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Piante officinali e alimurgiche protagoniste della nuova edizione di Smaq Veneto-Strategie di marketing per l’agroalimentare di qualità. Selezione dei partecipanti (aziende e “ambasciatori digitali”) rispettivamente entro il 31 agosto e 30 settembre 2026

Fondazione Cariparo e Fondazione Cariverona promuovono congiuntamente nei territori di Belluno, Padova, Rovigo, Verona e Vicenza il programma Smaq Veneto–Strategie di marketing per l’agroalimentare di qualità. Si tratta di un progetto che nasce dall’esperienza dell’Associazione Filiera Futura - associazione che vede riuniti 25 soci, tra fondazioni di origine bancaria, atenei ed enti di categoria - pensato per sostenere la competitività delle imprese del settore agroalimentare locale della filiera delle piante officinali e alimurgiche (quest'ultime sono le erbe che crescono spontaneamente e sono adatti al consumo umano). Queste tipologie di piante, infatti, rispondono alle aspettative di un mercato sempre più orientato verso ingredienti naturali e prodotti biologici. Una tendenza sostenuta dalla crescente attenzione dei consumatori alla salute, al benessere e alla sostenibilità, che porta a privilegiare prodotti di qualità ottenuti nel rispetto dell’ambiente.

Le aziende potranno accrescere le competenze digitali grazie a mirate attività di formazione, e saranno poi affiancate dal Project Manager e dai Digital Ambassador (Ambasciatori digitali), professionisti con elevate potenzialità e competenze nell’ambito dell’innovazione digitale. Due gli “inviti all'azione” (call to action) per selezionare le aziende e i Digital Ambassador che parteciperanno al progetto. La prima call è dedicata alle aziende agricole già operanti in questo mercato e a quelle con un potenziale innovativo operanti in altri settori di produzione, ma che potrebbero trarre vantaggio a intraprendere queste colture. La seconda call è rivolta ai Digital Ambassador, figure che affiancheranno le aziende portandole a familiarizzare con strumenti e soluzioni digitali.
 
Come partecipare. La call to action per la selezione dei Digital Ambassador dsarà aperta fino al 31 agosto 2026 alle ore 13.00, quella per le Aziende sarà aperta fino al 30 settembre 2026 alle ore 13.00. Ulteriori info: https://fondazionecariparo.it/iniziative/progetto-smaq-veneto-2026/

Fonte testo e foto: servizio stampa Fondazione Cariparo



Trentino. 28-30 agosto: porte aperte al vivaio del Parco delle terme di Levico in occasione di “Dalie, trame di petali”

Dal 29 al 30 agosto p.v., dalle ore 10 alle ore 18, il Parco delle terme di Levico (Trento) apre le porte del suo vivaio per un fine settimana dedicato alla fioritura delle dalie: oltre 150 varietà in pieno splendore, tutte da ammirare! Un’occasione unica per scoprire i mille colori e le diverse forme di questo fiore amatissimo, con tanti consigli utili per coltivarlo nei propri giardini e orti (entrata libera).

La dalia è il fiore nazionale del Messico, dove cresce spontaneamente in natura e veniva già coltivata dalle civiltà precolombiane, come gli Aztechi, che la usavano anche a scopo alimentare e medicinale. Il nome "Dahlia" fu dato in onore del botanico svedese Anders Dahl, allievo di Linneo.
Il genere Dahlia comprende circa 42 specie originarie prevalentemente degli altopiani del Messico e del Centro America, da cui derivano oltre 20.000 cultivar selezionate a scopo ornamentale. Oggi esistono dalie di ogni tipo: a palla, a cactus, a collare, semplici o doppie, e possono avere altezze che vanno da 30 fino 200 centimetri.

All’interno del parco saranno inoltre visitabili due mostre, sempre a ingresso libero: la prima, “Il mondo delle orchidee”, è una mostra permanente che va ad arricchire la serra del parco, e ha l'obiettivo di far conoscere meglio questa pianta, che raggruppa 28.000 specie botaniche (orario d’apertura: 10.00-13.00/13.30-18.30); la seconda, che si intitola “Spazi cólti: i giardini nella storia d’Occidente”, ed è allestita in Villa Paradiso, offre una visione dell'evoluzione dei diversi stili di giardini all'interno di un contesto europeo seguendo le diverse epoche storiche: dall'antichità al Medioevo, dall'Umanesimo all'Ottocento e fino alla contemporaneità. (orario d’apertura: 10.00-13.00/ 13.30-18.30).

Fonte testo e foto (Sova): servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale Parco delle Terme di Levico

Esiste davvero l’over tourism in Cansiglio?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Toio de Savorgnani e Michele Boato (Ecoistituto Veneto A. Langer), entrambi Premio Argav rispettivamente nel 2016 e nel 2019, Lara Negro e Giancarlo Gazzola (Mountain Wilderness Veneto), il testo seguente. 

13 agosto 2026. Al problema dell’affollamento domenicale in Cansiglio è stato dedicato un notevole spazio sulla stampa locale in occasione di domeniche molto calde in pianura e la ricerca di un po’ di sollievo in Cansiglio e si è parlato di overtourism come fosse il principale problema dell’altopiano, paragonandolo a quanto avviene  alle Tre Cime di Lavaredo o al Lago di Braies o altre località dolomitiche famose molto frequentate dai turisti nei mesi estivi  o anche invernali.

Ma  la prima domanda a cui dare risposta è se davvero esiste l’overtourism in Cansiglio? Noi riteniamo che la definizione di overtourism per il Cansiglio non sia corretta, siamo  a numeri del tutto diversi dal lago di Braies, anche 7000 presenze al giorno per intere settimane, poi ridotti a 4.500, stesso numero alle Tre Cime di Lavaredo con circa 300.000 auto all’anno nel grande parcheggio. La Val Gardena ha circa 10.000 abitanti ma i turisti in un anno possono superare gli 800.000.

Niente di tutto questo succede in Cansiglio e ci chiediamo se chi ha parlato di domeniche estive con 10.000 turisti possa dirlo in base a rilievi fatti, oppure è solo una cifra presunta e diffusa per creare allarme e voler arrivare a qualche risultato a tutti i costi e velocemente.

Gli operatori turistici del Cansiglio possono contare su meno di 15 domeniche all’anno, soprattutto quando in estate la pianura diventa bollente e in molti cercano un po’ di sollievo in quota. Anche quest’anno la gara automobilistica, la Vittorio Veneto-Cansiglio, ha bloccato la strada  per due giorni e mezzo, in alcuni anni le iniziative sportive che hanno annullato o ridotto l’accesso a Cansiglio sono state anche 3 o più. Poi durante le settimane anche estive, tranne che per qualche settimana attorno a Ferragosto, i turisti  in Cansiglio sono ridotti a numeri  più che accettabili.

I sindaci dell’area veneta parlano di numeri insostenibili e della necessità di mettere un biglietto di accesso, ma molto probabilmente le loro motivazioni non sono di tutela ambientale, bensì solo quella di chiedere una quota parte del guadagno. Non è un’idea nuova, infatti un sindaco delle  passate amministrazioni di Tambre ha tenuto bloccato per anni la creazione di parcheggi a pagamento in Pian Cansiglio con la richiesta di poter accedere ad una parte del biglietto. E’ la solita idea  del Cansiglio come bancomat...

Ma un biglietto d’accesso al Cansiglio è, a nostro avviso, una  proposta irrealizzabile, prima di tutto  perché l’altipiano è percorso dalla  strada provinciale 422 che lo attraversa tutto, quindi diventa difficile distinguere e separare chi vuole fermarsi in piana e chi vuole proseguire per l’Alpago. Ma il Cansiglio è diviso tra le due regioni Veneto e Friuli e quindi perché un turista dovrebbe pagare una tassa al Veneto se poi volesse frequentare la parte friulana? E poi sarebbe impossibile risolvere l’accesso solo con la prenotazione on line, quindi bisognerebbe creare dei caselli tipo autostradali o come quelli delle Tre Cime di Lavaredo, sia sul versante trevigiano che su quello alpagoto,  costosi e invasivi e il rischio di lunghe file e lunghe attese.

E se il guadagno poi andasse diviso tra il gestore regionale della foresta, Veneto Agricoltura, e i vari comuni o si dovrebbe imporre un biglietto parecchio costoso, con conseguente diminuzione dei turisti, oppure i guadagni una volta divisi sarebbero non rilevanti. Quindi quello dell’overtourism, pensato più come modo per far cassa che per una vera limitazione agli accessi, risulterebbe essere un ulteriore modo per avere più introiti che  per la salvaguardia ambientale.

Il Cansiglio, area di Rete 2000 protetta dall’Europa, ha bisogno di un progetto complessivo in cui l’ambiente sia davvero il protagonista principale  e le attività economiche dimensionate in modo tale da conservare il patrimonio naturalistico. E’ stato così finora anche se negli ultimi anni si sono verificate delle situazioni sulle quali merita porre l’attenzione e che saranno oggetto  dell’attività e dell’azione delle associazioni ambientaliste, Ecoistituto e Mountain Wilderness in testa.

Infine il Cansiglio è sempre stato un luogo libero, con regole da rispettare ma in grado di accogliere, nei fine settimana, numeri anche elevati di presenze, per poi tornare tranquillo durante la settimana (non come a Braies o alle Tre Cime, con grandi numeri tutti i giorni e per mesi). A parte qualche tentativo di trasformarlo in discoteca notturna, che difficilmente si ripeterà, chi frequenta il Cansiglio dimostra di essere consapevole della importanza della Foresta ed ha comportamenti adeguarti. L’abbandono di immondizie è relativamente raro, i comportamenti veramente scorretti sono rari forse mancano servizi igienici e il controllo, ma questo non è colpa dei frequentatori.
 


		

	

21-30 agosto 2026, Bosco Chiesanuova (Verona). Al via la 32esima edizione del Film Festival della Lessinia, rassegna cinematografica dedicata a vita, storia e tradizioni in montagna

In trentadue anni, il Film Festival della Lessinia (Ffdl) ha scelto di dare voce a diverse popolazioni del mondo per raccontare la vita, la storia e le tradizioni sulle montagne, nelle terre rurali, nelle più appartate periferie. Quest’anno la rassegna cinematografica internazionale, in programma a Bosco Chiesanuova (Verona) dal 21 al 30 agosto, e organizzata dall’Associazione Film Festival della Lessinia presieduta da Nadia Massella, sotto la direzione artistica di Alessandro Anderloni (vedi foto in alto), ha in programma un calendario di 107 eventi tra mostre, incontri, presentazioni editoriali, laboratori, concerti, escursioni e momenti di convivialità.

In questa edizione la rassegna compie un atto di opposizione nei confronti dell’inarrestabile omologazione culturale e lo fa rendendo omaggio alla “lingua madre”, intesa come ricerca delle proprie radici culturali e di consapevolezza della propria identità, di confronto con geografie, culture, tradizioni, usanze e storie diverse. La scelta è una naturale prosecuzione delle esplorazioni linguistiche e culturali che hanno attraversato i primi tre decenni della rassegna ed è un’esortazione a riflettere sul processo di omologazione culturale in atto nel nostro tempo. A partire da una considerazione: la montagna e in generale le zone rurali e periferiche costituiscono una riserva di ossigeno linguistico dove con gli idiomi minoritari rispetto alle zone urbane si conservano maggiormente e tengono vive usanze, tradizioni, ritualità e dinamiche sociali. Sono le radici nel passato che aiutano a rinsaldarsi nel presente come lo stesso manifesto del Festival riprende con la rielaborazione di un linguaggio pre-alfabetico: una lingua che precede la lingua.

La rassegna cinematografica vede una “babele” di storie che si completerà nella programmazione cinematografica sul grande schermo con 83 film, di cui 27 in anteprima italiana, provenienti da 43 Paesi e selezionati tra le circa mille opere prese in considerazione. Saranno presentati nel corso di 40 sessioni di proiezione nella sala del Teatro Vittoria mentre una ventina di film della selezione ufficiale saranno disponibili sulla piattaforma MyMovies dal 21 agosto al 6 settembre. 
Oltre ai numerosi registi, arriveranno in Lessinia altri attesi ospiti della rassegna Parole Alte, tra i quali: il meteorologo Luca Mercalli, la cantante Gigliola Cinquetti in dialogo con lo psichiatra Vittorino Andreoli, il cardinale e arcivescovo Jean-Paul Vesco a confrontarsi con il vescovo di Verona Domenico Pompili, gli scrittori Matteo Righetto e Paolo Malaguti, il fumettista Leo Ortolani e l’alchimista dei boschi Ferruccio “Fèro” Valentini. 

Tra gli anniversari, il Festival ricorderà: i cinquant’anni dal terremoto del Friuli; i cento anni dalla nascita del drammaturgo e attore Dario Fo e di Tina Merlin, scrittrice e partigiana italiana; l’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori. E ancora: i trent’anni dal rapimento e l’uccisione di sette monaci trappisti sulle montagne dell’Algeria. Una nuova sezione del Festival dedicherà spazio a progetti multimediali, performance teatrali, narrazioni musicali. Tra questi, la Sala Acustica con l’ascolto collettivo di un album musicale, con dialogo iniziale e finale.

Protagonista sarà poi il pubblico che nello spazio d’incontro davanti al Teatro Vittoria potrà trovare la Libreria della Montagna, a cura di Gianni Bussinelli Editore, aperta tutti i giorni con una selezione di pubblicazioni sui temi del Festival; la Trattoria Sociale con piatti della tradizione enogastronomica della Lessinia, a cura della Cooperativa Sociale Panta Rei, e l’Osteria del Festival, caffè e ristorante con una ricca offerta enogastronomica di prodotti della montagna veronese; il palcoscenico per gli incontri di Parole Alte, l’Aperitivo con il regista e i concerti serali con gruppi della tradizione popolare ed eventi di world ed etno-music. Qui all’aspetto culturale, come bene accessibile e integrato, il Festival intreccia l’attenzione al sociale attraverso iniziative mirate alla promozione dei valori dell’inclusione e del riscatto, dedicate in modo particolare a fasce di popolazione fragili coinvolte in un team di oltre 120 volontari.

L’edizione 2026 del Film Festival della Lessinia darà spazio a cinematografie inconsuete che provengono soprattutto dal continente africano (Nigeria, Kenya, Ciad, Sudafrica) e dall’Oriente (Singapore, Hong Kong, Cambogia). La giuria internazionale sarà composta da: Helene Christanell (Italia), Azza Hourani (Giordania), Vanina Lappa (Italia), Diogo Varela Silva (Portogallo), Matthäus Wörle (Germania). Per la prima volta nella storia della rassegna le registe saranno la maggioranza. 

Tra lungometraggi, cortometraggi e film di animazione saranno 22 i film nella sezione Concorso a competere per la Lessinia d’Oro al miglior film in assoluto, la Lessinia d’Argento per il miglior lungometraggio e per il miglior cortometraggio e il Premio della Giuria. Nella sezione FFDLgreen, dieci film parteciperanno all’assegnazione del premio “Green Planet Movie Award”. Otto opere cinematografiche comporranno invece la sezione Montagne italiane. Il Festival nel Festival FFDL+ avrà in programmazione 29 film di animazione e cortometraggi per bambini e adolescenti: una selezione internazionale sui temi della natura, del rapporto tra il mondo dell’infanzia e quello adulto, degli interrogativi di fronte alle sfide climatiche. La Retrospettiva renderà omaggio alla lingua madre vista dalla prospettiva femminile con quattro film di altrettante registe. Tra gli eventi speciali, il Festival presenterà, in anteprima assoluta, uno spettacolo visivo e musicale con la proiezione di rare immagini della trasmissione L’Italia dei dialetti, per gentile concessione degli archivi Rai, accompagnate dall’esibizione musicale di canzoni nei dialetti italiani. Programma completo su: ffdl.it.

Fonte: servizio stampa Ffdl

Settore primario Veneto: nel 2025 aumentato il valore della produzione agricola. Negativo l’export

La produzione lorda agricola del Veneto nel 2025 vale 8,5 miliardi di euro, registrando un incremento di 590 milioni rispetto all’anno precedente (+7,4%). A certificarlo è il rapporto 2025 sulla congiuntura del comparto agroalimentare pubblicato da Veneto Agricoltura. Decisivi, in questo senso, soprattutto l’aumento dei prezzi (+5,1%) oltre che dei volumi prodotti (+2,2%), con equilibri differenti tra i comparti del settore primario veneto.

Nello specifico, le coltivazioni agricole, caratterizzate da un incremento di valore del 5,2%, hanno giovato più della crescita delle quantità prodotte (+4,1%) che dell’aumento dei prezzi (+1%), grazie soprattutto alla buona resa di alcuni dei fiori all’occhiello dell’agricoltura veneta.

Durante la vendemmia 2025, sono stati raccolti quasi 15 milioni di quintali di uva raccolti, in crescita del 6,8% sul 2024. Tra le colture industriali di punta sul territorio nazionale, soia e tabacco hanno fatto segnare rispettivamente un +4,1% e un +16% sui quantitativi del 2024.

Incisivo anche l’andamento delle colture ortive (+14%, con 875.000 tonnellate prodotte), che insieme alla ripresa del mais, principale coltura cerealicola regionale (+14,3%), hanno controbilanciato l’annata complessa dei cereali autunno-vernini e contribuito ad attenuare la contrazione produttiva registrata dalle colture frutticole (-9,9% in confronto al 2024). Stabile il settore florovivaistico con 1,8 miliardi di unità prodotte. 

Bilancio positivo anche sul versante della zootecnia, con un valore generato in crescita del 12,4%. Al contrario però delle coltivazioni agricole, qui l’incremento delle quotazioni è stato predominante rispetto ai volumi produttivi, che sono sostanzialmente invariati rispetto al 2024.

Entrando nel dettaglio degli allevamenti veneti, il comparto suinicolo è l’unico a registrare un calo del valore della produzione ai prezzi di base, sceso a 264 milioni di euro (-3,7%). Tutti gli altri comparti hanno mostrato significativi rialzi, in particolare i bovini da carne (+19,7%) e gli avicoli (+13,1%). In risalita del 10,4% anche il valore del latte bovino (687 milioni di euro), che include il latte destinato alla trasformazione casearia. 

Pure sul fronte della produzione ittica si registra un aumento del prezzo medio dei pesci venduti nei sei mercati regionali (+12,5%), che così, nonostante il calo produttivo del 7,5%, hanno potuto contare su un fatturato più consistente (54,8 milioni di euro totali, +4,2% sul 2024). Continuano invece le difficoltà per il comparto delle vongole di mare, con le draghe idrauliche dei Co.Ge.Vo veneti rimaste in porto tutto il 2025, ma in ripartenza in questo 2026 grazie a un accordo siglato da Veneto Agricoltura con gli stessi Co.Ge.Vo lo scorso aprile.

Spostando il focus, invece, sul contesto lavorativo e commerciale vissuto dalle aziende agricole nel 2025, emerge un quadro ambivalente: il numero delle imprese agricole registrate alla Camera di Commercio, in linea con l’andamento generale del Veneto, è diminuito del 2,1% (56.553 unità totali), mentre l’occupazione, con 58.000 addetti, è salita del 5,3%.

Negativo, infine, il saldo della bilancia commerciale con l’estero dei prodotti agroalimentari (-423 milioni di euro), a causa di una crescita delle importazioni (10,8 miliardi, +12,5%) più cospicua di quella delle esportazioni (10,5 miliardi, +4,8%).

Ripristinati dalla Regione Veneto i Serrai di Sottoguda nelle Dolomiti Bellunesi

Sono stati inaugurati il 31 luglio scorso i Serrai di Sottoguda - gola naturale scavata dal torrente Pettorina ai piedi della Marmolada, in provincia di Belluno –, completamente ripristinati fino a Malga Ciapela, restituendo al Veneto uno dei suoi luoghi naturalistici più suggestivi dopo i gravissimi danni provocati dalla tempesta Vaia nel 2018. 

Un'opera complessa di ricostruzione, consolidamento e messa in sicurezza che riconsegna a cittadini e turisti uno dei simboli delle Dolomiti Bellunesi, patrimonio di straordinario valore paesaggistico e ambientale. «Per raggiungere questo risultato – ha dichiarato l'assessore regionale all'Ambiente, Elisa Venturini– la Regione del Veneto ha investito 13 milioni di euro, risorse che hanno permesso di realizzare un intervento complesso dal punto di vista ingegneristico e ambientale».

«Desidero ringraziare le strutture regionali competenti, Veneto Acque, il Comune di Rocca Pietore, i progettisti, le imprese esecutrici e tutti i lavoratori che hanno contribuito alla realizzazione dell'opera. Un grazie anche a tutte le istituzioni coinvolte nel corso degli anni, compresa la precedente Giunta regionale guidata dal Presidente Luca Zaia, con l'allora Assessore Gianpaolo Bottacin, che ha seguito l'avvio di questo importante progetto».

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

Bollettino ANBI Veneto disponibilità risorsa idrica a luglio in Veneto: -70% Adige, -69% Bacchiglione, -68% Po, -42% Brenta. La crisi continua ad agosto

Dati Arpav alla mano, a fronte di precipitazioni inferiori alla media (-9% a luglio e -24% dall'inizio dell'anno idrologico) e di un mese particolarmente caldo (+1,3 °C), la situazione dei fiumi registra criticità diffuse e marcate, con picchi negativi per l'Adige (-70%), il Bacchiglione (-69%), il Po (-68%) e il Brenta (-42%) mentre le falde dell'alta pianura restano su livelli estremamente bassi.

Le proiezioni elaborate del CeSpII Centro di Sperimentazione per l’Innovazione Irriga istituito presso il Consorzio di Bonifica LEB delineano per il mese di agosto una condizione di diffusa siccità climatica su gran parte del territorio veneto, in particolare nelle aree centro-settentrionali.

L'effetto congiunto della scarsità di piogge e dell'elevata evapotraspirazione sta esaurendo rapidamente la riserva idrica del suolo, rendendo necessaria una gestione mirata del terreno e il costante monitoraggio dei canali per sostenere le colture nelle fasi fenologiche più critiche.

«La prolungata sofferenza dei corpi idrici superficiali osservata nel mese di luglio deriva in modo diretto dall'esaurimento della componente nivale e dalle persistenti elevate temperature registrate in quota», dichiara Silvio Parizzi, direttore di ANBI Veneto. «In questo scenario complesso, i Consorzi di bonifica hanno assicurato la continuità del servizio irriguo mediante un'azione di gestione dinamica ed equilibrata, applicando riduzioni selettive alle derivazioni laddove necessario. L'adozione di tecnologie avanzate, il monitoraggio costante e il progressivo efficientamento delle reti consentono oggi una gestione razionale della risorsa, ma si conferma indispensabile l'attuazione di investimenti strutturali per rafforzare la resilienza del sistema».

«Il comparto agricolo sta affrontando questa ennesima fase critica con estremo senso di responsabilità», sottolinea Alex Vantini, presidente di ANBI Veneto. «Le limitazioni concordate con la Regione del Veneto sulla quota di derivazioni, in particolare lungo l'asta del fiume Adige, rappresentano un impegno gravoso per le aziende agricole del territorio, reso tuttavia necessario per salvaguardare la risorsa idrica, tutelare l'equilibrio degli ecosistemi e garantire la priorità degli approvvigionamenti civili. Risulta ora imprescindibile definire una programmazione infrastrutturale di lungo periodo affinché gli impatti dei cambiamenti climatici non continuino a gravare in modo sproporzionato sul settore primario».

Fonte: servizio stampa ANBI VENETO

Cansiglio estate 2026, ad agosto entra nel vivo la rassegna di eventi tra natura e cultura

Con l'arrivo di agosto entra nel vivo Cansiglio Estate 2026, la rassegna organizzata da Veneto Agricoltura in collaborazione con associazioni, guide ambientali escursionistiche ed esperti del territorio, che da maggio a ottobre accompagna visitatori e appassionati alla scoperta dell'Altopiano del Cansiglio attraverso un ricco programma di eventi, visite guidate ed esperienze dedicate alla natura, alla biodiversità, alla storia e alle tradizioni locali.

L'iniziativa nasce con l'obiettivo di valorizzare uno dei patrimoni naturalistici più preziosi del Veneto, offrendo attività pensate per tutte le età e capaci di far conoscere la straordinaria ricchezza ambientale e culturale della Foresta del Cansiglio.

Per tutto il mese il calendario proporrà visite guidate al Giardino Botanico Alpino "G. Lorenzoni", che custodisce oltre mille specie vegetali rappresentative degli habitat del massiccio Col Nudo-Cavallo, e al Museo dell'Uomo in Cansiglio, punto di riferimento per conoscere la storia della presenza umana sull'altopiano, dalla Preistoria fino ai giorni nostri.

Ampio spazio sarà dedicato anche alle esperienze nella Foresta del Cansiglio: escursioni naturalistiche, passeggiate al chiaro di luna, bagni di foresta, laboratori per bambini, incontri con esperti, concerti, attività dedicate alla biodiversità e alla fauna selvatica, oltre a itinerari che permetteranno di approfondire temi come il lupo, i grandi alberi monumentali, le erbe spontanee, i villaggi cimbri, gli effetti della tempesta Vaia, gli scavi archeologici e il mondo della micologia.

Grazie alla collaborazione con le realtà che operano quotidianamente sul territorio, Cansiglio Estate 2026 propone un'offerta ampia e diversificata, capace di coniugare divulgazione scientifica, educazione ambientale e turismo sostenibile, offrendo ai visitatori un modo autentico di vivere e conoscere il Cansiglio. Il programma completo della rassegna, costantemente aggiornato anche in base alle condizioni meteorologiche, è consultabile online all'indirizzo: https://associazionelorenzoni.it/cansiglio-estate/

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

Tra visite guidate, escursioni, incontri divulgativi, spettacoli e attività per tutte le età, proseguono gli eventi estivi dell’Orto botanico di Padova

Prosegue fino a settembre “Estate all'Orto”, con un nuovo calendario di iniziative dedicate alla scoperta del patrimonio botanico e naturalistico dell'Orto botanico di Padova.

Mercoledì 12 e 19 agosto
il Giardino della biodiversità apre le proprie serre eccezionalmente in orario serale, offrendo l'opportunità di attraversare i principali biomi del pianeta in un'atmosfera suggestiva e raccolta, alla scoperta degli adattamenti di oltre 1.300 specie vegetali.

Mercoledì 26 agosto l'incontro "Praterie aride e biodiversità: tutela e ripristino degli habitat" approfondisce il valore ecologico dei prati aridi dei Colli Euganei e le strategie messe in campo per la loro conservazione.

Venerdì 28 e sabato 29 agosto l'escursione "Ripristino degli habitat prativi del Monte Cecilia" conduce sul campo per osservare da vicino questi ambienti e gli interventi realizzati per tutelarli.

Sabato 5 settembre
la rassegna estiva si conclude con “L'Orto in gioco”, una giornata di attività, laboratori, spettacoli e visite guidate dedicata a bambine, bambini e adulti, per scoprire il mondo delle piante divertendosi.

Le vendite sono aperte fino a esaurimento dei posti disponibili. Tutte le informazioni e le modalità di partecipazione sono disponibili nelle pagine web dei singoli eventi.

Fonte: Orto botanico di Padova

Nel Delta la portata del Po scende verso i 200 mc/s, Porto Tolle (Rovigo) al collasso, ma iniziano i raccolti

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Con 206 mc/s registrati a Pontelagoscuro (Ferrara), la portata del fiume Po ha registrato lo scorso 5 agosto pomeriggio il livello più basso – per quanto riguarda il tratto alla foce – di quest’estate da incubo. Dopo una parziale ripresa nella notte, il livello è tornato a scendere e punta decisamente sotto la soglia psicologica dei 200 mc/s.
 
Il cuneo salino circonda ora l’unità territoriale di Porto Tolle (Rovigo)costringendo il Consorzio di Bonifica Delta del Po a chiudere tutte le derivazioni irrigue. L’Osservatorio permanente del fiume Po, riunitosi nella mattina del 6 agosto 2026, non ha potuto far altro che prendere atto della situazione, che è ancora più grave rispetto alla settimana scorsa, quando il livello di severità era stato elevato al massimo. Qualche beneficio potrebbe derivare dalle precipitazioni sull’arco alpino, ma con gli invasi idroelettrici scarichi e i prelievi a monte ridotti, le portate attuali sono sostenute solo dalle restituzioni dei sistemi irrigui. Questo non basta a dar respiro al Polesine e al Delta, la cui linea di costa si è virtualmente ritirata di almeno 20 km nell’entroterra dai primi di giorni di luglio.
 
“Dopo la grande siccità del 2022, stiamo di nuovo assistendo al collasso del territorio – afferma il direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po Rodolfo Laurenti –. Porto Tolle (nella foto in alto) e Polesine Camerini sono isole in mezzo a un mare che ormai lambisce Taglio di Po e Porto Viro”. “In una crisi entrata nel vivo già sul finire della primavera, l’agricoltura è sopravvissuta per le misure emergenziali intraprese dal Consorzio di Bonifica – spiega la presidente Virginia Taschini - . Il nostro personale, grazie all’esperienza e alla conoscenza capillare del territorio, ha svolto un lavoro chirurgico nel gestire i livelli di risorsa attraverso bypass, motopompe e turnazioni serrate. Attraverso queste misure anche a Porto Tolle si è portato a compimento il ciclo di maturazione delle piante; in questi giorni gli agricoltori avviano la fase dei raccolti e potranno quantificare le rese e, dunque, la redditività". “Ora l’attenzione è concentrata sulle risaie – conclude la presidente -, con il riso che non è ancora arrivato a maturazione e dovrà pertanto far affidamento sulla pochissima acqua in circolazione nella rete consortile, nella speranza di piogge che però al momento non si vedono”. 

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto