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Padova celebra lo “stile italiano” tra Italia, Slovenia e Croazia

(di Nadia Donato, consigliere Argav). Si e' svolta martedi' 12 maggio scorso al Caffe' Pedrocchi di Padova, davanti ad una platea di giornalisti e comunicatori, la presentazione del progetto "Stile Italiano nel Nordest europeo tra Veneto, Slovenia e Croazia", rete che coinvolge 185 imprese di questi territori, attive in molti settori, dal turismo ai servizi, dall'agroalimentare all'innovazione. Stile italiano e' una piattaforma che valorizza aziende, professionisti, artigiani e nuove attivita' con strumenti moderni. 

Il 12 maggio e' una data molto significativa per il Veneto: nell'anno 1797 finisce ufficialmente la Repubblica di Venezia, detta Serenissima, ma corrisponde anche al 20° anniversario del Consolato Onorario della Repubblica di Croazia in Veneto, guidato da Nela Srsen, nato nel 2006 per valorizzare imprese, territorio e identita' italiana, attraverso una rete moderna capace di creare opportunita' tra le due sponde dell'Adriatico.

Presenti, oltre al presidente della giunta esecutiva dell'Unione Italiana Marin Corva, che ha aperto l'incontro sottolineando come "Stile Italiano" rappresenti un progetto concreto per la valorizzazione di imprese, territorio e identità italiana attraverso una rete moderna capace di creare nuove opportunità tra le due sponde dell''Adriatico, Nela Srsen, console onorario della Repubblica di Croazia in Veneto, che ha ricordato il lungo e impegnativo percorso della Croazia verso l'integrazione europea e il ruolo della nostra regione legata da storici rapporti culturali, economici e umanitari.

E' stata l'occasione per presentare il "Gelato delle Dolomiti": Alberto Pierobon di Creative Menu' ne ha descritto la qualita' e la genuinita' che nascono dalla scelta accurata delle materie prime e dalla maestria dei gelatieri delle Dolomiti, che hanno diffuso questo fresco e gradito alimento. "Il gelato ha il potere di "scacciare" i brutti pensieri - ha detto Pierobon -, porta spensieratezza. Questo gelato esiste da oltre 200 anni; e' un alimento semplice, fatto di pochi ingredienti, adatto a tutti. La capacita' dei bellunesi e' stata quella di diffondere il gelato in tutto il mondo".

E' stato poi presentato in anteprima "Biscu", un biscotto al tiramisu' nato dalla sapiente creatività' della Biscotteria Veneziana Carmelina, dell'isola di Burano, che da sempre con i propri dolci interpreta con stile uno dei dolci simbolo dell'Italia. Un biscotto elegante, con note di cacao, caffe' e vaniglia.

Nel corso della conferenza Raffaele Ambruoso, Ad dell'aereoporto Nicelli del Lido di Venezia, ha rilanciato il progetto dei collegamenti in idrovolante tra le due sponde dell'Adriatico, per il recupero della storica tradizione nata a Lussino all'inizio del Novecento con le prime rotte tra Venezia, Trieste e la costa orientale dell'Adriatico.

Il coordinatore di Europa Adriatica Nordest, Vittorio Baroni, ha infine ricordato il percorso sviluppato dopo l'intesa firmata nel 2023 al Teatro la Fenice di Venezia e la successiva Carta di Fiume: "L'Adriatico merita di essere vissuto sempre piu' come ponte tra comunita', economie e culture".

Cansiglio Bike Day: il 24 maggio una giornata su due ruote nel cuore del Pian Cansiglio

Torna uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti della bicicletta e della natura: il Cansiglio Bike Day. Domenica 24 maggio il suggestivo altopiano del Pian Cansiglio, al confine tra le province di Treviso e Belluno, si trasformerà in un grande spazio dedicato alla mobilità sostenibile, allo sport e alla scoperta del territorio, offrendo un’esperienza unica immersi nei paesaggi incontaminati della foresta del Cansiglio. L’evento, organizzato dall’Associazione di Promozione Turistica Alpago Cansiglio aps e Veneto Agricoltura, ha l’obiettivo di promuovere uno stile di vita sano, incentivare il turismo sostenibile e valorizzare le bellezze del Pian Cansiglio.

L’iniziativa è aperta a tutti: famiglie, appassionati, sportivi e semplici curiosi potranno vivere una giornata all’aria aperta in totale sicurezza. Quest’anno ci saranno percorsi anche per i più piccini, infatti, è stato aggiunto il Brevettino del Pian Cansiglio per avvicinare i piccoli a questo sport rispettando la natura. I percorsi, adatti a diversi livelli di preparazione, consentiranno di attraversare uno dei contesti naturalistici più affascinanti del Nord Italia, tra faggete secolari, radure e panorami mozzafiato.

«Il Cansiglio Bike Day rappresenta un’occasione speciale per riscoprire il territorio in modo lento e rispettoso dell’ambiente», dichiarano gli organizzatori. «Invitiamo tutti a partecipare per condividere una giornata all’insegna dello sport, della natura e della convivialità». Per la partecipazione è richiesta l’iscrizione da effettuare al sito http://www.keepsporting.com. L’iscrizione dà diritto alla copertura assicurativa, al pacco gara e al lunch. Si raccomanda l’uso del casco e il rispetto delle norme di sicurezza. Per ulteriori informazioni e aggiornamenti sul programma è possibile consultare i canali ufficiali dell’evento: http://www.alpagocansiglio.eu – Facebook ed Instagram @cansigliobikeday

Fonte: servizio stampa Cansiglio Bike Day

23 maggio, a Mestre (Venezia) il corso di formazione giornalisti dal tema “Come informare sul futuro: non bisogna fare di tutte le onde un fascio-Debunking su campi elettromagnetici, biosfera ed agricoltura”

Sabato 23 maggio, dalle ore 9 alle ore 13, nella sala Lux Giovanni Paolo II della Parrocchia SS. Gervasio Protasio, piazza Carpenedo, Mestre (Venezia), si svolgerà il corso di formazione giornalisti “Come informare sul futuro: non bisogna fare di tutte le onde un fascio- Debunking su campi elettromagnetici, biosfera ed agricoltura”, organizzato da Odg Veneto in collaborazione con Argav (iscrizione piattaforma formazione giornalisti).

L’argomento trattato. Gli organismi viventi evolvono all’interno di un ambiente pervaso da campi elettromagnetici, che possono influenzare processi cellulari, fisiologici e sistemici. L’agricoltura di precisione, ad esempio, impiega tecnologie basate su segnali elettromagnetici per il monitoraggio di suolo e colture, integrando sensoristica e modelli predittivi. E’ importante quindi sapere come tali campi interagiscano con la biosfera, così come i meccanismi biologici e biochimici, con cui le piante percepiscono e rispondono a stimoli elettromagnetici naturali ed artificiali. Obbiettivo del corso è insegnare a distinguere tra correlazioni osservate, causalità dimostrata ed ipotesi ancora da verificare. Nel contesto agricolo, la sensibilità ai campi geomagnetici viene esaminata dal punto di vista della fisiologia vegetale: germinazione, crescita, ritmi biologici e risposta allo stress rappresentano possibili ambiti di interazione; contestualmente, l’elettrocultura in aree rurali solleva interrogativi su salute ambientale e sostenibilità. Il corso insegnerà ad integrare dati sperimentali, evidenze cliniche e conoscenze biologiche, promuovendo una valutazione equilibrata dei rischi e delle opportunità, rafforzando il rigore metodologico e la chiarezza dell’informazione per evitare derive speculative.

Programma. Ore 9:00 “La storia dei rapporti della mente umana con ciò che la scienza ha dimostrato che esiste ma che non si vede, né si percepisce”, Riccardo Panigada, giornalista scientifico, consigliere Argav; ore 10:00 “Gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sul corpo umano”, Laura Masiero, architetto, ricercatrice, presidente di APPLE (Associazione Per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog); ore 11:00 “Campi elettromagnetici: come funzionano davvero e loro future applicazioni”, Riccardo Gatti, ricercatore fisico-matematico, fondatore di Wide3; ore 12:00 “Interazioni elettromagnetiche nei sistemi biologici, implicazioni fisiologiche su piante ed ecosistemi”, Igor Lamberti, medico e biologo. Coordina: Fabrizio Stelluto, presidente Argav.

23 maggio, dalle 21 alle 24 l’Ecomuseo della Paglia fa rivivere nel centro storico di Crosara di Marostica (Vicenza) gli antichi mestieri

In occasione della “Notte europea dei musei”, in programma sabato 23 maggio, l’associazione culturale Terra e Vita, che gestisce l’Ecomuseo della Paglia a Crosara di Marostica (Vicenza), visitato dai soci Argav nell’agosto del 2023, farà tornare il centro storico della cittadina indietro nel tempo.

Per festeggiare i 25 anni dalla nascita, il piccolo ma delizioso museo “uscirà” infatti dalle sue stanze per farsi scena viva con 50 figuranti de “Le Arti per Via” che, dalle 21 alle 24, daranno vita all’evento “Quando la strada diventa Museo e il Museo diventa spettacolo”, con la rievocazione di antichi mestieri e arti rurali (in caso di maltempo l’evento sarà annullato). 

Fonte: Associazione culturale Terra e Vita

Asiago DOP: nel 2025 crescono produzione, quotazioni e consumi

Il 2025 si è chiuso con risultati di assoluto rilievo per l’Asiago DOP: crescita della produzione al +8.3% rispetto al 2024, rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso e migliore performance di incremento dei consumi tra i formaggi DOP duri e semiduri sul mercato domestico, con un +4% a volume e +11,3% a valore. I risultati sono stati presentati nel corso dell’annuale Assemblea dei soci, svoltasi lo scorso 8 maggio nella Basilica Palladiana di Vicenza, e durante la quale il Consorzio tutela formaggio Asiago ha annunciato la proposta di avviare la prima azione sistemica di sviluppo condiviso del territorio, affidando alla tavola rotonda “Ecosistema DOP 2040: Territorio, Talento, Turismo” il compito di aprire la riflessione su come tradurre questa visione in un percorso concreto. All’incontro hanno contribuito: Alberto Mattiacci, professore ordinario Economia e Gestione delle Imprese, Sapienza Università di Roma; Mauro Rosati, direttore Generale OriGIn Italia e Fondazione Qualivita; Matteo Zoppas, presidente ICE-Agenzia; Nicola Vladimiro Ciccarelli, vicepresidente Confindustria Alberghi e Antonio Auricchio, presidente AFIDOP - Associazione Formaggi Italiani DOP e IGP.
 
Produzione e prezzi. Nel 2025 sono state prodotte 1.629.284 forme complessive di Asiago DOP, con un incremento dell’8,3% rispetto al 2024 e un fatturato alla produzione di 181 M€, aumentato del 16,6%. L’Asiago Fresco, con 1.371.339 forme, segna un +6,7%, mentre l’Asiago Stagionato, con 257.945 forme, registra un aumento a doppia cifra: +17,6%. La crescita produttiva è stata supportata da un modello di valorizzazione della qualità del prodotto e un meccanismo di efficientamento produttivo che riconosce i produttori più virtuosi e favorisce l’esplorazione di nuove nicchie e nuovi mercati. Sul fronte dei prezzi, l’anno segnala il rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso. Il prezzo medio dell’Asiago Fresco si è attestato a 7,18 €/kg, con una crescita del +12,54% rispetto al 2024. L’Asiago Stagionato ha raggiunto un prezzo medio di 8,57 €/kg, segnando un +4,38%.
 
Consumi
. Nel mercato interno, i consumi di formaggio Asiago hanno registrato la migliore combinazione di incremento fra i formaggi DOP duri e semiduri del 2025: +4% a volume e +11,3% a valore. Un risultato sostenuto da scelte mirate in termini di qualità, promozione, presidio dei canali distributivi e apertura di nuovi sbocchi. Nei primi tre mesi del 2026 il trend mostra una tenuta resiliente rispetto al generale rallentamento, con una crescita del +2,9%  a volume e del +2,6% a valore. In particolare, la Denominazione Asiago conferma la propria capacità di intercettare i nuovi modelli di consumo, sempre più orientati alla praticità e versatilità d’uso. Ne sono espressione sia l’innovazione di formato come lo snack, i cubetti, i petali, le fettine, il grattugiato e la julienne, sia la crescita del prodotto trasformato, aumentata del 169,7% nel biennio 2023-2035.
 
Il Consorzio tutela formaggio Asiago ha proseguito nel percorso di sostenibilità che, dal 2022, coinvolge l’intera filiera con l’innovativo progetto Asiago Green Edge. L’azione promuove uno sviluppo responsabile fondato sulla tutela dell’ambiente naturale, il benessere animale e l’efficienza energetica. In quest’ambito si inserisce anche l’adozione della certificazione volontaria MADE GREEN IN ITALY del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per incentivare modelli produttivi sostenibili, a conferma di un impegno avviato da oltre vent’anni verso uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, sociale ed economico della produzione.
In uno scenario segnato da crisi geopolitiche, incertezza sui mercati internazionali, il Consorzio di tutela ha continuato ad investire nello sviluppo di nuovi mercati e nel rafforzamento della presenza in Europa. È proseguito il progetto triennale multi-paese dedicato al Sud-Est asiatico, insieme alle campagne nei Paesi in area DACH, nei mercati nordici e alle azioni di promozione in altri paesi europei.

Nel 2025 le rilevazioni consortili evidenziano che l'export di filiera ha raggiunto un valore complessivo di 13,1 M€, con un incremento del +2,3% a valore e del +3,5% a volume rispetto al 2024. In Europa i principali paesi di sbocco sono: Francia (10,2% dell’export totale), Germania (6,3%) e Spagna (5,5%) mentre tra i paesi extraeuropei gli Stati Uniti si confermano primo mercato col 26,4% del totale seguiti da Svizzera 14,7% e Australia 4,6%. “I positivi risultati del 2025 - ha affermato il presidente del Consorzio tutela formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni - sono il frutto di una visione strategica e di un lavoro condiviso lungo tutta la filiera. Per il futuro la sfida è costruire un ecosistema territoriale in cui produttori, istituzioni, università, centri di ricerca, operatori economici, convergano attorno a una visione condivisa, puntando a generare valore duraturo per l'intero areale di produzione”.

A raccogliere questa sfida è la proposta strategica presentata in Assemblea: capitalizzare il patrimonio di competenze e di reputazione della Denominazione, già promotrice di sviluppo per l’intero territorio d’origine, per sviluppare energie nuove e costruire un percorso condiviso. Un ecosistema articolato su tre direttrici: il territorio come infrastruttura identitaria e produttiva, il talento come complesso di competenze diffuse e il turismo come vettore di innovazione dell’offerta territoriale. Attorno a questi temi si è sviluppata la riflessione della tavola rotonda "Ecosistema DOP 2040: territorio, talenti, turismo". “Il lattiero-caseario è tra i comparti più solidi e identitari del nostro agroalimentare - ha affermato Matteo Zoppas, presidente ICE-Agenzia in apertura - con 57 denominazioni DOP e un valore delle esportazioni che supera l'80% del fatturato alla produzione. In questo ecosistema, l'Asiago DOP rappresenta un caso esemplare di come territorio, tradizione e qualità certificata si traducano in valore internazionale concreto”.

Alberto Mattiacci, professore ordinario Economia e Gestione delle Imprese Sapienza Università di Roma, ha ricordato come “la storia del movimento che oggi chiamiamo DOP Economy insegni due cose: la prima è che dietro il primato italiano delle DO c’è una storia d’innovazione di prospettiva; la seconda è che senza quella spinta impressa al sistema con straordinaria costanza dal mondo Qualivita, oggi non saremmo qui a interrogarci sul 2040”. A conferma del percorso intrapreso, Mauro Rosati, direttore generale di Origin Italia e della Fondazione Qualivita ha ribadito come “i dati dell’Osservatorio Qualivita dimostrino che i territori con maggiore capacità di rete sono anche quelli che generano più volumi produttivi e più alto valore economico nelle filiere DOP e IGP. Non è un caso che oggi il Veneto sia la prima regione italiana per valore economico territoriale delle Indicazioni Geografiche: un risultato che nasce dalla capacità di fare rete fra imprese, Consorzi, istituzioni e strumenti di promozione”.
 
Il lavoro, però è solo all’inizio. Nicola Vladimiro Ciccarelli, vicepresidente di Confindustria Alberghi non ha dubbi: “i Consorzi di tutela sono tra i partner strategici più sottovalutati dall'industria alberghiera italiana. Quando un Consorzio presidia una denominazione, non fa solo un lavoro di filiera: costruisce e mantiene il contesto identitario dentro cui l'ospitalità di qualità può prosperare. La prossima frontiera competitiva del turismo di eccellenza passerà da alleanze operative stabili tra produttori DOP e strutture ricettive: non collaborazioni episodiche, ma ecosistemi integrati capaci di trasformare l'identità territoriale in un'esperienza coerente sui mercati internazionali”.

Fonte testo e foto: servizio stampa Consorzio tutela formaggio Asiago

Mestre-Venezia. 15-17 maggio: il Festival del Tramezzino (TraMe) ai blocchi di partenza

E' iniziato il fine settimana del TraMe Festival 2026, l'evento tutto mestrino e veneziano, giunto alla seconda edizione, dedicato al tramezzino, in programma da oggi, venerdì 15 a domenica 17 maggio. Molti i bar di Venezia, Mestre e Marghera che si sfideranno per aggiudicarsi il premio per il miglior tramezzino innovativo dell'anno. I cittadini interessati, nelle giornate di venerdì (dalle 12:00 alle 19:00) e sabato (dalle 12:00 alle 15:00), potranno degustare e assegnare la loro preferenza ai tramezzini in concorso assaggiando 1/2 tramezzino al prezzo agevolato di 1 euro.

I locali partecipanti sono: Venezia - Da Lollo, Filovia, Motondoso; Boresso; Cupido. Mestre: El Fritoin; Hanky Panky; Perla; Serena; Caffè Commercio; Mela Verde; Babel; Ca di Mat. Marghera: Bottazzo.

Ma c'é anche l’opportunità di fare parte della Confraternita del Tramezzino, come Renzo Michieletto, vicepresidente Argav, attraverso  l'acquisto online del coupon TraMe2026 (costo 10 euro) che consentirà di assaggiare un tramezzino intero in ogni bar, avere la shopper in tela TraMe, il diritto a uno sconto del 20% sui laboratori pubblicizzati nel sito della Confraternita (www.confraternitadeltramezzino.it), previo avviso sulla mail degli iscritti, estensione dell'orario di degustazione del sabato dalle 12 alle 19,00.

Domenica 17 maggio, presso il Polo Nautico di San Giuliano a Mestre, che si affaccia sulla laguna, si svolgerà il gran finale del Festival. Oltre alle degustazioni dei tramezzini concorrenti, accompagnate da spritz e cocktail preparati dal Maestro Cerimoniere della Confraternita del Tramezzino, Roberto Pellegrini, bartender di fama internazionale, sono in programma le premiazioni e la consegna dei riconoscimenti ai vincitori da parte del Gran Maestro della Confraternita, Andrea Crescente, e degli sponsor di TraMe Festival 2026. Si inizia alle ore 10:30 con la presentazione del Festival; seguirà alle ore 11:00 la premiazione del concorso per studenti, svoltosi nei giorni scorsi presso l'Istituto Alberghiero Barbarigo di Venezia, con l'assegnazione del “Premio Pan Piuma”; alle ore 11:30 sarà assegnato il “Premio TraMe 2026” riservato ai non professionisti che si sono sfidati in un concorso ad hoc svoltosi sempre al Barbarigo; alle ore 12:00 sarà annunciato e premiato il vincitore del “Premio Adriano Anzanello” per professionisti, ovvero il tramezer che secondo la giuria tecnica ha realizzato il tramezzino innovativo più interessante a cui si aggiungerà’ il riconoscimento per il tramezzino migliore votato dal pubblico. Infine, dalle 12,30 alle 13,00 è in programma la degustazione dei tramezzini in concorso e un brindisi con spritz e aperitivi vari. Info su Instagram: #trame_festival

16 maggio 2026, lo “Stravedo” va in scena in Cansiglio: la questione idrica vicina come non l’abbiamo mai vista

Il sistema idrico in Veneto, nell’attuale contesto segnato da cambiamenti climatici e consumi d’acqua non ottimali, presenta diverse criticità, che spesso percepiamo come ininfluenti, ma soltanto perché non le guardiamo da vicino. 

Per questo, Veneto Agricoltura, insieme a La Fabbrica del Mondo, aprirà in Cansiglio un dialogo sull’argomento, che fungerà da lente d’ingrandimento necessaria per il settore primario. Sabato 16 maggio, dalle ore 10, la foresta bellunese ospiterà infatti il primo Stravedo del 2026, evento socio-culturale (a ingresso gratuito) erede del momento che inaugurava ogni tappa dello spettacolo campestre Mar de Molada: un colloquio tra l’autore Marco Paolini e il mondo scientifico per avvicinare agli occhi del pubblico, rendendole comprensibili nell’immediato, le conseguenze delle trasformazioni idriche e geologiche in Veneto, solo apparentemente lontane.

Così, in Cansiglio, agricoltori, allevatori e cittadini, affronteranno il tema del corretto utilizzo dell’acqua nel territorio regionale, con particolare riferimento al comparto agricolo e forestale, facendone emergere le fragilità e approfondendo lo stato attuale dei lavori volti a favorirlo. Non un convegno, nemmeno una conferenza, bensì un dialogo in montagna, snodato su tre differenti percorsi immersi nella natura, con chi si confronta quotidianamente con la questione idrica.

A moderare gli incontri ci saranno giornalisti ed esperti scientifici del settore, prima della fase di restituzione pomeridiana sui prati che circondano l’Hangar del Cansiglio: il conduttore radiofonico Massimo Cirri rimetterà in circolo spunti, numeri e contraddizioni emerse nei percorsi e, su questo materiale, Marco Paolini, Andrea Pennacchi e i Fratelli Dalla Via daranno forma, con un’incursione teatrale, ai concetti affiorati. In questo modo, proprio come le montagne dietro alla laguna veneziana nei giorni di “stravedamento”, particolare fenomeno ottico che, in condizioni di insolita limpidezza, rende visibili le Alpi da Venezia, la gestione sostenibile delle risorse idriche ci apparirà per quello che è davvero: non una questione lontana, avvolta dalla foschia, ma un’urgenza vicina, perfettamente nitida all’orizzonte.
Maggiori informazioni sull’evento e iscrizioni a questo link

Fonte testo e foto: servizio stampa Veneto Agricoltura

Aperto il bando per il workshop di progettazione del paesaggio 2026 “Lungo il fiume Sile, nuove ecologie e archeologia della navigazione”. Domanda di partecipazione entro il 25 maggio 2026

Fondazione Benetton Studi Ricerche dedica il workshop di progettazione del paesaggio 2026 a un breve tratto del fiume Sile, a valle della città di Treviso, nei comuni di Casier e Silea, un contesto tipico del fiume di risorgiva che si distingue per la presenza inaspettata dell’area “archeologica” conosciuta come il cimitero dei burci e, sulla sponda opposta, di un paesaggio industriale in parte abbandonato. La domanda di partecipazione deve essere inviata via email all’indirizzo paesaggio@fbsr.it entro le ore 12 di lunedì 25 maggio 2026. Il bando con tutte le informazioni utili è disponibile nel sito della Fondazione, www.fbsr.it.

Nei grandi manufatti in rovina che accompagnano il corso del fiume si sviluppano oggi nuovi ecosistemi selvatici grazie a una vegetazione pioniera e ruderale che sta avvolgendo anche i resti ancora visibili dei vecchi barconi semisommersi. In continuità con l’esperienza condotta nel 2025 (Svelare paesaggi. Le risorgive della Botteniga a nord di Treviso), il workshop guarda nuovamente a un paesaggio d’acqua, l’elemento maggiormente connotante di questo territorio, un paesaggio molto amato e vissuto, e si pone come momento di riflessione e sensibilizzazione sul senso dell’esplorazione, dell’osservazione e della rappresentazione del dinamismo di luoghi emblematici dell’epoca che viviamo. Ambienti che non sono soltanto spazi disponibili per il tempo libero, nemmeno teatri della memoria o spazi in attesa di processi di sostituzione, che rappresentano, invece, occasioni di sperimentazioni progettuali rivolte al futuro. Luoghi che invitano a cogliere, nella “natura dell’abbandono”, la presenza dirompente di tutti gli esseri viventi e gli elementi fisici che agiscono nel paesaggio, conferendogli forma e significato. Per immaginare, accanto a forme innovative di conoscenza e progettazione dei luoghi stessi (esercizio possibile solo con la complicità di molti contributi diversi), anche una più consapevole relazione delle persone con il paesaggio e i propri luoghi di vita.

Il workshop si svolgerà da martedì 23 a venerdì 26 giugno 2026, nella sede della Fondazione Benetton Studi Ricerche a Treviso e si articolerà in momenti di laboratorio, lezioni, visite al territorio, discussione, disegno, e presentazione del lavoro. È rivolto a dodici partecipanti in possesso di diploma di laurea magistrale o titolo analogo, interessati a un lavoro interdisciplinare di gruppo, che possibilmente abbiano già maturato qualche esperienza nel settore delle ricerche e dei progetti di paesaggio, nel corso degli studi universitari o anche successivamente, in ambito professionale. Per la partecipazione al workshop non è previsto alcun costo di iscrizione.

I docenti con cui i partecipanti avranno l’opportunità di lavorare sono Antonio Perazzi e Benedetta Forni, Studio Antonio Perazzi, Milano, con il contributo di altre figure esperte provenienti da diversi ambiti disciplinari e con il coordinamento di Luigi Latini, direttore Fondazione Benetton Studi Ricerche, professore di Architettura del Paesaggio all’Università IUAV di Venezia, e Simonetta Zanon, progetti paesaggio Fondazione Benetton Studi Ricerche.

È stata fatta richiesta di riconoscimento dei crediti formativi per i propri iscritti agli Ordini professionali degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori e dei Dottori Agronomi Forestali. Per ulteriori informazioni: paesaggio@fbsr.it

Fonte testo e foto (credit Luigi Latini): Fondazione Benetton Studi e Ricerche

A Due Carrare (Padova) un nuovo hub europeo che trasforma i dati in conoscenza operativa contro l’avanzare del dissesto climatico

(di Riccardo Panigada, giornalista scientifico e consigliere Argav). I cambiamenti del clima, come l’evoluzione dell’universo o quella biologica, segueno le leggi della “termodinamica del disequilibrio”, come l’ha chiamata Ilya Prigogine (Nobel per la chimica nel 1977), e, dove c’è di mezzo l’entropia, la gestione dei dati diventa parecchio difficile. Certe volte troppo. Infatti si tratta di progressioni non lineari, che determinano, al superamento di alcune “barriere”, la comparsa improvvisa di fenomeni estremi, che cambieranno drasticamente lo scenario di un territorio.

Per spiegare il fenomeno in biologia si può ricorrere alla cosiddetta “legge del tutto o niente”: per esempio, se in una cellula il livello di un neurotrasmettitore è appena al di sotto di una certa soglia, il segnale nervoso non passa, ma basterà l’arrivo di pochissime molecole in più per far scattare lo spike…Ma c’è sempre da qualche parte chi accetta una sfida, e, per avere il coraggio di farlo, in tal caso, bisogna avere competenze e vedute larghe, ovvero essere veramente interdisciplinari, tanto da estendere i propri studi dalla filosofia e scienze umane alle cosiddette hard sciences, cioè le scienze esatte (matematica e logica) e le scienze naturali (biologia, chimica e fisica).

Così, mentre negli Stati Uniti d’America si è appena eliminato dai programmi scolastici lo studio dei classici greci, in Italia, e in particolare in Veneto, a Due Carrare (Padova), c’è un’azienda altamente tecnologica, che, partendo dalla formazione, inizialmente umanistica, ma poi interdisciplinare del suo fondatore, è arrivata a offrire soluzioni concrete in tempo reale a compensazione delle sempre più frequenti emergenze climatiche che colpiscono il territorio, con una capacità di analisi dei fenomeni atmosferici basata su celle geografiche di un chilometro quadrato. “Ciò che oggi è più che mai necessario, superando la pura e semplice comunicazione delle catastrofi climatiche – ha rilevato Massimo Crespi, presidente di Radarmeteo-Hypermeteo -, è puntare sulla chiarezza del messaggio, ovvero bisogna fornire scenari con dei numeri, indispensabili all’assessment di assicurazioni, banche, consorzi di bonifica, pronto soccorsi, e ad aziende come Terna (impegnata nella duplice transizione energetica e digitale), la quale deve competere a livello mondiale con una conoscenza climatica numerica, che consenta di descrivere il trading energetico”.

Infatti, ACER (Agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia), dallo scorso anno ha richiesto che le aziende dell’Unione monopoliste dell’energia nei singoli stati forniscano un aggiornamento quartorario (prima orario) sul consumo di energia. Ciò comporta l’assoluta necessità di poter fornire dati certificati e di elevata qualità. “Come prova del nostro lavoro sulla qualità dei dati storici (intendendo col termine “storici” tutti gli attimi che precedono fino a quello attuale) verificati e verificabili – ha proseguito Crespi – possiamo affermare per esempio di aver cambiato radicalmente lo scenario delle contestazioni assicurative nel mondo agricolo, con una o due contestazioni all’anno, con 400mila aziende agricole attive in Italia”.

Ma di fronte all’attuale contesto “liquido” (vicariando il termine da Zygmunt Bauman), Crespi sottolinea la necessità di avere sempre una continua attenzione etica sulla scelta delle future impostazioni aziendali di Radarmeteo-Hypermeteo – per esempio in merito all’utilizzo dell’IA (Intelligenza artificiale) – al fine di differenziare, mediante costante analisi ermeneutica della direzione da prendere, la politica aziendale e le effettive strategie da quella degli altri provider. Francesco Dell’Orco, cofondatore e amministratore delegato di Hypermeteo, costituitasi nel 2021 come emanazione di Radarmeteo (fondata nel 2007), ha poi illustrato i servizi di supporto operativo, previsione e fornitura di dati climatici altamente rappresentativi, che l’azienda fornisce in un formato utile a essere integrato nei sistemi di processo delle aziende clienti, che vanno dal settore assicurativo a quello delle piattaforme marittime.

In sostanza, il motore tecnologico di Hypermeteo si avvale anche di Data Scientists che integrano nell’IA i dati osservativi delle stazioni meteo, dei satelliti, e dei radar, per estrarre una griglia ordinata di dati omogenea nel tempo, che è successivamente facile da integrare in sistemi terzi. La IA, riducendo gli errori e le incertezze, ha reso i sistemi di Hypermeteo interessanti anche per il settore assicurativo, che ormai puntualmente verifica con i propri periti la congruenza delle entità dei danni denunciati dai propri clienti, con i dati che risultano pertinenti a ogni singola azienda agricola e con una risoluzione chilometrica. Andrea Chini, amministratore delegato di Radarmeteo, ha quindi sottolineato che le due realtà aziendali operano in modo sinergico e che Radarmeteo è focalizzata in particolare sul supporto operativo, per esempio per la pianificazione dell’operatività aeroportuale. “Ma – ha proseguito Chini – diciamo anche al cliente che cosa fare per mitigare l’impatto climatico estremo, per esempio sulle infrastrutture (nei ponti e negli elettrodotti vi sono materiali con coefficienti di dilatazione elevati), e in tutti i settori che operano a cielo aperto. Siamo inoltre pionieri nell’aver sviluppato un algoritmo che stima la grandezza dei grani di grandine, sulla proiezione storica come su quella previsionale con un now casting di un’ora. Ma, a questo proposito, in base ai nostri dati storici, si può anche indicare i luoghi dove converrà installare nuovi impianti fotovoltaici su grandi estensioni: nelle nostre griglie, infatti, ogni chilometro quadrato, c’è il dato storico fino a 30 anni fa, ma anche lo scenario creato mediante rianalisi (analisi retrospettiva)”. Per la nuova release del sistema di elaborazione dati di Radarmeteo-Hypermeteo è già stato richiesto il brevetto europeo.

Anche se è evidente che nei prossimi dieci anni le attività antropiche causeranno l’aumento dell’inquinamento atmosferico, continua a esservi una polemica su quanto riguarda le emissioni, ma anche solo basandosi sull’osservazione naturale dei cicli solari, e dell’oscillazione dell’asse terrestre, si può agevolmente osservare come sia cambiato il clima da 70/80/100/400 mila anni a questa parte. Per tornare a temperature come quelle attuali bisogna andare indietro di 65 milioni di anni. E, mentre perfino il Burkina Faso ha un servizio meteorologico nazionale riconosciuto attraverso la collaborazione con l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), con la stazione principale situata a Ouagadougou Aero, l‘Italia è uno dei pochi paesi al mondo a non averlo. “A livello nazionale, ci si avvale oggi di 27 enti, come per esempio le Arpa, che non interagiscono tra loro, per cui per ottenere il dato di una media nazionale bisogna interpellare 27 diverse realtà, mentre per istituzioni e imprese è sempre più necessario ottenere in tempi stretti dati climatici di qualità, al fine di far fronte al dissesto climatico- ha rilevato Crespi”.

Infatti, con l’avanzata dell’anticiclone africano e lo spostamento a ovest di quello delle Azzorre si verificherà una grande siccità al Sud della penisola italiana, con la scomparsa di ambienti favoriti dalla permanenza di climi antichissimi come le steppe montane mediterranee, che consentono l’esistenza di piante, come, per esempio, il pino loricato, che hanno sette-ottocento anni, e che sono straordinarie vestigia preistoriche di interazioni tra ambienti diversi. In Italia, inoltre, tutti gli eventi si sono già acuiti di oltre il 20%: siamo un hot spot dell’attuale ondata di calore che colpirà a breve l’economia a Nord del Paese e la dorsale tirrenica dove sono concentrate più aziende e infrastrutture, anche se, per quanto riguarda l’aumento del calore in termini percentuali assoluti, sarà più colpito il meridione e le coste campano-laziali.

“Non vi è dubbio che i consorzi di bonifica dovranno ritarare la canalizzazione secondo nuovi standard climatici, che sono da riformulare tenendo conto dei drastici cambiamenti della periodizzazione dei fenomeni atmosferici… ma tutti questi interventi non devono essere isolati e provvisori, serve assolutamente tornare a un’attenzione vera e costante verso il pianeta Terra, come ormai dimostrano e asseriscono non solo gli scienziati, ma anche importanti pensatori contemporanei e come già sostenevano gli antichi filosofi fondatori della cultura europea: solo per citare Platone “la terra è un pianeta sensibile” – ha concluso Crespi”.

Energia. Prende avvio il Programma di Ricerca Nucleare (PRN), attuato anche con la collaborazione del Consorzio RFX di Padova, e che include il rafforzamento della formazione specialistica con l’attivazione di 20 borse di dottorato co-finanziate dalle università

Rafforzare la sicurezza e l’indipendenza energetica dell’Italia e contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione attraverso lo sviluppo e la valorizzazione delle tecnologie nucleari avanzate, consolidando il ruolo del Paese nel contesto europeo e internazionale: è l’obiettivo del Programma di Ricerca Nucleare (PRN), il vasto piano triennale finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e attuato da ENEA, con il Cnr nel ruolo di co-realizzatore e la collaborazione del Consorzio RFX di Padova (foto in alto, particolare ambienti interni).

Il programma si propone come strumento operativo chiave per rispondere alle priorità europee in materia di sicurezza degli approvvigionamenti energetici e di transizione verso un sistema a basse emissioni di carbonio. Tra i principali ambiti di intervento figurano lo sviluppo delle tecnologie nucleari di nuova generazione, in particolare gli Small Modular Reactors (SMR) e gli Advanced Modular Reactors (AMR), la fusione nucleare, una delle soluzioni più promettenti per la produzione di energia sicura, pulita e su larga scala. Il programma dedica inoltre particolare attenzione alle applicazioni non energetiche delle tecnologie nucleari, con ricadute rilevanti in settori strategici quali la medicina (produzione di radiofarmaci), il comparto aerospaziale e la produzione di idrogeno.

Elemento qualificante del PRN sarà anche l’impegno in attività di informazione, divulgazione e formazione: va in questa direzione l’attivazione da parte del Consorzio RFX per conto di Cnr e in accordo con ENEA, di 20 borse di dottorato per l’anno accademico 2026/2027, in co-finanziamento con le università. Finalizzate a rafforzare le competenze e a sostenere lo sviluppo di una nuova generazione di esperti nel settore nucleare, saranno focalizzate su ingegneria nucleare, materiali avanzati, fisica dei reattori, automazione e controllo, sistemi energetici e accettabilità sociale del nucleare. La raccolta delle manifestazioni di interesse per la presentazione di richieste di co-finanziamento da parte delle università interessate deve avvenire entro le ore 23:59 del 15 maggio 2026. Per ulteriori informazioni sulle Borse di Dottorato: Consorzio RFX – Avviso borse dottorato PRN Per chiarimenti entro il 12 maggio 2026: direzione.rfx@igi.cnr.it Per inviare la domanda via PEC: consorziorfx.direzione@cert.neispa.com Oggetto: “Dottorati a.a. 2026–2027 – 42° ciclo”

“L’energia nucleare rappresenta una fonte a basse emissioni di gas serra capace di contribuire in modo significativo alla diversificazione del mix energetico nazionale, integrandosi con le fonti rinnovabili e supportandone la continuità di esercizio, riducendo al contempo la dipendenza dalle risorse fossili”, ha dichiarato Alessandro Dodaro, direttore del Dipartimento Nucleare di ENEA. “Con il PRN –aggiunge – l’Italia compie un passo strategico verso una maggiore sicurezza e indipendenza energetica. Integrando ricerca e innovazione, competitività industriale e attività di formazione e informazione, il Programma contribuisce alla costruzione di una filiera italiana solida e competitiva capace di sostenere l’Europa nell’affrontare le sfide energetiche dei prossimi decenni, con ricadute positive sul piano tecnico-scientifico, economico, occupazionale e sociale”. “Il Cnr concentra il proprio impegno sulle tecnologie per la fusione nucleare, oggi più che mai strategiche per un’energia sicura, sostenibile e a basse emissioni”, ha affermato Stefano Fabris, direttore del dipartimento Scienze Fisiche e Tecnologiche della Materia di CNR. “Questo ruolo –continua – si fonda su una solida tradizione pluridecennale di competenze e infrastrutture di ricerca, che è alla base della collaborazione con il Consorzio RFX e del contributo italiano a un settore chiave per il futuro energetico”.

Il Consorzio RFX, espressione dei propri soci: CNR, ENEA, INFN, Università degli Studi di Padova e Acciaierie Venete spa, rappresenta una realtà di eccellenza in Italia nella valorizzazione del rapporto tra ricerca fisica, sviluppo tecnologico e sistema industriale, grazie a RFX-mod2, una infrastruttura ad alta priorità strategica, e alle attività per ITER e per Fusion4Energy”, ha dichiarato Piergiorgio Sonato, presidente del Consorzio RFX. “La realizzazione di questi esperimenti ha generato avanzamenti scientifici e tecnologici concreti, con ricadute sul tessuto produttivo, rafforzando non solo la filiera della fusione, ma più in generale la competitività dell’industria italiana in linea con le priorità europee”.

I reattori modulari avanzati: SMR e AMR. Al centro del PRN la ricerca e lo sviluppo di reattori modulari avanzati, un settore in cui l’industria e la ricerca italiane rivestono già un ruolo di primo piano a livello internazionale: si tratta sia dell’ammodernamento delle infrastrutture esistenti sia della realizzazione di nuove infrastrutture fondamentali per la qualifica di componenti innovativi e il consolidamento della filiera industriale nazionale. Particolare attenzione è rivolta a due principali tecnologie: gli Small Modular Reactors (SMR), reattori modulari e compatti di piccola taglia basati su tecnologie LWR (Light Water Reactors,reattori nucleari ad acqua leggera) che si collocano tra la III e la III+ Generazione; gli Advanced Modular Reactors (AMR) di IV generazione che introducono sistemi di raffreddamento avanzati e combustibili innovativi, garantendo maggiore efficienza, sicurezza, sostenibilità e nuove applicazioni, tra cui la cogenerazione e la produzione di idrogeno. Le iniziative si inseriscono in una strategia che punta a mettere a sistema investimenti pubblici e privati, favorire una più rapida diffusione delle tecnologie e sostenere il percorso di decarbonizzazione del mix energetico nazionale entro il 2035–2050, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

Fusione nucleare: la visione strategica di lungo periodo. Il PRN consolida e potenzia anche l’impegno italiano nello sviluppo della fusione nucleare, considerata una fonte strategica di lungo periodo per un’energia sicura, inesauribile e priva di emissioni di CO₂. In linea con la roadmap europea che prevede la realizzazione del primo impianto dimostrativo entro il 2050, l’Italia concentra le proprie attività su infrastrutture e tecnologie chiave, quali: il Divertor Tokamak Test facility (DTT), grande progetto italiano in corso di realizzazione presso il Centro Ricerche ENEA di Frascati, cui partecipano ENEA ed ENI, in stretta sinergia con il mondo della ricerca, dell’università e dell’industria, tra cui i Consorzio RFX e CREATE, nonché le università di Roma Tor Vergata, Tuscia e Milano-Bicocca e il Politecnico di Torino. Il progetto si propone di fornire risposte ad alcuni dei nodi scientifici più complessi nel percorso verso la fusione, tra cui lo studio delle soluzioni fisiche e tecnologiche per l’estrazione dell’elevato calore prodotto; il Breeding Blanket, uno dei componenti chiave dei futuri reattori in costruzione presso il Centrodi Ricerche ENEA di Brasimone (Bologna); il sistema consentirà di produrre trizio a partire dal litio, recuperare il calore generato dalle reazioni di fusione e schermare le strutture dell’impianto, svolgendo un ruolo essenziale per la sostenibilità, l’efficienza e la sicurezza della fusione nucleare; il Neutral Beam Test Facility, una grande infrastruttura di ricerca del Consorzio RFX di Padova dedicata allo sviluppo di un sistema innovativo per il riscaldamento del plasma di ITER, il grande progetto internazionale in via di realizzazione a Cadarache (Francia), mediante accelerazione di particelle ad alta energia; RFX-mod2, il più grande esperimento per lo studio del confinamento magnetico toroidale del plasma in configurazione Reversed Field Pinch (RFP) e Tokamak.

Fonte testo e foto: servizio stampa Consorzio RFX