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Per le nuove generazioni ecco il Premio Wigwam Stampa Veneta 2022

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E’ entrata nel vivo in questi giorni la campagna rivolta ai giovani under 25 anni, del Premio Wigwam Stampa Veneta 2022 “Nuove generazioni per Comunità resilienti” che mette in palio riconoscimenti in denaro, per articoli e video, all’insegna del recupero, della condivisione, della valorizzazione e consegna alle nuove generazioni, della memoria dei nostri anziani, quale patrimonio della cultura immateriale delle Comunità Locali.

Il Premio, promosso dalla Rete delle Comunità Locali Wigwam del Veneto è supportato dal partenariato di ANCI Veneto, dall’Ordine dei Giornalisti e dalle associazioni regionali della Stampa: Sindacato Giornalisti FNSI, ARGAV, UCSI, UNGP, oltre che dalla sede in Veneto di UNAGA. Vi collaborano, tutte le Comunità Locali Wigwam del Veneto, il Festival del Viaggiatore e AICQ del Triveneto. Si tratta di un partenariato aperto al quale si vanno aggiungendo singoli comuni, scuole di ogni ordine e grado ed associazioni.

Gli elaborati prodotti, inoltre, saranno impaginati, pubblicati e diffusi dalla testata istituzione Wigwam News per fare alle nostre Comunità un regalo non consumistico e ricco di contenuti di umanità, solidarietà, comprensione, dialogo intergenerazionale. Un’iniziativa che si avvale anche del volano rappresentato dal Progetto CEP – Cantieri di Esperienza Partecipativa, che ha per capofila Wigwam APS Italia ed è supportato dal contributo della Regione del Veneto con fondi statali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

I giovani e i giovanissimi, potranno partecipare inviando articoli inediti che raccontino/documentino l’attivismo delle Comunità Locali per la preservazione, la cura e la valorizzazione delle peculiarità dei territori (ambiente, cultura, prodotti e piatti tipici, persone). Elaborati che potranno essere composti in chiave di cronaca attuale anche a mo’ di ricerca, di racconto e/o di intervista ai protagonisti.

Sono previsti tre premi di 300 Euro per elaborati individuali, uno per ogni categoria di età: under 14, 15-18, 19-25 anni. Un premio di 800 Euro di gruppo per il miglior insieme di almeno 12 elaborati. Ed un premio di 600 Euro per il miglior video realizzato da un gruppo partecipato da almeno 12 componenti. Una occasione per i giovani per iniziare ad essere protagonisti del futuro loro e dei propri territori. Per ricevere il bando e ulteriori info: direzione@wigwam.it  Tel. +39 049 9704413.

Fonte: Servizio stampa Wigwam

Siccità: scarse riserve idriche, non più rinviabile la realizzazione di nuovi invasi secondo Anbi Veneto

Siccità

Campagne a secco, scarse nevicate, acquiferi in calo. Il prolungarsi del periodo siccitoso che si sta registrando in Veneto configura all’orizzonte la tempesta perfetta. Una tempesta molto secca, in verità. A destare particolare preoccupazione, soprattutto in previsione della stagione delle irrigazioni, è la mancanza di acqua immagazzinata sottoforma di depositi nivali in montagna e i bassi livelli delle falde acquifere. “Poca neve in montagna oggi significa, in mancanza di piogge, poca acqua in pianura nei prossimi mesi. Paghiamo le scarse precipitazioni in bassa quota come in alta quota e soprattutto il disfacimento prematuro del manto nevoso a causa delle alte temperature – spiega Francesco Cazzaro, presidente di Anbi Veneto, l’associazione che riunisce gli 11 consorzi di bonifica e irrigazione regionali -. Questi depositi rappresentano solitamente un serbatoio d’acqua ancora più prezioso in primavera quando, con l’apertura della stagione irrigua, iniziano i prelievi nella rete idraulica secondaria che innerva il territorio e porta acqua alle campagne”.

Il dato più significativo proviene dal bellunese, sul bacino del Piave, dove in questo inizio d’anno il manto nevoso ammonta a 140 milioni di metri cubi d’acqua contro i 600 milioni di metri cubi di un anno fa. I primi a risentirne – dati Arpav – sono ovviamente i serbatoi montani, con un riempimento medio dei laghi alpini sul bacino del Piave pari a circa il 50% del volume invasabile e appena del 30% per i laghi alpini del bacino del Brenta, entrambi abbondante sotto la media storica (-40%). Ma i segnali d’allarme arrivano anche dal sottosuolo “la mancanza di precipitazioni anche nel mese di autunno ha comportato un abbassamento dei livelli degli acquiferi. I rischi maggiori si registrano nei territori costieri dove la mancanza d’acqua dolce nelle falde lascia spazio all’intrusione del sale marino”.

Il perdurare della siccità ha aggravato una situazione che già a dicembre segnava, sempre secondo Arpav, un 47% in meno di precipitazioni rispetto alla media del periodo, che scendevano al -63% nel bacino dell’Adige e al -60% nel bacino del Piave. Sempre a dicembre i principali fiumi regionali segnavano portate nettamente sotto la media: -51% per il Bacchiglione, -41% Brenta, – 33% Po, -20% Adige. A fine anno, l’indice SPI che misura la siccità nelle campagne, indicava un quadro di siccità da moderata ad estrema sul Polesine, nella Bassa Padovana e nella parte centro meridionale della provincia di Venezia “il quadro, a gennaio, è sicuramente peggiorato e a fine febbraio sarà già tempo di semine e trapianti e fioriranno gli alberi da frutto.” “La situazione che stiamo attraversando – conclude Anbi Veneto – ci ricorda che non è più rinviabile la realizzazione di infrastrutture per conservare l’acqua. Serve ampliare la capacità degli invasi e servono nuovi bacini per l’acqua, soprattutto in media pianura. Ma alla base di tutto serve soprattutto una pianificazione che si accompagni a dotazioni finanziare adeguate, soprattutto in questo periodo dove possiamo attingere dal Pnrr. I consorzi di bonifica del Veneto stanno già realizzando opere finanziate tramite Psrn per 150 milioni di euro e hanno pronte opere per altri 300 milioni di euro.”

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

 

La foresta di Bugoma, in Uganda, a rischio distruzione. Le associazioni che la difendono chiedono un aiuto.

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La socia giornalista Argav Beatrice Tessarin informa della campagna fondi organizzata dalle associazioni turistiche e di volontariato per la salvaguardia della foresta di Bugoma, nel sud-ovest dell’Uganda, minacciata dalla multinazionale Hoima Sugar che la sta estirpando per coltivare canna da zucchero (a questo link è possibile avere un’idea dell’argomento trattato). È una campagna molto coraggiosa di poche lungimiranti associazioni. I fondi servono per proseguire l’azione legale contro la multinazionale, che si è appropriata della foresta demaniale grazie a delle manovre contrattuali. Non lasciamoli soli. È una rovina enorme per l’habitat terrestre, per la biodiversitá, per gli animali che ci vivono, per i cambiamenti climatici, per l’intelligenza umana schiacciata sotto l’ottusitá del profitto. Per contribuire alla campagna fondi:

https://www.gofundme.com/f/save-bugoma-forest-2020?fbclid=IwAR3y64Rz9PpB2m5maXSojSj_6Q6t6WrMI_iSSMwUmdPVv0qNtgghkPKGCb4

28 gennaio 2022, incontro Argav-Wigwam dedicato alla comunicazione del vino

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Nel rispetto delle normative sanitarie, i soci Argav ritornano con il nuovo anno ad incontrarsi al circolo Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) per parlare di “Il vino…non si puo’ non comunicare”. L’incontro, realizzato su proposta del consigliere Emanuele Cenghiaro, si svolgerà venerdì 28 gennaio prossimo alle ore 18:30.

Interventi. Nella serata si avvicenderanno: Alice Lupi, giornalista e sommelier, direttrice de IL Sommelier della Fisar (rivista vincitrice del premio Gourmand Award 2021 – sezione Magazine World of WInes) ed autrice dell’e-book “Il Cervello di Bacco”. Alessandro Lazzarin, fotografo professionista, già vincitore dei premi Wine Photo Festival e Scatti Divini del Toscana Foto Festival. Collabora con studi grafici ed agenzie marketing, sviluppando progetti sia nel mondo del vino che della ristorazione. Sandro Bottega, imprenditore, contitolare dell’omonima azienda vitivinicola, il cui prosecco è il prodotto “a bollicine” più venduto nei “traveller shop” e nei “duty free” di tutto il mondo dopo il celebre Moet Chandon.  E’ l’uomo, che ha “reinventato” la grappa ed è conosciuto per la ricerca anche estetica delle sue bottiglie. Patrizia Loiola, coordinatrice Guida Slow Wine per il Veneto e Carmen Terranegra, presidente associazione “Arte&Vino”. Al termine (ore 20.30), Vittorio Pierobon, giornalista, presenterà il suo libro “Ecosfide – 20 storie di scelte alternative nel rispetto della natura. Sarà, inoltre, ospite La Casearia Carpenedo di Camalò di Povegliano (Treviso) per presentarci attività e prodotti, che avremo successivamente possibilità di degustare, abbinati a vini Bottega. Partecipazione su prenotazione con Green Pass

27-29 gennaio 2022, a Padova si parla di cammini e patrimonio rurale con rurAllure 

Turismo rurale

Dal 27 al 29 gennaio 2022 l’Università di Padova ospiterà ricercatori, università e istituzioni provenienti da tutta Europa per parlare di ripresa del turismo in fase post Covid. In particolare, ci si concentrerà sul patrimonio rurale che le principali rotte di pellegrinaggio in Europa offrono lungo i loro itinerari. Si tratta di una delle iniziative promosse da rurAllure, il progetto triennale finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio rurale situato in prossimità degli itinerari culturali e delle vie di pellegrinaggio.

I 4 progetti. Durante l’evento, verranno presentati i progressi e le prossime fasi di sviluppo dei quattro progetti pilota che compongono l’area di ricerca di rurAllure, lanciati ufficialmente nel mese di giugno 2021: dal patrimonio letterario lungo il Cammino di Santiago, ai siti termali di origine etrusca e romana lungo le tre rotte che conducono a Roma (ovvero la Via Francigena, la Via Romea Germanica e la Via Romea Strata), passando per il patrimonio etnografico sulla rete scandinava di Sant’Olav, fino alla ricchezza naturalistica che un pellegrino può scoprire lungo il cammino di Maria Ut, che attraversa l’Europa orientale e i Balcani, tra Ungheria, Slovacchia e Transilvania.

La città di Padova è tata scelta per questo importante meeting internazionale in quanto il Veneto è una zona nota per il suo patrimonio artistico, storico e termale, nonché una delle sei regioni italiane attraversate dalla via Romea Strata. Con i suoi 1.400 km (solo in Italia), si tratta del più vasto e vivo sistema di strade di un pellegrinaggio antico diretto verso Roma, ancora oggi percorribile. Lungo questa via millenaria è possibile immergersi nella storia e nella natura per scoprire alcuni dei siti termali utilizzati già da Etruschi e antichi Romani per le loro attività terapeutiche. Padova e la sua provincia, in particolare da Battaglia Terme a Candiana, è percorsa dalla via Romea Strata, nel suo tratto Romea Annia.

Il turismo lento. I pellegrini costituiscono un asset importante per il turismo in epoca post-Covid, considerato il crescente interesse per le attività all’aria aperta; a loro volta, le aree intorno alle vie di pellegrinaggio sono dei luoghi ideali per realizzare nuove esperienze culturali e dare nuovo valore al turismo di prossimità. In Italia, il connubio tra patrimonio termale e vie di pellegrinaggio rappresenta una carta vincente all’interno della promozione del turismo sostenibile, un vero trend dall’estate 2020: ne sono un esempio tangibile i numerosi siti termominerali localizzati in tutta Italia lungo la via Romea Strata, come Montegrotto Terme, per restare nel Padovano, o lungo la via Francigena in Toscana, con Saturnia e San Casciano, solo per citarne alcune.

Fonte: Servizio stampa rurAllure

Rigoni di Asiago (VI) acquisisce un’azienda francese specializzata nel cioccolato biologico

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Rigoni di Asiago (VI), l’azienda italiana leader nel biologico della famiglia Rigoni, ha acquisito Saveurs & Nature, azienda francese specializzata in cioccolato biologico. Partner dell’operazione Crédit Agricole FriulAdria, che ha erogato un finanziamento ESG linked collegato al raggiungimento di precisi obiettivi di sostenibilità da parte dell’azienda.

Fondata nel 1923, Rigoni di Asiago è una delle più importanti aziende produttrici di biologico in Europa, segmento nel quale è stata pioniera. I suoi marchi, realizzati con materie prime biologiche di alta qualità,hanno conquistato milioni di consumatori non solo in Italia ma anche a livello internazionale. Oggi, la Francia è il mercato export più importante per l’Azienda veneta; qui la sua crema spalmabile di nocciole, priva di olio di palma, è diventata la seconda nel ranking delle creme spalmabili (la prima per quanto riguarda il bio).  Nella foto in alto, Andrea Rigoni.

Fondata nel 2001, Saveurs & Nature, incarna i valori dei suoi fondatori, Valérie e Jean-Michel Mortreau, appartenenti a una famiglia di agricoltori biologici . L’azienda è nata nel retrocucina del ristorante biologico “RestObio”, a St Herblain, in cui i cioccolatini bio venivano offerti come accompagnamento al caffè. Il successo di questi cioccolatini fu talmente grande che la famiglia Mortreau decise di dedicarsi completamente alla produzione di cioccolato 100% bio. Nel corso degli anni, i loro prodotti si sono affermati presso la distribuzione specializzata. La società, che si trova in Vandea, nel comune di Saint Sulpice Le Verdon, impiega oggi 70 dipendenti tra cui 32 Maitres Chocolatier.

Fonte: Servizio Stampa Rigoni di Asiago

Gal Patavino, nuovi bandi per oltre 1 milione di euro di contributi

Turismo Sostenibile Tarvisiano

Il GAL Patavino ha aperto i termini per la presentazione delle domande di aiuto – il 22 marzo 2022 scadono i termini di invio – per i seguenti tipi di intervento:

Bando 3.2.1 Informazione e promozione sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, rivolto a Consorzi di tutela delle denominazioni di origine protetta (DOP), delle indicazioni geografiche protette (IGP) dei prodotti agricoli e alimentari; b) consorzi di tutela delle DOP e IGP dei vini.Contributi a fondo perduto per: azioni d’informazione e promozione riguardanti i prodotti agricoli che rientrano tra i regimi di qualità. Percentuale del contributo: 70% per azioni di informazione e di promozione. Minimo e massimo investimento: 10.000- 35.000 euro. Chi ottiene il contributo partecipa allo sviluppo locale del territorio: aumenta il valore aggiunto delle produzioni e sviluppa le filiere corte locali.

Bando 6.4.2 Creazione e Sviluppo di Attività extra-agricole nelle aree rurali, rivolto a microimprese e piccole imprese; persone fisiche. Contributi a fondo perduto per: creare e sviluppare attività extra agricole (artigianali, turistiche, commercio, di servizio…) a favore dello sviluppo locale nelle zone rurali. Percentuale del contributo: dal 35 al 40%. Minimo e massimo investimento: 15.000 – 80.000 euro. Chi ottiene il contributo partecipa allo sviluppo locale del territorio: Avviando o sviluppando attività imprenditoriali, l’area rurale diventa più attrattiva e competitiva, e accogliente per la comunità locale.

Bando 7.5.1 Infrastrutture e informazione per lo sviluppo del turismo sostenibile  nelle aree rurali rivolto agli Enti locali territoriali e all’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei per la valorizzazione, la riqualificazione e la messa in sicurezza di “infrastrutture su piccola scala” costituite da percorsi e itinerari esistenti, comprese le infrastrutture adiacenti ossia complementari. Il bando rinnova il sostegno ai progetti degli Enti che si aggregano per promuovere lo sviluppo del turismo sostenibile nell’area del GAL Patavino. Percentuale del contributo: 100% Minimo e massimo investimento: 140.000 – 200.000 euro

Bando 7.6.1 “Recupero e riqualificazione del patrimonio architettonico dei villaggi e del paesaggio rurale”rivolto agli Enti Locali per investimenti di carattere edilizio volti al recupero e riqualificazione di strutture e infrastrutture costituite da immobili ed elementi tipici dell’architettura e del paesaggio rurale. Percentuale del contributo: 100% Minimo e massimo investimento: 25.000 -150.000 euro. I testi integrali dei bandi possono essere scaricati alla sezione Bandi e finanziamenti – Bandi Pubblici. Per informazioni contattare il GAL Patavino: Tel.+39 0429.784872; email: servizio.tecnico@galpatavino.it; pec: galpatavino@pec.it

Fonte: Gal Patavino

La Natura salverà il mondo, nostro malgrado

Nocotiana

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav). Aveva ragione Dostoevskij! Perché la Natura è anche bellissima. Che la scienza non sia infallibile lo sappiamo bene. Il metodo scientifico parte dall’assoluta ignoranza di un argomento (come ci hanno spiegato bene Marco Paolini e Telmo Pievani ne “La fabbrica del mondo”), procede per ipotesi e verifiche con conferme o meno delle ipotesi. “E’ la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile: esso consiste, da una parte, nella raccolta di dati empirici sotto la guida delle ipotesi e teorie da vagliare; dall’altra, nell’analisi rigorosa, logico-razionale e, dove possibile, matematica di questi dati”. Non da verità assolute ma verità dinamiche che cambiano col tempo. Ciò che ci è dato sapere oggi sulle pandemie è che nascono da un salto di specie di virus; da specie selvatiche a noi umani (che siamo già ospitati da virus e batteri). Ciò perché noi uomini abbiamo sottratto tanto spazio alla Natura e continuiamo a sottrarla eliminando Habitat o compromettendoli in modo significativo. Questa è la causa più accreditata e verosimile del problema delle pandemie ma anche degli effetti della crisi climatica che si fanno sempre più evidenti.

In questa situazione in cui l’uomo sta perdendo o ha già perso il controllo di un pianeta che non gli appartiene (quindi inutile volerlo controllare, basterebbe l’umiltà di ascoltare un pianeta che sta soffrendo per l’eccessiva invadenza umana), nella situazione pandemica che stiamo vivendo, i vaccini sono uno strumento umano (e pertanto fallibile), che dà modo alla maggior parte delle persone di essere più protetti. Non vale per tutti, quindi, ma per la maggior parte (con percentuali di efficacia molto alte). E’ uno “scudo di latta” che ci può dare una buona protezione ma non una protezione assoluta. Dovremmo essere sempre consapevoli che ognuno di noi è un organismo olobionte, cioè costituito da tanti organismi tra cui miliardi di batteri e virus, molti dei quali ci sono indispensabili e che ci offrono protezione. Ma i vaccini, anche, non sono uno strumento che va ad agire sulle cause del problema bensì sugli effetti.

Il problema grave è che abbiamo occupato troppo spazio alla natura; e non è solamente un problema della Foresta Amazzonica ma anche molto più vicino a noi di quanto pensiamo. La Pianura Padana era una piccola foresta Amazzonica, deforestata al 99,9%. E’ per questo che gli Assessorati all’Urbanistica dovrebbero diventare gli Assessorati alla liberazione del Suolo e ciò è in linea con tutte le norme vigenti; anche e soprattutto della Regione Veneto. Si dovrebbero depavimentare le superfici impermeabili che non servono, dare più spazio a boschi, foreste, fasce boscate, siepi arboreo-arbustive… anche in città e vicino a noi.

Sempre dalla Natura, e in particolare dalle piante, arrivano buone notizie. Un gruppo di ricercatori canadesi ha elaborato un vaccino vegetale (tratto da Nicotiana benthamiana, nella foto in alto), già sperimentato su 24.000 persone con buoni risultati e che costa anche meno dagli attuali vaccini. Sembra che potrebbe essere utilizzato già da quest’anno e il fatto che sia un vaccino prodotto da un vegetale mi consola e mi dà fiducia, consapevole che si tratta sempre di un’opera fallace dell’uomo, uno “scudo di latta” in vista, speriamo, che gli uomini (e soprattutto gli amministratori), si rendano conto (studino e si informino), di quanto sia importante dare più spazio alla Natura, soprattutto nelle zone urbanizzate. Perchè da soli i vaccini non ci possono salvare ma proteggere solo un po’. Agiscono sugli effetti, non sulle cause. Della scienza dobbiamo un po’ fidarci (come d’altronde dobbiamo fare, senza sé e senza ma, nel caso di ictus, infarti, incidenti gravi, peritoniti,… ci portano all’ospedale e ci fanno quello che la scienza medica ha codificato sia meglio fare, e nella maggior parte dei casi fanno proprio dei miracoli), come dobbiamo invece essere consapevoli della necessità di un cambio di paradigma nei confronti della Natura. Sul documento “Strategia dell’UE per la biodiversità 2030 – riportare la Natura nella nostra vita” del 20 maggio 2020 si legge: “La Natura ci è indispensabile”.

La Natura, comunque, salverà il Mondo; che l’uomo riesca a capirlo oppure no.

Dal 20 gennaio al via la XXXII edizione del corso del Gruppo Giardino Storico Università di Padova dedicato alle “Foreste della città. I nuovi paesaggi dell’Antropocene”, ancora possibile iscriversi. Ad aprile 2022, in programma intervento del consigliere Argav Alessandro Bedin.

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(di Marina Meneguzzi, consigliera Argav) Una ventata d’aria fresca nel plumbeo tempo della pandemia! Questa la sensazione provata da chi segue le interessanti verdi dissertazioni tenute – anche per quest’anno on line – da docenti ed esperti del settore in occasione del corso di aggiornamento interdisciplinare sul giardino e il paesaggio organizzato dal Gruppo Giardino Storico di Padova, diretto da Francesca Dalla Vecchia e Francesca Chiesura Lorenzoni. Gli incontri inizieranno il 20 gennaio prossimo per terminare a giugno sulla piattoforma Zoom dell’Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Biologia-Orto Botanico, che ospita dal 1991 il corso allo scopo di contribuire alla formazione di una coscienza paesaggistica e alla salvaguardia del nostro patrimonio storico-ambientale. Dedicato dal 2003 alla memoria di Giuliana Baldan-Zenoni Politeo, sua ideatrice e animatrice, il gruppo è stato fondato da Patrizio Giulini ed è magistalmente coordinato da Antonella Pietrogrande.

Tema di questa trentaduesima edizone “Nelle foreste della città. I nuovi paesaggi dell’Antropocene”. Si parla sempre più di attività di riforestazione, dentro e fuori le aree metropolitane. Dopo una lunga colonizzazione antropica, indifferente ai siti e alle impronte ecologiche, le città stanno ora imboccando la strada della naturalizzazione, rivalutando il ruolo degli alberi nel ciclo ambientale urbano e convertendo le loro superfici mineralizzate, coperte di cemento, in aree vegetali. Si realizzano giardini ecologici e si evolve l’idea di parco che non è più inteso solo come giardino, luogo del verde e della natura, ma anche come occasione per riparare i danni dell’inquinamento, per recuperare aree marginali e luoghi interstiziali. Mentre si sta sviluppando un nuovo immaginario, peculiare della nostra epoca, di fascinazione per la biofilia e per la vita nel verde, nasce il concetto di città selvatica, si discute di foreste urbane e di micro-foreste. Tutto ciò si ripercuote nel paesaggio urbano, perché città e foresta sono due mondi antitetici da integrare. Ma come? Quali sono le visioni culturali adottate nelle trasformazioni e riqualificazioni? Il XXXII Corso esaminerà alcuni aspetti di queste trasformazioni in atto, invitando a una riflessione che potrà essere utilmente approfondita andando a ritroso nella storia, a partire da quella dell’arte dei giardini, al centro di un dibattito sul bosco e sulla foresta.

Lezioni ogni giovedì, dalle 17 alle 18.30/19.00. Per frequentare il corso si chiede di un contributo di partecipazione (quest’anno fissato a 30 € per tutti) da versare prima dell’inizio del corso, tramite bonifico bancario sulle coordinate del Gruppo Giardino Storico Padova IBAN IT39 X053 3612 1470 0004 0119 540, Banca Friuladria, Santa Croce, Padova oppure presso la libreria Il Libraccio (via Portello 42, Padova, tel/fax 0498075035, email libracciopadova@gmail.com). Viene chiesto anche di compilare una scheda dati (anagrafici, indirizzo email personale, ecc.), dotata anche di una liberatoria in cui l’iscritto/a autorizza ad inserire il suo nome e i suoi dati nella mailing list del GGS, secondo la vigente legge sulla privacy. Ulteriori info: giardinostoricounivpadova.it

Tra gli appuntamenti in programma, anche una tavola rotonda a cui parteciperà il giornalista consigliere Argav Alessandro Bedin, responsabile della gestione del Verde Pubblico al comune di Montecchio Maggiore (VI) e delegato del Veneto Associazione Pubblici Giardini. L’incontro si svolgerà il 7 aprile alle ore 17, sarà dedicato al tema “Scelta, impianto, cura e gestione delle piante nell’attuale crisi del clima e della biodiversità” e vedrà la partecipazione anche di Klaus-Jürgen Evert, già Direttore Parchi e Giardini di Stoccarda; Patrizio Giulini, Università di Padova, Gruppo Giardino Storico Università di Padova. La coordinazione dell’incontro sarà affidata a Francesca Dalla Vecchia , Università di Padova Dipartimento di Biologia, Gruppo Giardino Storico Università di Padova.

Lutto in casa Argav

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Nella mattina di domenica 16 gennaio scorso è mancato Romeo Donato, papà della consigliera Argav Nadia Donato. Le esequie si svolgeranno mercoledì 19 gennaio alle ore 15 nella chiesa della parrocchia del Carmine a Monselice.

Il Presidente, il Direttivo e i soci Argav si stringono intorno a Nadia e alla sua famiglia in questo momento di dolore esprimendole vicinanza e sentite condoglianze.