Si è tenuto nei giorni scorsi all’Ortomercato di Chioggia (VE il workshop sul tema “Gli itinerari del radicchio di Chioggia IGP, il prodotto promuove il territorio, prospettive per arricchire e diversificare l’offerta turistica locale”.
Trait d’union turistico tra 10 comuni di produzione in tre province venete. Grazie alla sua riconoscibilità internazionale, il radicchio di Chioggia Igp può diventare il trait d’union turistico di un territorio diviso tra: Venezia, Padova e Rovigo. Dieci Comuni, su tre differenti province in cui ricade l’area di produzione, che non sono mai stati uniti se non, appunto, dal colore rosso intenso degli orti. Il radicchio di Chioggia, insomma, potrebbe dare un nuovo nome a questa terra, il suo, proponendone le peculiarità non solo attraverso i valori organolettici, che la storia di produzione e le caratteristiche pedoclimatiche gli hanno conferito, ma anche attraverso sette percorsi che permetteranno di integrare all’offerta turistica già esistente con altre forme di visitazione, necessariamente lente quel tanto da permettere di scoprire, vivere e godere le tante bellezze artistiche e paesaggistiche della Laguna Sud e del Delta del Po.
Sette itinerari al di fuori dalle ordinarie vie di comunicazione, che portano nei luoghi più riposti della campagna, tra dune fossili, valli, casoni dal tetto di canna, giardini litoranei, musei e i tanti ristoranti che custodiscono le ricette del radicchio di Chioggia Igp e le tradizioni enogastronomiche locali. “L’area di produzione del nostro prodotto Igp – spiega il presidente del Consorzio di tutela del radicchio di Chioggia IGP, Giuseppe Boscolo Palo – è una terra ricca, generosa nel dare sapore e proprietà nutrizionali al nostro radicchio, ma può dare ancora molto in termini di fascinazione e qualità della vita. Così dopo 10 anni di incessante lavoro speso nella tutela e nella promozione del celebre “Principe Rosso”, oggi il nostro impegno si estende anche al suo regno”.
Una terra piena di fascino e di opportunità. I valori predominanti dell’area di produzione del radicchio di Chioggia Igp sono la bellezza e la vastità: la Laguna di Venezia con i suoi 550 chilometri quadrati è la più grande d’Italia, mentre il Delta del Po si estende su oltre 700 chilometri quadrati e si colloca tra i pochi apparati deltizi in Europa a raggiungere queste dimensioni. Il territorio del Delta, in alcune parti ancora integro, è di straordinario interesse naturalistico e rappresenta il più importante complesso di zone umide in Italia. Proprio per queste sue caratteristiche è anche fra i principali siti di interesse ambientale in Europa, paragonabile ad aree come la Camargue (Delta del Rodano) in Francia, il Delta del Danubio in Romania e Ucraina e il Parco Nazionale delle Doñana (foce del fiume Guadalquivir) in Spagna, tutte aree riconosciute come Riserve della Biosfera MaB UNESCO. L’area tuttavia finora ha conosciuto uno sviluppo turistico legato solo agli aspetti balneari, ma le mutate esigenze del turista italiano e internazionale verso il turismo lento offrono la possibilità di completare l’offerta con la visitazione di questo grande e affascinante territorio. Il turismo rurale, quello naturalistico e il cicloturismo, infatti, possono contribuire nell’integrare le presenze e gli arrivi degli attuali centri turistici: Rosolina con 142.000 arrivi e 1.055.000 presenze e Chioggia con 266.000 arrivi e 1.383.000 presenze. (Dati Sistema Statistico Regione Veneto 2018). Oppure rappresentare un’alternativa e un’integrazione al soggiorno dei più di 5 milioni di turisti che scelgono Venezia come luogo del loro viaggio o della loro vacanza.
Il turismo rurale e più in generale quello culturale, inoltre, possono rappresentare anche una concreta opportunità per aumentare la spesa media del turista. I dati contenuti in “Analisi del Sistema turistico del Veneto: la domanda, l’offerta, l’impatto economico, sociale e ambientale. Nov. 2018”, infatti, informano che la spesa più bassa si riscontra per la vacanza al mare (circa 67€ al giorno) mentre le vacanze per cui giornalmente si spende di più sono quelle culturali (134€ al giorno) e enogastronomica o green (circa 132€). In questo tipo di viaggi si evidenzia un maggiore coinvolgimento delle classi centrali della vita con una prevalenza della mezza età: circa il 20% ha 25-34 anni, circa il 30% ha 35-44 anni, quasi il 40% è tra i 45 e i 64 anni. È questa la fetta che potrebbe essere ampliata, proponendo al turista non solo le località più rinomate, ma attirandolo verso le altre preziose e molteplici destinazioni di cui l’area di produzione del radicchio di Chioggia Igp è punteggiata.
Il paesaggio del radicchio di Chioggia Igp. I secoli di orticoltura, in cui si inseriscono anche i quasi cento anni di storia che portano all’odierno radicchio di Chioggia Igp, hanno contribuito a creare un paesaggio del tutto originale. Non va dimenticato che la vocazione orticola della zona è documentata fin da 1700 con diverse “fraglie” ed istituzioni dedicate, tra cui la “Scuola di San Giovanni di ortolani” che, con i suoi 544 allievi, era seconda solo a quella dei pescatori. Dunque gli orti appartengono all’orizzonte antico del territorio e con i loro casoni e le pezze di terra sabbiosa variegata dalle stagionali colture sono un elemento del landscape di questa parte della costa adriatica. Luoghi del lavoro dell’uomo che perfettamente si inseriscono in quelli creati dalla natura: scanni, barene, valli da pesca, boschi e giardini litoranei, dune fossili, strade che oggi costituiscono elementi di fascino e di grande suggestività per il turista.
Un territorio vocato al turismo lento. Il territorio di produzione del radicchio di Chioggia Igp è naturalmente vocato al turismo lento. Il particolare paesaggio creato dai fiumi e dal mare, gli aspetti naturalistici in esso contenuti, il senso di pace, di salute e benessere uniti agli elementi culturali dei suoi principali centri urbani rende quest’area del Veneto estremamente affascinante per gli amanti del viaggio su due ruote. Tanto più che le principali ciclovie che attraversano il Nord Italia hanno come terminal proprio l’area tra la Laguna di Venezia e il Delta del Po. Da Ovest raggiungono l’Adriatico la Destra Adige, che collega il centro Europa con Rosolina, la B12 Ciclovia del Po, che dalle foci del grande fiume giunge nella zona meridionale del Delta veneto, la Ciclovia VenTo, che da Torino raggiunge Venezia e attraversa il centro di Chioggia, l’Itinerario Tartaro-Fissero-Canalbianco che dal Medio Polesine raggiunge Porto Levante. Da Nord invece scende il Corridoio Adriatico che da Trieste raggiunge Santa Maria di Leuca in Puglia.
I sette percorsi dedicati all’area di produzione del radicchio di Chioggia Igp sono stati pensati per collegare le importanti ciclovie presenti nella zona e per permettere al cicloturista di raggiungere i siti paesaggisticamente e culturalmente più interessanti dei dieci comuni, ovviamente tenendo sempre come riferimento gli orti del “Principe Rosso” e il suo particolare paesaggio fatto di piccoli casoni e del quotidiano lavoro dell’uomo. In via di sviluppo, una cartina in due lingue collegata al web da un Qr-Code, per le proposte di itinerario, roadmap e le schede di presentazione dei siti di interesse storico, architettonico e paesaggistico. Nonché le aziende disponibili per una visita e per conoscere le produzioni connesse al radicchio di Chioggia Igp e alla sua trasformazione. Si tratta di un strumento utile al turista, per muoversi è cercare nuove opportunità turistiche oltre all’offerta balneare.
Fonte: Con i piedi per terra
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Nell’ultimo decennio la presenza degli equidi ha registrato una crescita esponenziale in quasi tutte le regioni italiane. Un vero e proprio boom si è avuto nel Nordest, con un + 30%, mentre nel Centro e nel Mezzogiorno l’incremento è stato un po’ più del 20%. Un’esplosione dovuta sia alle attività legate all’universo agricolo, che ha proceduto al recupero e alla salvaguardia del patrimonio zootecnico, sia alla grande riscoperta del cavallo in ambiti come quelli dell’agriturismo, dell’ippoterapia e del turismo equestre in generale.
Oggi, grazie all’iniziativa dei soci polesani, il direttivo Argav si riunirà, verso le 10.30, all’Oasi Canneviè a Volano Codigoro (Ferrara). Questo l’ordine del giorno: approvazione verbale precedente; comunicazioni del Presidente; comunicazione della segretaria; domande iscrizione nuovi soci; nomina candidato premio ARGAV; pranzo di Natale; prossime attività 2019; varie ed eventuali.
Il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha redatto un progetto collettivo, “L’acqua volano per l’ambiente naturale per l’habitat di merli, usignoli e passeri nella gronda lagunare”, per la creazione di un habitat idoneo all’incremento della biodiversità in ambito rurale nella pianura veneta al fine di migliorare la qualità delle acque e sostenere la biodiversità naturalistica in aree agricole a gestione tipicamente intensiva. Gli interventi inseriti nel programma hanno previsto l’introduzione di infrastrutture verdi e di strutture funzionali all’incremento e alla valorizzazione della biodiversità naturalistica.
L’Ecoistituto del Veneto Alex Langer e la Fondazione ICU – Istituto Consumatori Utenti ripropongono anche per il 2019 il Premio Ecologia Laura Conti dedicato alle tesi di laurea. Giunto alla ventesima edizione, il premio continua nell’obiettivo di valorizzare tesi di laurea di neo laureati, lavori spesso pregevoli ma che troppe volte rimangono negli archivi delle Università. Fondazione ICU ed Ecoistituto del Veneto hanno come fine ricerca e divulgazione, rispettivamente, delle tematiche consumeriste ed ecologiche.
Il Commissario delegato per i primi interventi urgenti di Protezione Civile in conseguenza della contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova, Nicola Dell’Acqua, che ha l’incarico di completare le opere acquedottistiche necessarie a garantire acqua libera da PFAS entro il 21 marzo 2020, informa che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha comunicato di aver disposto un finanziamento integrativo pari a 23.530.00 euro, 20 milioni per l’annualità 2019 e 3.200.00 per il 2020, destinato a completare gli interventi emergenziali necessari a realizzare la nuova rete acquedottistica nelle aree inquinate da PFAS.
Una questione di AgriCultura
È stato presentato a Verona, in occasione di Fieracavalli, “NewPilgrimAge”, il progetto del programma Interreg Central Europe che l’Unpli Veneto, l’Unione delle Pro Loco del Veneto, sta completando e che ha per protagonista Martino di Tours, uno dei santi più conosciuti e amati d’Europa.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento di Toio de Savorgnani, premio Argav 2016 e di Michele Boato scritto per il periodico Tera e Aqua sull’iniziativa, anche da loro organizzata, domenica 10 novembre in Cansiglio.