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Cavallino-Treporti (Venezia) si conferma capitale europea del turismo all’aria aperta

Stoccarda

I dati complessivi delle presenze turistiche sono ancora al vaglio della Regione Veneto ma Cavallino-Treporti, in provincia di Venezia,  è ripartito alla grande, dovrebbe registrare un record storico per la località, con oltre 6,5 milioni di presenze, che la confermano capitale europea dell’open air. Un turismo che predilige la vacanza all’aria aperta associata all’esperienza nel territorio, con un trend in aumento soprattutto a settembre che, per la prima spiaggia veneta, ha registrato un aumento di 160 mila presenze rispetto al medesimo periodo del 2019.

Presenze anche in periodi meno consueti. «Il settore del turismo è ripartito. L’estate 2022 ha portato grandi soddisfazioni al territorio e ci ha dato la possibilità di analizzare questa stagione con quella del 2019, ultimo anno di attività turistica prima del Covid-19. Secondo i dati dell’imposta di soggiorno, che registra solamente le presenze paganti da maggio a settembre, Cavallino-Treporti ha incassato 4 milioni 450 mila euro – affermano la sindaca Roberta Nesto e l’assessore al turismo Alberto Ballarin –. L’elemento però che ci differenzia rispetto al passato è che gli ospiti hanno scelto la nostra località con numeri importanti anche nei mesi dell’“altra stagione”, ovvero nella primavera, a settembre ed ottobre. In particolare, comincia ad essere di rilievo il mese di settembre, con oltre 860 mila presenze, registrando, per il medesimo periodo del 2019, un aumento di 160 mila presenze nelle diverse strutture ricettive. Lavorare quindi su un’offerta completa del territorio di Cavallino Treporti è l’elemento in più che possiamo offrire. Le esperienze naturalistiche, sportive, l’enogastronomia e l’appeal della Laguna (Patrimonio UNESCO) enfatizzato dalla pista ciclopedonale sull’acqua più lunga d’Europa, sono elementi in più su cui dobbiamo puntare, facendo squadra con tutti, sia pubblico che privato, perché i nostri cittadini possano beneficiare di lavoro, benessere e di nuove prospettive».

Premiati a Stoccarda. Un’occasione per ribadire il valore del turismo e i risultati della ripartenza è stata la fiera di Stoccarda, appuntamento fisso per la quale la delegazione di Cavallino-Treporti è stata presente per ritirare i riconoscimenti assegnati dal Club Automobilistico Europeo ADAC che, come ogni anno, invia i propri ispettori nei campeggi di tutta Europa per verificarne la qualità. Spetta poi a una giuria internazionale di 40 esperti selezionare i candidati a ricevere l’Award, valutati nelle quattro aree di sostenibilità e consapevolezza ambientale, innovazione e progresso, cambiamento demografico e accessibilità, nonché nell’ADAC Camping Booking Award. Tra le nomination dei campeggi di Francia, Italia, Croazia, Germania, Paesi Bassi, Spagna, Austria, Danimarca, Grecia, Lussemburgo, Portogallo, Svezia, Svizzera, Ungheria, spicca per l’Italia con Cavallino-Treporti e le sue 10 strutture ricettive che anche quest’anno si sono aggiudicate il prestigioso riconoscimento “ADAC Superplätze”. Un alto numero se si considera che a livello nazionale sono 41 le strutture premiate, ponendo l’Italia al 2° posto in Europa dopo la Francia (57 Superplätze), e solo a Cavallino-Treporti ne registra 1/4 dei premiati. «Si tratta di un importante riconoscimento – commentano Paolo Bertolini e Francesco Berton, presidenti rispettivamente del Consorzio Parco Turistico di Cavallino-Treporti e di Assocamping – che testimonia come gli investimenti delle strutture ricettive, che non si sono mai fermati, abbiano puntato all’innovazione e alla sostenibilità, avendo saputo gestire bene immagine, reputazione e notorietà su tutte le piattaforme, completando così il nostro prodotto. Per i campeggi di Cavallino-Treporti è stata quindi una stagione di ripartenza, ricca di soddisfazioni che ha visto un grande numero di ospiti affluire dalla primavera, in particolare da Pentecoste, toccando il tutto esaurito fino a fine agosto. Anche settembre e la prima metà di ottobre hanno riservato agli operatori grandi soddisfazioni e le strutture si stanno già preparando ad accogliere al meglio gli ospiti del 2023. Oltre ad essere premiati da ADAC per la qualità dei servizi, quindi, fa enormemente piacere vedere come il territorio continui ad essere “premiato” anche in termini di affetto e ritorno degli ospiti che sempre in maggiore misura sceglie le strutture ricettive di Cavallino-Treporti per passare le proprie vacanze. Prospettiva confermata anche per il 2023 visto il grande numero di prenotazione che già stanno giungendo da quando sono state aperte le disponibilità da parte dei camping». Le strutture premiate sono: Camping Village Garden Paradiso, Sant’Angelo Village, Camping Europa Village, Union Lido Vacanze, Camping Village Cavallino, Camping Enzo Stella Maris, Camping Ca’ Pasquali Village, Camping Village Mediterraneo, Camping Village Dei Fiori, Camping Village Marina di Venezia.

Fonte: Ufficio Stampa Parco Turistico di Cavallino-Treporti e Assocamping/Portavoce del Sindaco Nesto

Gennaio 2023, nel Veneziano, Wigwam e Confartigianato in tour per una serie di incontri sull’alimentazione

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Cibo e cultura saranno gli ingredienti del ciclo di incontri pubblici dedicati all’alimentazione sana e legata al territorio, promosso in provincia di Venezia dalla Confartigianato Metropolitana Imprese Città di Venezia in collaborazione con Wigwam Clubs Italia APS – Rete associativa per lo sviluppo sostenibile delle Comunità Locali e il contributo dell’Ebav .

Capire la differenza. Dedicati all’ “L’artigianalità del prodotto alimentare: la modernità della tradizione”, gli incontri vedranno l’intervento in qualità di relatore, del giornalista enogastronomico Efrem Tassinato, socio Argav e tesoriere Unarga,  i rappresentati territoriali delle Federazioni Alimentazione delle Confartigianato e vari esperti in tecnologia alimentare e nutrizione. “Scopo di questa serie di incontri – spiega Alessandro Cella, presidente della Federazione Alimentazione della Confartigianato metropolitana – sarà quello di promuovere e far conoscere alla cittadinanza la differenza sostanziale che c’è tra i prodotti alimentari artigianali, a partire dalle lavorazioni fino alla scelta degli ingredienti di base, tra farine lieviti e tutte le altre materie prime, rispetto alle produzioni industriali o quelle da semilavorati o precotti. Il tutto per divulgare le basi dell’equilibrio per una corretta alimentazione e del mangiare sano. Ciò, analizzando le differenti modalità di preparazione e riscoprendo anche le tradizioni gastronomiche locali, non solo come elemento culturale ma anche di stile di vita a basso impatto o come va di moda dire oggi a chilometro zero”.

Gli appuntamenti. Dopo l’incontro a Chioggia di mercoledì 11 gennaio scorso, in cui ha partecipato Renzo Ballarin, capo Federazione Alimentazione Confartigianato Imprese Chioggia, il tour prosegue lunedì 16 gennaio a San Donà alle ore 17:30, presso sala riunioni Confartigianato Imprese San Donà di Piave, dove tra i relatori ci sarà Alessandro Cella. Mercoledì 18 gennaio l’appuntamento dalle 15:30 sarà a Mestre, presso la sala riunioni dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre Cgia, per poi proseguire lunedì 23 gennaio dalle ore 17:00 nella sala incontri della Confartigianato Imprese Venezia San Lio, dove tra i relatori ci sarà Francesco Palmisano, capo Federazione Alimentazione – Confartigianato San Lio. Penultimo appuntamento nel portogruarese mercoledì 25 gennaio dalle ore 17:00, presso la sede territoriale della Confartigianato Imprese Veneto Orientale, e qui tra i relatori ci sarà Silvia Morsanuto, capo Federazione Alimentazione Confartigianato Imprese Portogruaro. A chiusura, l’ultimo incontro sarà a Dolo lunedì 30 gennaio dalle 18:00 presso la Sala Polivalente dell’Associazione Artigiani e Piccola Impresa “Città della Riviera del Brenta”. La partecipazione è gratuita, per info contattare le sedi territoriali della Confartigianato o info@wigwam.it

Fonte:: servizio comunicazione Wigwam

Ad Asiago (VI) in mostra sino al 30 aprile 2023, con incontri e conferenze, l’archivio storico di Mario Rigoni Stern

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(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Si intitola “Le Carte di Mario” la mostra allestita presso il Museo Le Carceri (Via Benedetto Cairoli 13), ad Asiago (VI), visitabile sino al 30 aprile 2023. L’esposizione è un’ immersione nel mondo concreto e impegnato dello scrittore Mario Rigoni Stern, che ha vissuto la montagna, il suo territorio e il paesaggio con la cura e custodia di un saggio giardiniere.

Memorabili alcuni suoi scritti sull’impegno ambientale, come quello relativo alla complessità del termine ecologia. “Molte volte si sente dire, o si legge, il sostantivo ecologia, ma anche troppe volte viene detto e scritto a sproposito, dimenticando che tra le scienze umane l’ecologia è la più complessa e difficile; la summa delle scienze in quanto ad essa fanno capo tutti i settori dello scibile: dalla matematica alla biologia, dalla botanica alla zoologia, dalla chimica alla geologia, dalla fisica alla paleontologia per arrivare complessivamente allo studio delle funzioni di relazione degli organismi  con l’ambiente e tra di loro.”  

Memorabile anche il suo contributo al PTRC (Piano Territoriale Regionale di Coordinamento) per il buon governo del territorio veneto (se solo molti amministratori ne avessero tenuto conto o ne volessero tenere conto anche da ora in poi). “Ho insistito sulla necessità di salvaguardare le montagne e le colline del nostro Veneto, di realizzare una rete estesa di territori ad elevata naturalità e di interpretare in modo più attento di quanto accaduto nel passato recente la mediazione tra natura e città… Sarebbe opportuno approntare estesi interventi di restauro territoriale, di vantaggio sia per le attività agricole che per le città… Una foresta coltivata, questo vedrei nel paesaggio del futuro nella nostra Regione veneta.

Importanti gli appuntamenti, gli incontri e conferenze; tutte alle ore 17,30 in Sala Consiliare di Asiago: venerdì 13 gennaio – esegesi del fondo Mario Rigoni Stern; venerdì 20 gennaio – progettare una mostra documentaria; sabato 11 Febbraio – Arboreti e dintorni; venerdì 17 febbraio – Luogo tempo memoria; venerdì 10 marzo – Uno sguardo dall’alto; sabato 18 marzo – Amicizia e affinità di valori e di esperienze, tra Mario Rigoni Stern e Primo Levi; sabato 8 aprile Un uomo, tante storie, nessun confine.

L’Archivio di Mario Rigoni Stern è in mostra con contenuti scientifici coordinati dall’archivista Ines Ghemo e la supervisione di Giambattista Rigoni Stern, figlio dello scrittore, curati dalla commissione scientifica composta da Giuseppe Mendicino, scrittore e biografo di Mario Rigoni Stern, Chiara Visentin, architetto, Chiara Stefani, architetto e paesaggista, Ada Cavazzani, ordinario di sociologia urbana e rurale all’Università della Calabria, Anna Maria Cavallarin, studiosa di temi rigoniani, Francesca Chiesa, docente e con il progetto di allestimento e comunicazione visiva curato dalla Studio B LAB design di Antonio, Cristina e Roberto Busellato.

Una mostra da non perdere! Gli orari di visita sono: sabato, domenica e festivi ore 10-12,30 e 15,30-18,30.

7 gennaio 2023, soci Argav a Segusino (TV) per la tradizionale visita al Presepio artistico e al territorio

da sx Anna Mello_Carlo Stramare (Associazione Presepio Segusino)_Fabrizio Stelluto_Dennis Coppe_Giannantonio Coppe (Pro Loco Segusino)

da sx Anna Mello_Carlo Stramare (Associazione Presepio Segusino)_Fabrizio Stelluto_Dennis Coppe_Giannantonio Coppe (Pro Loco Segusino)

Sabato 7 gennaio i soci Argav tornano a Segusino (TV) per la tradizionale visita al Presepio Artistico e al territorio. Un bel momento per iniziare l’anno assieme in spirito associativo, grazie all’eccezionale ospitalità degli amici e soci onorari segusinesi.

Programma. Alle ore 9.30 ritrovo nel centro del paese, visita al Presepio Artistico Natale 2022, dal titolo “Normalità”; ore 10.30 visita all’agriturismo “Riva dei Coz” e al locale allevamento di oche;ore 11.30 visita al caseificio Stramare Dario e Saverio; ore 13 pranzo a base di spiedo, cucinato da Manolo, in un casolare tra i vigneti di San Vito di Valdobbiadene, storica tappa dell’evento “Ndar par Spei“; ore 15 visita alla cantina “Cà dei fiori” di Valdobbiadene (TV). Rientro.

Influenza aviaria, Sars-CoV-2 e West Nile: la ricerca scientifica riparte dalle emergenze sanitarie, ma ha bisogno di finanziamenti

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La ricerca scientifica riparte dalle emergenze sanitarie che hanno segnato il 2022: influenza aviaria, Sars-CoV-2 e West Nile. Il nuovo anno si preannuncia ricco di sfide scientifiche per l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, che ieri ha presentato i nuovi progetti di ricerca in partenza nel 2023, in presenza del direttore generale Antonia Ricci, del direttore sanitario Gioia Capelli, del direttore del Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria Calogero Terregino e della ricercatrice del Laboratorio di genomica e trascrittomica virale Alice Fusaro (nella foto in alto, un momento dell’incontro stampa).

Le attività di ricerca si concentreranno su settori specifici che hanno come obiettivo generale il contrasto alle malattie infettive e i rischi emergenti. “La pandemia di Covid-19, l’influenza aviaria e la West Nile ci hanno insegnato che il contrasto alle malattie infettive è possibile solo con un approccio integrato One Health. Il nostro ruolo come IZSVe è di preservare questo delicatissimo equilibrio fra uomo, animali e ambiente, che rappresenta una sfida scientifica di grandissimo valore per i nostri ricercatori, ma che andrebbe adeguatamente finanziata da parte delle istituzioni, ben oltre lo 0,32% stanziato coi fondi del Piano Complementare al PNRR. La sanità pubblica veterinaria italiana è un’eccellenza del sistema sanitario nazionale che merita di essere riconosciuta e sostenuta, non solo per la lotta alle malattie infettive che hanno un impatto diretto sull’uomo, ma anche per il fondamentale ruolo di tutela della salute animale e della sicurezza alimentare”, ha detto il dg Antonia Ricci.

L’ondata di influenza aviaria ad alta patogenicità che ha investito l’Europa a partire dall’autunno del 2020 costituisce una priorità sanitaria per tutto il continente e una sfida scientifica senza precedenti, soprattutto per le implicazioni sulla filiera avicola e la fauna selvatica e per i rischi associati al potenziale zoonotico del virus. È questa la motivazione alla base di Kappa-Flu, il progetto di ricerca internazionale finanziato dalla Commissione europea per 7 milioni di euro, della durata di quattro anni, che coinvolge sette partner fra cui l’IZSVe. Coordinato dall’Istituto Friederich-Loeffler (Germania), insieme all’Erasmus University Medical Center (Paesi Bassi), KAPPA-FLU nasce sulle orme del progetto europeo Horizon 2020 Deltaflu, che ha coinvolto anche IZSVe e si è concluso lo scorso novembre. Del precedente progetto, Kappa-blu mantiene il focus sull’influenza aviaria e l’organizzazione del consorzio scientifico ma si sviluppa su obiettivi diversi volti a comprendere i cambiamenti epidemiologici, ecologici e patogenetici che caratterizzano l’epidemia H5 HPAI che da più di due anni affligge il settore avicolo e la popolazione selvatica aviaria europei. Il progetto è concepito con uno spirito pragmatico in linea con le strategie “Farm to Fork” della Commissione europea, che puntano a sviluppare sistemi di prevenzione e controllo delle malattie degli animali efficaci e sostenibili nel tutelare contemporaneamente la sicurezza alimentare, la filiera produttiva e la salute pubblica. Le attività dell’IZSVe riguardano tre filoni di ricerca: comprendere le dinamiche ecologiche ed evolutive del virus, sviluppare una piattaforma di fenotipizzazione rapida, potenziare gli strumenti dell’epidemiologia predittiva.

Sorveglianza genetica varianti SARS-CoV-2. Prosegue l’attività di sorveglianza delle varianti di SARS-CoV-2, coordinata dall’Istituto superiore di sanità (Iss). I risultati degli ultimi mesi riportano che il 100% dei campioni analizzati appartiene alla variante Omicron, al cui interno si distinguono cinque lineage principali BA.1, BA.2, BA.3, BA.4 e BA.5 e diversi sublineage. L’ultima sorveglianza del 13 dicembre ha confermato che BA.5, con una frequenza dell’88,8%, continua ad essere il lineage prevalente nella regione Veneto. Tale prevalenza è in linea con quanto osservato in Italia e in Europa. Il lineage BA.2 è aumentato di 4 punti percentuali rispetto a novembre (6,3%) e ha raggiunto la prevalenza del 10,2%, mentre il lineage BA.4 risulta in calo, passando dal 3,4% all’1% nell’ultimo mese. Tra le varianti definite dall’Oms come “varianti da monitorare”, segnaliamo BQ.1*, raddoppiata nel corso dell’ultimo mese e ad oggi responsabile di più della metà (58%) delle infezioni nella nostra regione, e BA.2.75*, responsabile di circa l’8% delle infezioni e aumentata del 6% nell’ultimo mese. Il significativo incremento di tali varianti è probabilmente associato all’elevata capacità di evadere dalla risposta immunitaria acquisita sia dalla vaccinazione che da precedenti infezioni, anche recenti. La sorveglianza genetica mensile per valutare la prevalenza delle varianti a livello regionale e nazionale si affianca alle attività di sorveglianza settimanali che l’IZSVe svolge costantemente in collaborazione con la UOSD Genetica e Citogenetica – AULSS 3 Serenissima, la UOC Microbiologia – AOUI Verona e tutte le Microbiologie del Veneto. Tale monitoraggio è fondamentale per intercettare la comparsa, l’introduzione o la diffusione di nuovevarianti o di varianti attenzionate per la loro capacità di trasmettersi, di causare malattia o di evadere la risposta immunitaria, fornendo dati preziosi alla comunità scientifica per un rapido adeguamento delle misure di prevenzione da adottare. In questo contesto, la recente impennata di casi di SARS-CoV-2 in Cina rende cruciale il sequenziamento del virus identificato in soggetti provenienti dal territorio cinese al fine di individuare tempestivamente la possibile introduzione di nuove varianti.

West Nile Virus.  Nel 2022 si è sviluppato un vasto focolaio di West Nile in Veneto che ha provocato numerosi casi di malattia neuroinvasiva nell’uomo con alcuni decessi. Gli studi condotti dai ricercatori dell’IZSVe in questi mesi, in collaborazione con importanti centri di ricerca medica del Veneto, e pubblicati su importanti riviste scientifiche, hanno consentito di descrivere l’evoluzione temporale e geografica del vasto focolaio e di individuare il ceppo WNV-1 quale maggior responsabile delle forme neuroinvasive nell’uomo e della malattia nei volatili e nei cavalli. L’attenzione dei ricercatori si è concentrata fin da subito su questo ceppo WNV-1, che è ricomparso nel 2021 dopo otto anni di assenza dal Nord-est e sembra oggi essersi stabilizzato in quest’area geografica. Il ceppo, diverso da quello introdotto per la prima volta nel 2008, rappresenta con ogni probabilità una nuova introduzione con uccelli migratori. Proprio in un recente articolo scientifico i ricercatori hanno confrontato i due diversi lineaggi di WNV presenti nell’uomo, uccelli e zanzare, avvalorando l’ipotesi che i pazienti umani e animali infetti da WNV-1 abbiano un maggior rischio di sviluppare malattia grave.  Per approfondire quali siano le cause dell’evento epidemico del 2022 e poterle contrastare in futuro, sono in corso diversi progetti di ricerca in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss) e il Dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova, che comprendono infezioni sperimentali con i due lineaggi di WNV oggi circolanti in Veneto negli insetti vettori, in colture cellulari e in modelli innovativi come gli organoidi.

Rischio alimentare nei molluschi bivalvi: PLASTI@Risk e STOPTTXs.La molluschicoltura e l’acquacoltura rappresentano un settore chiave, sempre più strategico per il futuro alimentare del nostro pianeta. Garantire la sostenibilità e la sicurezza delle risorse ittiche è una sfida per tutta la sanità pubblica veterinaria. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie si è aggiudicato due progetti di ricerca finalizzata finanziati dal Ministero della Saluteper 900 mila euro sul pericolo conseguente all’ingestione di microplastiche e tetrodotossine attraverso il consumo di molluschi. La presenza di nuove specie di biotossine e la presenza nel mare di materiali di origine antropica come le micro e le nano-plastiche, impegnano i ricercatori nello sviluppare sistemi diagnostici per intercettare al loro sorgere i periodi di criticità dovuti a fioriture algali tossiche e per verificare effettivamente quanto i molluschi bivalvi siano esposti ad accumulare il materiale plastico. PLASTI@Risk mira a produrre una valutazione esaustiva del rischio microbiologico per la salute umana associato all’esposizione a microplastiche (MPs) ingerite attraverso il consumo di molluschi bivalvi filtratori, che permetterà l’individuazione di strategie di mitigazione del rischio. L’obiettivo principale di STOPTTXs è ridurre il rischio di contaminazione da tetrodotossine nei molluschi bivalvi vivi destinati al consumo umano. Le tetrodotossine (TTXs) sono potenti neurotossine che possono contaminare i molluschi bivalvi e l’ingestione di alimenti contaminati può causare gravi danni al sistema nervoso centrale.

Fonte: servizio comunicazione IZSVE

A Montebelluna (TV), nella mostra Futuro Agenda 2030, esposti anche dei reperti preistorici del Cansiglio

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La Foresta Demaniale Regionale del Cansiglio, gestita da Veneto Agricoltura, meta domenicale per migliaia di turisti in tutte le stagioni, è conosciuta soprattutto per la sua straordinaria biodiversità e importanza storica (era l’antico “Bosco da reme” della Repubblica Serenissima). Non tutti però conoscono il Cansiglio quale luogo di importanti ritrovamenti preistorici.

Mostra aperta sino al 30 giugno. Presso il Museo Regionale dell’Uomo in Cansiglio (MUC), da poco impreziosito con nuovi allestimenti e aree tematiche, tali testimonianze della presenza nella Foresta di insediamenti preistorici sono esposte nella sezione archeologica, dov’è presente un ricco repertorio di selci preistoriche, e in quella paleobotanica, che illustra in maniera divulgativa la storia della dinamica della vegetazione nei millenni. Nel corso del 2022, sono state tantissime le iniziative rivolte sia alle scuole che ai visitatori della Foresta incentrate proprio sui temi del “Cansiglio preistorico”. Si è trattato di eventi, focus, visite guidate, ecc. che sempre si sono integrate con azioni di informazione riguardanti quella che rappresenta la principale attività svolta da Veneto Agricoltura in Cansiglio, ovvero la gestione integrata del patrimonio forestale, alla quale si affiancano azioni di sostegno al turismo naturalistico e culturale, di stimolo alla sostenibilità e alla conservazione della biodiversità, in linea con quanto previsto dall’Agenda 2030 dell’ONU. Ed è proprio in questo contesto che Veneto Agricoltura ha accolto la richiesta del Museo Civico di Montebelluna – Sezione di Storia Naturale ed Archeologia, di contribuire all’allestimento della Mostra “Futuro Agenda 2030” (aperta fino al prossimo 30 giugno) nell’ambito della quale ieri è stata trasferita dal MUC una selezione di armature litiche paleolitiche (punte di freccia) provenienti dagli scavi effettuati nella Foresta del Cansiglio (in località Palughetto) dagli archeologi dell’Università di Ferrara. Scavi archeologici per i quali l’anno prossimo saranno celebrati i 30 anni di attività (1993-2023).

La Mostra “Futuro Agenda 2030”, di assoluto spessore scientifico e culturale, rappresenta anche un’importante occasione per approfondire le tante tematiche che animano l’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, che dovranno integrarsi con le Agende urbane per lo Sviluppo locale. In particolare, la Mostra di Montebelluna dedica un innovativo spazio espositivo e didattico ai temi dell’economia circolare. Le sale sono state trasformate in spazi dinamici in cui sperimentare, dialogare e confrontarsi proprio sui temi dell’Agenda 2030: dall’ecosistema Terra, che getta uno sguardo sia al passato che al futuro, all’importanza del riciclo. Le diverse tematiche vengono presentate con percorsi che mettono sempre al centro la relazione uomo-ambiente dove scienza e archeologia del territorio si incontrano. È auspicabile che il prestito dei reperti del MUC dia inizio ad una futura collaborazione tra i due Musei veneti, da sempre in stretta relazione con enti e cittadini. Per saperne di più sulla mostra “Futura Agenda 2030”: https://www.museomontebelluna.it/esplora-museo/2030-2/

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

IZSVe festeggia i 10 anni della “Banca del sangue” e oltre 2 mila animali salvati

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La Banca del Sangue dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie,  ovvero il servizio di raccolta, controllo sanitario e commercializzazione di sangue intero canino e felino, a disposizione dei medici veterinari e dei proprietari di animali che necessitano di trasfusione, compie 10 anni.

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Nata nel 2012 per tutelare la salute dei cani donatori e dei cani riceventi, senza fini di lucro, con partecipazione su base volontaria da parte dei proprietari dei soggetti donatori, destina tutti gli introiti derivanti dalla vendita delle sacche al sostegno e al mantenimento del servizio stesso. Nata come una sfida,  si è affermata velocemente sul territorio, offrendo all’utenza un servizio sempre più efficiente volto a sostenere e migliorare le terapie in ambito di medicina trasfusionale veterinaria. “Abbiamo creduto fin dall’inizio in questo progetto – dichiara Marta Vascellari, medico veterinario responsabile della Banca del sangue IZSVe – alla necessità di rendere disponibile sul territorio sangue ad uso trasfusionale, presidio sanitario salva vita, mettendo in primo piano la tutela e la salute dei soggetti donatori e dei riceventi. Il successo della Banca del sangue è il frutto della collaborazione tra medici veterinari e una rete di proprietari molto sensibili alla causa, che ci hanno sostenuto con le donazioni anche in momenti piuttosto complicati, come durante la pandemia. È doveroso ringraziare i tantissimi donatori e i loro proprietari, che in questi anni si sono affidati a noi e con il loro contributo hanno reso possibile e continuano a sostenere questa attività così importante e utile per salvare la vita di animali in condizioni cliniche critiche. Un ringraziamento sincero va anche a quanti, personale IZSVe e colleghi liberi professionisti, ogni giorno a vario titolo si impegnano perché la Banca del Sangue prosegua il suo percorso di qualità ed efficienza”.

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In questi dieci anni di attività, sono stati aiutati più di 2.000 animali grazie alla distribuzione di 2.400 sacche di sangue canino e 130 sacche di sangue felino su tutto il territorio nazionale. Ad oggi la Banca del Sangue IZSVe conta più di 200 cani e circa 50 gatti iscritti al registro donatori, è dotata di una rete di otto centri di prelievo distribuiti nel territorio del Triveneto e di due sportelli H24 per il ritiro delle sacche (sede centrale di Legnaro e sezione di Villorba a Treviso), e può a buon titolo considerarsi un centro di eccellenza unico nel suo genere. Negli ultimi anni si è registrata una crescita delle attività che ha portato ad ampliare l’offerta all’utenza e a consolidare l’organizzazione e la gestione del servizio. Nel 2018 è stato attivato il servizio di produzione di sacche di sangue felino; nel 2019 la Banca del Sangue ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9001; infine, novità del 2022 la recente autorizzazione di un centro prelievi presso la Sede centrale dell’IZSVe a Legnaro (Padova). Informazioni per i veterinari: https://www.izsvenezie.it/servizi/servizi-specifici/banca-del-sangue/per-veterinari/ Informazioni per i proprietari/donatori:https://www.izsvenezie.it/servizi/servizi-specifici/banca-del-sangue/per-proprietari/

Fonte: Servizio stampa IZSVe

Vitivinicolo Veneto 2022: oltre 15 milioni di quintali di uva prodotta per quasi 12,6 milioni di ettolitri di vino

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foto Adn Kronos

La vendemmia 2022 nel Veneto ha prodotto oltre 15 milioni di quintali di uva (15.041.859), in gran parte Doc (72,05%), Docg (10,54%) e Igt (14,52), a conferma dell’alta specializzazione raggiunta dai produttori veneti. Data la perdurante siccità che aveva accompagnato le diverse fasi fenologiche della vite e a causa della diffusione della flavescenza dorata, gli esperti avevano previsto una leggera riduzione della produzione. Invece, grazie alle precipitazioni che sono sopraggiunte dopo la metà di agosto, nei vigneti si è registrata una ripresa produttiva, tanto che al termine della vendemmia è stato raggiunto un +7,44% di uve raccolte rispetto al 2021. Di conseguenza, anche la produzione di vino è cresciuta rispetto all’anno precedente raggiungendo i 12.599.841 milioni di ettolitri (contro gli 11.746.774). Nel frattempo, la superficie vitata nel Veneto ha sfondato quota 100mila (101.165 ettari).

Terzo e ultimo incontro dell’anno. “Sono numeri importanti – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner – che collocano il Veneto ai vertici delle Regioni vitivinicole italiane. In particolare, considerando il vino prodotto, la nostra Regione con i suoi 12,6 milioni di ettolitri si conferma regione leader in Italia, davanti a Puglia (10,6 mln hl), Emilia-Romagna (7,4 mln hl) e Sicilia (4,3 mln hl). Il comparto vitivinicolo rappresenta dunque una delle locomotive dell’economia veneta”. E’ questa la cornice che inquadra il settore vitivinicolo veneto, messo sotto i riflettori a Lonigo (Vi), lo scorso 22 dicembre, presso la Cantina di Collis Wine Group, in occasione del terzo e ultimo focus del Trittico Vitivinicolo Veneto 2022, evento in tre atti (giugno: stato fitosanitario del vigneto; agosto: previsioni vendemmiali; dicembre: consuntivo della vendemmia) promosso da Regione del Veneto, Veneto Agricoltura e Avepa.

Quando si parla di vigneti, uva e vino, nel Veneto si deve per forza iniziare dalle provincie di Treviso e Verona, che da sempre fanno la parte del leone. Si tratta di due “sistemi vitivinicoli” tra i più importanti del mondo, con il Prosecco, l’Amarone e il Valpolicella sugli scudi. Basti pensare che dei 101mila ettari di vigneto veneto, ben 43.417 si trovano nella Marca e 30.289 nel veronese; seguono Venezia (10.523), Vicenza (8.197), Padova (8.168), Belluno (285) e Rovigo (284). A Treviso ovviamente prevalgono i vigneti a bacca bianca (88%), vale a dire Glera (Prosecco), mentre a Verona le uve a bacca bianca si “fermano” al 53%. A livello regionale le uve a bacca nera raggiungono appena il 26%. La graduatoria delle superfici vitate in base alle varietà di uva vede al primo posto il vitigno Glera (36.713), seguono Pinot Grigio (15.987), Garganega (8.779), Corvina (6.984), Merlot (5.990), Chardonnay (5.478) e via via tutti gli altri.

Nel Veneto, le aziende vitivinicole attive sono 27.513 con una superficie media di 3,6 ettari. Passando ai dati dell’export del vino, al terzo trimestre 2022 (ultimo dato disponibile), l’Italia presenta un fatturato di circa 5,8 miliardi di euro, con un rialzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del +12,2%, aumento dovuto alla crescita del prezzo medio, vista la stabilità dei quantitativi. Questi numeri non devono però ingannare, visto che per i principali mercati di destinazione del vino italiano, in volume di vino fermo in bottiglia, risulta un -3% verso gli Stati Uniti, -4% verso la Germania, alla quale si associa anche un -6% alla voce “vini frizzanti”. Quindi, togliendo l’effetto inflattivo, che sta pompando i prezzi, la crescita dell’export si smorza decisamente. In questo contesto, il Veneto si pone sempre al comando della classifica dei maggiori esportatori di vino in Italia, con una quota del 36% sul totale nazionale. La nostra regione, con circa 2,08 miliardi di euro (dato consolidato alla fine del 3° trimestre 2022), presenta una crescita maggiore rispetto a quella nazionale, visto che registra un rialzo del +16,6% rispetto al terzo trimestre 2021.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

Premio Wigwam Stampa Veneta 2022: i premiati

Premio Wigwam Stampa Veneta 2022 copia

Si è svolta venerdì 16 dicembre 2022 in aula consiliare della Provincia di Padova  la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del Premio Wigwam Stampa Veneta 2022 “Nuove generazioni per Comunità resilienti”. L’iniziativa del Premio è stata rivolta ai giovani under 25 anni, che da tutto il Veneto, ma anche dalle associazioni venete nel Mondo, hanno composto ed inviato articoli e video, all’insegna del recupero, della condivisione, della valorizzazione e consegna alle nuove generazioni della memoria dei nostri anziani, quale patrimonio della cultura immateriale delle Comunità Locali.

Ad aprire i lavori è stato Efrem Tassinato, presidente di Rete Wigwam, che ha illustrato gli scopi del Premio, cui sono seguiti i saluti di Luigi Alessandro Bisato, consigliere alla scuola e all’istruzione della Provincia di Padova, Lucia Pizzo, presidente della Commissione Educazione e Istruzione di Anbi Veneto e Alessandra Vaccari, della giunta del Sindacato dei Giornalisti del Veneto a nome di tutte associazioni della stampa partner del Premio. Riconoscimento che ha coinvolto oltre mille giovani e anziani portatori di esperienza e pubblicato oltre 300 elaborati, quindi impaginati, pubblicati e diffusi dalla testata istituzione Wigwam News nell’arco degli ultimi 12 mesi, per fare alle nostre Comunità, un regalo non consumistico e ricco di contenuti di umanità, solidarietà, comprensione, dialogo intergenerazionale. Un’iniziativa che si è avvalsa anche del volano rappresentato dal Progetto CEP – Cantieri di Esperienza Partecipativa, che ha per capofila Wigwam APS Italia ed è stato supportato dal contributo della Regione del Veneto con fondi statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

I premiati. La Giuria, riunitasi il 7 dicembre 2022, è stata composta da Monica Andolfatto – segretaria del Sindacato Giornalisti del Veneto Fnsi; Giuliano Gargano – presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto; Roberto Zalambani– presidente Unarga – Unione nazionale giornalisti agroalimentari e ambientali; Fabrizio Stelluto – presidente Argav; Domenico Vita – presidente di Ucsi Veneto – Unione Cattolica Stampa Italiana; Pietro Ruo – presidente di Ungp Veneto – Unione Naz. Giornalisti Pensionati; Lucia Pizzo – presidente della Commissione Educazione e Istruzione di Anbi del Veneto – Ass. Naz. Comuni del Veneto. Valutati i lavori ammessi, già gratificati da pubblicazione e divulgazione attraverso la testata WigwamNews, la giuria ha proclamato i seguenti vincitori: Federica Testa di anni 10 di Rosario (Argentina) per l’elaborato “Il coro veneto di Rosario, identitario di una comunità” – Premio di Euro 300,00 al miglior elaborato singolo categoria under 14 anni. Francesco Lista di anni 15 di Roverchiara (VR) per l’elaborato “Strazze, ossi e fero vecio, il riciclaggio di un tempo” – Premio di Euro 300,00 al miglior elaborato singolo categoria 15-18 anni. Silvia Cecchini di anni 22 di Negrar di Valpolicella (VR) per l’elaborato “Indagine sull’eresia catara tra il veronese e il Garda” – Premio di Euro 300,00 al miglior elaborato singolo categoria 19-25 anni. Gruppo dell’IIS 8MarzoLorenz di Mirano (Ve) per l’insieme dei loro 23 elaborati – Premio di Euro 800,00 al Gruppo formato da almeno 12 componenti per un insieme di almeno 12 elaborati. Gruppo Scuola Secondaria G. Negri di Lozzo Atestino (PD) per il video sul loro territorio – Premio di Euro 600,00 per il miglior video realizzato dal Gruppo di almeno 12 componenti.

Menzioni di merito. Per gli elaborati singoli categoria under 14 anni: Marianna Spagnolo di anni 9 di Thiene (VI) per l’elaborato “La storia del Salbanello del gelso di nonno Tommaso” e Nicole Degan di anni 11 di Borgo Valbelluna (BL) per l’elaborato “Come cosa si mangiava nel 1945 nella Valbelluna”. Per gli elaborati singoli categoria 15-18 anni: Vittoria Emiliani di anni 15 di Cerea (VR) per l’elaborato “La Ostiglia-Treviso durante la Seconda Guerra Mondiale”; Marina Salmaso di anni 15 di Sant’Angelo di Piove di Sacco (PD) per l’elaborato “La Terra ci chiede rispetto. Il Mondo è da risistemare”; Lucrezia Caloi di anni 17 di Buttapietra (VR) e Alessia Caloi di anni 15 di Vigasio (VR) per l’elaborato “Antonia e i riti del Natale. La Comunità Cimbra di Giazza”. Per gli elaborati singoli categoria 19-25 anni: Giulia Manzato di anni 20 di Arzergrande (PD) per l’elaborato “Mondo pulito con: Pinzaman e Pluto, il cane da ri-fiuto”; Asia Marchetti di anni 22 di Montagnana (PD) per l’elaborato “Come mi piacerebbe fosse il mio paese”; Aurora Faggionato di anni 20 di Thiene (VI) per l’elaborato “L’epopea del formaggio del thienese, tra il 1960 ad oggi”. Per i Gruppi formati da almeno 12 componenti per un insieme di almeno 12 elaborati: Gruppo Liceo Giorgio Dal Piaz di Feltre; Gruppo Alberi Vitali di Vicenza; Gruppo AUSF Padova; Gruppo Scuola Levi Civita di Padova; Gruppo Brenta Sicuro di Piove di Sacco (PD). Extra concorso Ilaria Vellar di anni 28 di Roana (VI) per l’elaborato “La musica dei Balt Hüttar, tradizione e lingua cimbra”. Al termine, è stato anche annunciato il lancio della seconda edizione del Premio Wigwam Stampa Veneta per il 2023. Una occasione  per i giovani che vorranno essere protagonisti del futuro loro e dei propri territori.

Il Premio, è stato promosso dalla Rete delle Comunità Locali Wigwam del Veneto è stato supportato dal partenariato di Anci del Veneto, dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti e da quello del Veneto e dalle associazioni regionali della Stampa: Sindacato Giornalisti FNSI, ARGAV, UCSI, UNGP, Assostampa Padova oltre che da UNARGA nazionale. Ed ancora, dall’Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, da AICQ Veneto e dal Festival del Viaggiatore. Hanno concesso il proprio patrocinio le Province di Padova, di Rovigo, di Vicenza, di Verona e di Belluno.

Fonte: servizio comunicazione Wigwam

Presepio Artistico di Segusino, l’edizione 2022 dedicata “alla normalità”. Visibile dalla notte di Natale, rimarrà aperto sino a domenica 5 Febbraio 2023.

Natività Presepio Segusino 2021“Normalità”: questo il titolo dell’edizione 2022 del Presepio Artistico di Segusino (TV), quarantennale iniziativa di prezioso volontario, che vede gli Amici del Presepio tornare all’opera con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di stupire del periodo pre-pandemico e bellico. 

La normalità ci sarà nelle scene del presepio: un calmo e quieto vivere di un tranquillo paesino veneto in stile anni 20-40-50 del secolo scorso, dove tutti i protagonisti sono impegnati a fare delle cose normali; senza scalpore, pessimismo e ansie.  Ritorneranno  anche alcuni presepi ed allestimenti di “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino”, che accompagneranno i visitatori attraverso le borgate del paese (Riva Secca, Riva Grassa, Stramare e Milies), alla scoperta di tanti bei piccoli angoli nascosti e degli allestimenti natalizi.

Apertura. Il Presepio Artistico di Segusino sarà aperto dalla notte di Natale fino a domenica 5 Febbraio 2023, festivi  9:00-12:00 e 14:00-19:00, prefestivi 14:30-19:00, feriali fino al 6 gennaio 14:30-19:00 e feriali dopo il 6 gennaio 15:00-18:00.   Tutte le info e il programma degli eventi collegati è su www.presepiosegusino.it  o alla pagina Facebook, Instagram e Twitter:  Presepio Segusino, mentre per vedere i principali video vi invitiamo a seguire il canale YouTube:  Presepio Segusino.

Fonte: Amici del Presepio artistico di Segusino