede il coinvolgimento di tutti. Solo mobilitando l’intera società si possono raggiungere obiettivi concreti di decarbonizzazione e costruire una comunità più forte e resiliente di fronte alle sfide future.

Le tematiche trattate nel corso della settimana padovana sono: città e adattamento, mobilità sostenibile e trasporti, energia e decarbonizzazione dell’industria. Tra i diversi appuntamenti in programma, due sono moderati da giornalisti Argav.

Il primo, che si tiene martedì 14 aprile dalle ore 11 alle ore 13 alla Golena San Massimo (via San Massimo 137), è organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto di Scienze Polari (Venezia) ed è dedicato a “Venezia: onde di cambiamento”;  moderato da Sara Zanferrari (comitato scientifico Argav), riguarda la laguna di Venezia , ecosistema unico e fragile dove natura, acqua e attività umane convivono da secoli. Oggi, i cambiamenti climatici e le pressioni antropiche stanno trasformando profondamente questo equilibrio. In questo incontro, studiosi, ecologi e giornalisti scientifici (Alvise Benetazzo, oceanografo – CNR, Istituti di Scienze Marine, Michele Boato, ecologo, premio Argav 2019, Silvia Rova, ecologa, CSRCC Venezia, Marco Boscolo, giornalista scientifico, FACTA) guideranno i presenti attraverso i fenomeni che interessano la laguna, spiegando con parole chiare e dati concreti: come vivono e si trasformano gli ecosistemi lagunari, il ruolo delle acque e dei sedimenti nella morfologia e nella salute della laguna, gli impatti del clima e dell’uomo su Venezia e le sue comunità (partecipazione a ingresso libero).

Mercoledì 15 Aprile, alle ore 11.00, in sala Impastato di Banca Etica (via Tommaseo 7) a Padova, si svolgerà invece l’incontro moderato da Fabrizio Stelluto, presidente Argav e organizzato da WWF  “Il clima non aspetta: biocarburanti, la falsa alternativa al petrolio”, sempre nell’ambito della “Settimana delle azioni per il clima”. Affrontare la crisi climatica e l’inquinamento atmosferico è, infatti, la sfida più urgente per i nostri territori, con una priorità assoluta per la Pianura Padana. La necessità di trovare alternative concrete ai combustibili fossili non è solo una priorità ambientale, ma un imperativo per la tutela della salute di tutte e tutti. Per questo è fondamentale nel dibattito sulla transizione energetica, distinguere tra soluzioni sostenibili da false scorciatoie. Focus dell’incontro sarà l’analisi critica dei biocarburanti, spesso promossi come la risposta definitiva per la decarbonizzazione di tutti i trasporti, in particolare della mobilità su ruote. Si metterà in luce come questa visione possa rappresentare un’illusione rischiosa. I dati scientifici evidenziano infatti che la stragrande maggioranza dei biocarburanti oggi sul mercato, derivando da colture agricole intensive, offre benefici minimi — e talvolta nulli — in termini di riduzione delle emissioni complessive. Le monocolture, sia in Italia che all’estero, rappresenterebbero inoltre un grave problema ambientale, anche per l’uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi.  L’elettrificazione resta la via maestra per mobilità a zero emissioni locali. All’incontro, , parteciperanno: ore 11.00 Carmelo Motta, Delegato Veneto WWF Italia (saluti iniziali); Ore 11.10 Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima Energia WWF Italia. Introduzione dei lavori: ore 11.20 Luca Zagolin, Unita Organizzativa Qualità dell’Aria ARPA Veneto, “Quadro generale sulla situazione dell’inquinamento atmosferico in Veneto”; ore 11.50 Carlo Tritto, Transport & Environment, “I limiti dei biocarburanti per la decarbonizzazione della mobilità su ruota”; ore 12.15 Domenico Gaudioso, Greenhouse Gas Management Institute Italia, “L’impatto dei biocarburanti sulla crisi climatica, sull’inquinamento atmosferico e sul suolo agricolo”; ore 12.40 Massimiliano Varriale, WWF Italia, “I vantaggi della transizione trainata da un nuovo modello energetico”; ore 13.00 Mariagrazia Midulla, responsabile Clima Energia WWF Italia. Conclusioni.

Fonte: servizio stampa Padova Climate action week (anche foto in alto)/CNR-Istituto di Scienze Polari/WWF

10 aprile, Italia Zootecnica organizza a Padova una tavola rotonda per discutere di credito e servizi alle imprese agricole in tempo di crisi

AOP Italia Zootecnica, l’associazione che associa il 90% delle Organizzazioni Produttori di carni bovine, riunisce domani, venerdì 10 aprile, dalle ore 9.30, all’Hotel Crowne Plaza di Padova, i vertici di AGEA, ISMEA e AVEPA, per affrontare un tema sempre di attualità: credito e servizi alle imprese.

Sembra incredibile, ma le materie prime necessarie alla zootecnia bovina da carne hanno raddoppiato il costo e il mercato fatica a riconoscerlo, perché anche i consumatori fanno i conti con la spesa ed escono dai supermercati con il carrello sempre più vuoto. Tanto per citare un esempio, il costo di approvvigionamento dei ristalli destinati all’ingrasso, a gennaio 2022, appena usciti dal Covid, si attestava mediamente su €. 2,74 al Kg., oggi quel bovino acquistato in Francia, che ha oltre 3.900.000 vacche nutrici, contro le nostre 360.000, in diminuzione, costa €. 5,60 al Kg. Per effetto delle guerre in corso, il costo del gasolio è raddoppiato e le aziende agricole, per stare al passo con i tempi, devono investire e, di conseguenza, utilizzare sempre più linee di credito, condizionato dalle norme stringenti decise a Bruxelles.

Di questi argomenti ne parleranno in una tavola rotonda, moderata dalla responsabile marketing del Consorzio Sigillo Italiano, Elisa Bagordo, il direttore generale di AGEA, Fabio Vitale, il direttore dell’Organismo Pagatore di AGEA, Salvatore Carfì, il direttore generale di ISMEA, Sergio Marchi, il Commissario di AVEPA Fabrizio Stella, il Coordinatore Agricoltura di Credit Agricole Italia, Emanuele Fontana. Ad aprire i lavori del convegno sarà il presidente della 9^ Commissione del Senato, Luca De Carlo. Previste anche due comunicazioni su tecnologie e innovazioni in agricoltura, con Marco Vidale dell’azienda Sergio Bassan e Valentina Comastri dell’azienda Agertech. La chiusura dei lavori, in rappresentanza degli allevatori, verrà effettuata dal presidente dell’AOP Italia Zootecnica Alessandro De Rocco.

Il convegno potrà essere seguito in diretta streaming YouTube collegandosi al link: https://youtube.com/live/cEt_7wUSJbk
Per porre domande ai relatori, il pubblico in sala e da casa, potrà utilizzare la messaggistica WhatsApp, inviando le domande al numero di cellulare 335 7513456. Al termine del convegno verrà preparata la battuta di carne al coltello di “Scottona allevata ai cereali”, certificata dal Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia e comunicata ai consumatori con il marchio collettivo del Consorzio Sigillo Italiano.

Fonte: servizio stampa AOP Italia Zootecnica

San Michele all’Adige (Trento). Alla Fondazione Edmund Mach lo stato dell’arte del progetto “Astro” mirato a rendere più resiliente e sostenibile l’acquacoltura di montagna

Rendere più sostenibile, innovativa e competitiva l’acquacoltura di montagna, settore di nicchia ma strategico per i territori alpini, è l’obiettivo del progetto di filiera “Competitività e sostenibilità dell’acquacoltura di montagna”, coordinato da Astro con la collaborazione tecnico-scientifica della Fondazione Edmund Mach (FEM) e dell’Università di Bologna per il filone della ricerca.

Nei giorni scorsi, nella sala conferenze del Palazzo della Ricerca e della Conoscenza, ricercatori, tecnici e rappresentanti della filiera si sono confrontati sui risultati raggiunti nei primi due anni di attività e sulle azioni previste per la fase finale del progetto. “Il progetto di filiera – ha spiegato nel saluto di apertura Diego Coller, direttore di OP Astro- nasce per sostenere un comparto che opera in ambienti di elevato valore ecologico e che oggi si trova ad affrontare sfide complesse: aumento dei costi, necessità di ridurre gli impatti ambientali, richiesta di maggiore efficienza produttiva e di innovazione tecnologica”. “All’interno del progetto – ha aggiunto il sostituto direttore generale Maurizio Bottura – la Fondazione Edmund Mach svolge un ruolo scientifico di primo piano, con attività che collegano direttamente laboratorio, territorio e imprese”.

Uno dei filoni più significativi della parte di ricerca del progetto, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, riguarda il carpione del Garda (Salmo carpio), specie ittica endemica e a rischio di estinzione, ma al contempo di elevato pregio e interesse alimentare. I ricercatori FEM stanno approfondendo gli aspetti biologici e genetici della specie e sviluppando protocolli di allevamento standardizzati, accompagnati da sistemi di caratterizzazione genetica e tracciabilità. L’obiettivo è rendere possibile una produzione controllata che risponda al mercato senza aumentare la pressione sulla popolazione selvatica, mantenendo ben distinta la dimensione produttiva da quella di conservazione della specie.

Un altro ambito chiave è la qualità delle acque. FEM utilizza un approccio multidisciplinare che integra metodi tradizionali con tecniche innovative basate sul DNA ambientale (eDNA) per analizzare biodiversità e stato ecologico dei corsi d’acqua collegati agli impianti di troticoltura. Questi studi permettono di valutare gli impatti, verificare l’efficacia delle misure di mitigazione e mettere a punto strumenti utili anche per sistemi di monitoraggio e certificazione ambientale. Grande attenzione è dedicata anche all’acquacoltura di precisione. Attraverso l’analisi dei dati storici degli allevamenti, modelli predittivi e tecniche di “machine vision” applicate a immagini e video raccolti in vasca, è possibile contribuire allo sviluppo di strumenti per migliorare l’alimentazione, il benessere animale e la gestione dei cicli produttivi. Una strada che punta ad aumentare l’efficienza e ridurre sprechi e impatti ambientali.

Il progetto affronta anche il tema della valorizzazione degli scarti organici della filiera. I ricercatori e tecnici di San Michele si occupano di studiare processi per recuperare componenti utili — come farine proteiche e oli — e valutare il potenziale energetico e agronomico dei residui, in un’ottica di economia circolare e riduzione dell’impronta complessiva dell’attività di allevamento. Il progetto di filiera prevede investimenti per circa 13 milioni di euro in 11 soggetti beneficiari di cui 65% investimenti produttivi nelle pescicolture trentine, 18% in Ricerca & Sviluppo e il 17% relativo alla trasformazione, di cui la quota principale è destinata alla realizzazione presso ASTRO di una bioraffineria capace di recuperare tutti i by-product della lavorazione e reimmetterli nella filiera FOOD e FEED con prodotti a base di olio di trota e farina di trota sia per l’alimentazione umana che quella destinata agli cani e gatti. Un sistema “zero sprechi” che valorizza l’intera produzione ittica di montagna.

Fonte testo e foto: servizio stampa Fondazione Edmund Mach

24 maggio, Giornata ecologica 2026: il Veneto celebra le api, sentinelle dell’ambiente, possibilità di richiedere un contributo per realizzare attività sulla custodia della biodiversità

La Regione del Veneto rinnova il suo impegno per la sostenibilità ambientale fissando le coordinate della Giornata ecologica regionale 2026. Su proposta dell’assessore all’Ambiente Elisa Venturini, relatrice del provvedimento, la Giunta ha approvato la data dell’evento, il tema portante e lo stanziamento di 100.000 euro destinato a finanziare progetti di sensibilizzazione su tutto il territorio.

L’appuntamento è fissato per domenica 24 maggio 2026, una data simbolica che vedrà la manifestazione regionale intersecarsi con la Giornata Europea dei Parchi. Il cuore di questa terza edizione sarà dedicato a un tema cruciale per l’equilibrio degli ecosistemi: “Le api, custodi dell’ambiente e della biodiversità”.

“Abbiamo scelto di mettere al centro le api perché non sono solo fondamentali per le nostre produzioni agricole, ma rappresentano vere e proprie sentinelle ecologiche”, dichiara Venturini. “Attraverso la loro salute leggiamo la salubrità del nostro ambiente. Con questa iniziativa vogliamo che ogni cittadino, partendo dai più piccoli, diventi consapevole che anche un singolo gesto quotidiano può contribuire alla protezione del nostro straordinario patrimonio naturale”. Il bando si rivolge a una platea variegata che comprende gli Enti locali territoriali, gli Istituti scolastici primari e secondari, le associazioni sportive e di protezione ambientale, oltre alle associazioni apistiche che operano nel territorio veneto. Le realtà ammesse potranno ricevere un contributo massimo di 1.500 euro per sostenere le spese di realizzazione di ricerche, filmati, mostre o eventi che sappiano interpretare con originalità il tema della custodia della biodiversità.

“Vogliamo dare la massima libertà possibile nell’ideazione e nella pianificazione delle attività a tutti i soggetti che possono partecipare”, prosegue Venturini. “La sfida è comunicare l’urgenza della transizione ecologica con linguaggi nuovi e forme espressive molteplici, capaci di suscitare interesse e partecipazione reale. La Regione non si limita a finanziare, ma vuole assicurare un’immagine unitaria e coordinata per mostrare un Veneto compatto nella difesa del proprio futuro”.

Per partecipare all’iniziativa, i soggetti interessati devono presentare la domanda di contributo utilizzando il modello ufficiale, trasmettendolo esclusivamente tramite posta elettronica certificata alla Direzione Ambiente e Transizione Ecologica. Il termine tassativo per l’invio è fissato entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto. Nella richiesta sarà necessario dettagliare le voci di spesa previste per l’iniziativa, comprensive di IVA, che dovrà poi essere rendicontata entro il 31 dicembre 2026 per consentire l’erogazione effettiva del finanziamento.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

Cittadella (Padova). A Formaggio in Villa (17-19 aprile 2026), l’Asiago Dop racconta la propria versatilità attraverso la filiera, gli abbinamenti internazionali e la mixology. Anteprima il 7 aprile con il talk “L’Asiago ci mette la faccia”

Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago promuove la contemporaneità dell’Asiago Dop a Formaggio in Villa, rassegna nazionale dedicata all’eccellenza del mondo caseario, in programma dal 17 al 20 aprile a Cittadella (Padova), con un racconto fatto di esperienze di gusto inattese: abbinamenti con vini del nuovo mondo enologico, cocktail di tendenza, incontri con la filiera produttiva e degustazioni guidate.

Con quattro appuntamenti pensati per produttori, appassionati e curiosi, la specialità casearia veneto-trentina, main partner della manifestazione, apre le porte del suo mondo e risponde a stili di vita e di consumo diversi. A rendere possibile questo racconto è una rete solida, composta da malghe, latterie sociali, caseifici cooperativi e aziende familiari che ogni giorno trasformano il latte raccolto nelle intere province di Vicenza e Trento e parte di quelle di Padova e Treviso, in formaggio Asiago, una produzione non delocalizzabile, con un impatto diretto sull’economia. A Formaggio in Villa, insieme allo stand consortile dove personale esperto proporrà percorsi di avvicinamento al prodotto, saranno presenti: Caseificio Pennar, Caseificio San Rocco, Latteria Sociale di Castelnovo, Latteria Sociale Villa, Latterie Vicentine, Toniolo Casearia. Sei realtà che fanno vivere la contemporaneità di questo formaggio attraverso la versatilità delle diverse stagionature in degustazione: dai 20 giorni agli oltre 15 mesi.

Ad annunciare la manifestazione sarà un incontro che mette al centro le persone. Il 7 aprile, con il talk “L’Asiago ci mette la faccia”, in programma a Palazzo Pretorio (Via Guglielmo Marconi 30) di Cittadella alle ore 20:00, guidati dal giornalista Leandro Barsotti de Il Mattino di Padova, i partecipanti potranno ascoltare direttamente i produttori presenti a Formaggio in Villa. Un confronto su cosa significa custodire l’identità del formaggio Asiago nel tempo. L’incontro è a ingresso libero con prenotazione su Eventbrite all’indirizzo https://rebrand.ly/asiagomette76d55c Al termine seguirà una degustazione.

Sabato 18 aprile, alle 17:00, la masterclass Asiago Dop & Vini del nuovo mondo propone un viaggio sensoriale che attraversa quattro continenti. Oggi che la cultura del food pairing (ovvero l’associazione di due o più alimenti a seconda del loro composto molecolare e aromatico) spinge sempre più a esplorare combinazioni inedite, il formaggio Asiago risponde con una selezione di pregio: Fresco Riserva, Mezzano, Vecchio e Stravecchio Prodotto della Montagna e si confronta con i vini simbolo del nuovo mondo enologico, dal Sauvignon Blanc del Sudafrica, al Torrontés Selección de Salta dell’Argentina, dal Carmenère del Cile, fino al Shiraz dell’Australia rivelando affinità inattese. Una degustazione guidata che amplia la prospettiva sul formaggio Asiago e il suo rapporto con il mondo del vino.

Con Asiago Dop & Cocktail, domenica 19 aprile, alle 17:00, si esplora il territorio della mixology contemporanea, uno degli spazi più vivaci della cultura del fuori casa dove, in particolare le nuove generazioni, stanno sempre più scoprendo l’Asiago Dop come compagno ideale da aperitivo grazie soprattutto ai nuovi formati come lo snack di formaggio. Tre gli abbinamenti dove acidità, botaniche, fermentazioni e struttura del formaggio trovano una corrispondenza precisa con cocktail di tendenza. Una degustazione sorprendente, che rispetta la materia prima e ne valorizza aromi e texture in uno scambio inatteso mettendo in degustazione l’Asiago Dop Fresco 20 giorni a caglio vegetale insieme all’Hugo Spritz 2.0; l’Asiago Dop Semistagionato 6 mesi con il Margarita al Mezcal e l’Asiago Dop Vecchio 12 mesi col Old Fashioned al Vermouth Barricato. Informazioni e iscrizioni all’indirizzo: https//www.formaggioinvilla.it

Fonte: servizio stampa Consorzio tutela formaggio Asiago